
Caso Garlasco, l’inchiesta su Sempio: tutte le tappe da marzo 2025 a oggi
In questo articolo
Il caso Garlasco verso una nuova svolta: in attesa del 28 settembre, quando è prevista la conclusione delle indagini a carico di Andrea Sempio, ripercorriamo in ordine cronologico tutte le tappe della nuova inchiesta, dal marzo 2025 agli ultimi sviluppi.
Il caso Garlasco e l’inchiesta a carico di Andrea Sempio, accusato dell’omicidio volontario di Chiara Poggi, è senz’altro l’argomento di cronaca più discusso dell’intero 2026 fino a oggi e degli ultimi anni. Mai si era visto un dibattito pubblico andare avanti su uno stesso caso per mesi e mesi, coinvolgendo ogni strato della società, ogni mezzo di comunicazione. E questo mese di settembre sembra essere cruciale, perché per domani, 28 settembre, è fissata la fine dell’indagine, dopo la proroga – inaspettata – giunta successivamente all’avviso di conclusione indagini (il cosiddetto 415-bis) di maggio. Sempre in questi giorni sarebbero dovuti arrivare gli esiti della consulenza psichiatrica richiesta dalla Procura di Pavia, cui però l’indagato si è rifiutato di sottoporsi. Per questo motivo, giova ricostruire alcuni dei punti chiave dalla riapertura dell’indagine a oggi.

Marzo 2025: riapertura dell’inchiesta
Il primo capitolo di questa nuova inchiesta si presenta nelle case degli italiani a marzo 2025: Andrea Sempio viene nuovamente iscritto nel registro degli indagati per l’omicidio di Chiara Poggi. Nuovamente, perché già era stato protagonista di una indagine nel 2017, ma la sua posizione era stata archiviata. Questa volta, però, la Procura di Pavia decide di ripartire da alcuni elementi già presenti negli atti, rivalutati attraverso strumenti investigativi più moderni, soprattutto dal punto di vista scientifico.
Marzo/Aprile 2025: il DNA e la nuova analisi dei reperti
Uno dei primi fronti della nuova indagine riguarda appunto il materiale biologico.
La Procura punta l’attenzione in particolare sui profili genetici maschili individuati sotto le unghie di Chiara Poggi. Una questione delicatissima e che immediatamente divide. Perché non si tratta di un DNA completo e immediatamente identificativo, bensì di un profilo parziale che deve essere interpretato attraverso analisi statistiche. Analisi che vengono affidate dalla Procura alla genetista Denise Albani, nominata nell’ambito dell’incidente probatorio. La sua relazione diventerà uno degli elementi più discussi dell’intera vicenda. Perché ancora una volta non fornisce una “pistola fumante”.

La perizia stabilirà infatti che il profilo genetico trovato sulle unghie di Chiara Poggi è compatibile con la linea maschile della famiglia Sempio, ma senza arrivare a una identificazione netta e sicura del singolo soggetto. La stessa esperta evidenzia nella sua relazione quelli che sono i limiti del materiale analizzato. Parla di dati non sufficientemente solidi per una conclusione definitiva.
Maggio 2025: la traccia sul muro
La notizia destinata a deflagrare e indirizzare il racconto mediatico del caso arriva nel maggio 2025. Il Tg1 diffonde l’esistenza di una nuova valutazione tecnica sulla cosiddetta “impronta 33”, una traccia palmare rilevata sul muro della scala che conduce al seminterrato della villetta di Chiara Poggi. Secondo gli investigatori, quella traccia sarebbe compatibile con Andrea Sempio. E viene trovata in un luogo simbolo della tragedia: perché è proprio lì, su quelle scale, che era stato rinvenuto il corpo senza vita di Chiara Poggi.

Per gli inquirenti ci sarebbero diversi punti di corrispondenza tra il reperto e le impronte dell’indagato. E nasce un primo scontro con la difesa di Sempio, che replica invece che l’impronta era già stata individuata anni prima, che non era stata ritenuta decisiva nelle precedenti indagini e che, soprattutto, non esiste un elemento in grado di stabilire il dato temporale: quando è stata lasciata quella impronta? Andrea frequentava quella casa, ammesso che sia sua, perché non potrebbe averla lasciata in un altro momento?
Fine 2025: L’incidente probatorio e la battaglia sulle prove scientifiche
Dopo l’esplosione mediatica dell’impronta 33, l’estate 2025 e i mesi successivi continuano in un botta e risposta di consulenze e analisi. Il cuore della partita è stabilire quale valore attribuire agli elementi raccolti a distanza di quasi vent’anni dal delitto. Il 18 dicembre si conclude l’incidente probatorio sul DNA ritrovato sulle unghie di Chiara. Non viene ammessa invece per la discussione proprio l’impronta 33, perché il frammento di intonaco originale su cui si trovava non è più reperibile.
Primavera 2026: dagli atti emergono nuovi elementi
Se quella tra accusa e difesa fosse una guerra, si potrebbe dire che con la primavera del 2026 è arrivata la “controffensiva” della Procura. Con un conseguente dibattito mediatico esploso oltre ogni precedente. Dalle carte investigative iniziano a emergere intercettazioni ambientali, vecchie conversazioni, approfondimenti sui rapporti tra le persone coinvolte e nuovi elementi che la Procura ritiene significativi. E che in qualche modo – grazie a qualche fuga di notizie – finiranno in pasto ai giornali per due mesi.
Maggio 2026: I soliloqui che diventano un caso

Finiscono nelle mani di alcuni giornalisti prima le trascrizioni e poi gli audio di conversazioni registrate dagli investigatori nelle quali Sempio parla da solo, riflette sul caso e ripercorre alcuni momenti della vicenda. La Procura attribuisce a quelle frasi un possibile valore investigativo: secondo gli inquirenti, in alcuni passaggi sembrerebbe riferire circostanze che potrebbero rivelare una conoscenza diretta dei fatti. Avrebbe visto Chiara la mattina del delitto, avrebbe cercato di inquinare le acque, avrebbe messo in piedi un falso alibi con uno scontrino che non avrebbe raccolto in prima persona. La difesa, invece, sostiene una ricostruzione opposta: quelle frasi sarebbero prive di valore probatorio perché pronunciate in un contesto privato, senza interlocutori, e spesso mentre l’indagato commentava informazioni già pubbliche.
Il mistero della mattina del 13 agosto e la telefonata

Uno dei passaggi più discussi riguarda la ricostruzione della mattina del delitto. Secondo la lettura della Procura, Andrea Sempio, parlando tra sé, avrebbe fatto riferimento a una telefonata con la casa dei Poggi e al fatto di aver parlato con Chiara.
«Non ci voglio parlare con te – avrebbe detto Sempio, imitando una voce femminile – e io le ho detto: “Riusciamo a vederci?” e poi lei mi ha messo giù il telefono. Ah ecco che fai la dura (avrebbe poi continuato il ragazzo parlando tra sé e sé, ridendo, ndr). Io non l’ho mai vista in quel modo, l’interesse non era reciproco».
«Cazzo (pausa) lei dice…Lei dice…”Non l’ho più trovato il video”… Tutto sbagliato…
Ah (modificando la voce, ndr) io ho portato il… Cioè è stata una bella stronza… Giù il telefono… Anche lui lo sa… Perché ho visto… Dal suo cellulare… Perché Chiara non… Con quel video… E io ce l’ho…».
Questa intercettazione (anzi, la sua pubblicazione) scatena i colpevolisti, convinti che a questo punto Sempio non abbia possibilità di uscire indenne dall’inchiesta. La difesa, però, fornisce una spiegazione alternativa: Andrea non stava raccontando un ricordo personale, ma commentando ad alta voce un video di una youtuber che ricostruiva il caso.
Il riferimento ai video intimi di Chiara: il passaggio più discusso
Ancora più acceso è il dibattito nato intorno ai riferimenti fatti da Sempio a presunti video riguardanti Chiara Poggi, in un altro soliloquio. Questo: «La storia del video è stata… è stata… il video… lo devo aspettare da un momento all’altro… ok…cioè Chiara … lei nel video sembrava proprio… inc… si è spostata».
Secondo la Procura, quelle parole avrebbero un peso investigativo perché potrebbero suggerire che Sempio conoscesse aspetti della vita privata della ragazza non facilmente spiegabili. In particolare, quei video intimi registrati da Chiara e da Alberto. La difesa respinge però questa interpretazione e sostiene che non esista alcuna prova che Sempio abbia avuto accesso a materiale intimo di Chiara.
Le frasi sul sangue e sulla scena del crimine
Un altro passaggio finito sotto i riflettori riguarda le frasi in cui Sempio parlerebbe della scena dell’omicidio, del sangue e di alcuni dettagli della villetta. Ecco il testo:
«Quando sono andato io… (compatibile con “quando sono andato via”) il sangue c’era… e allora… debitamente inconsapevole, cioè lui cioè lui (Stasi) non se n’è reso conto ma… senza accorgersene ha evitato le macchie… e allora… del tutto inconsapevole… lui senza accorgersi ha evitato le macchie… ha evitato le macchie».
Secondo gli investigatori, alcune espressioni sarebbero difficilmente spiegabili se non attraverso una conoscenza diretta della scena. La difesa ribatte che, dopo quasi vent’anni di esposizione mediatica del caso, molte informazioni erano diventate patrimonio comune ribadite da centinaia di articoli e trasmissioni televisive.
L’audio dello scontrino: ritorna l’antico alibi

Ritorna poi sulla scena il dibattito sull’alibi di Sempio, tenuto in piedi da uno scontrino consegnato agli inquirenti e che testimonierebbe la presenza del ragazzo a Vigevano nell’orario compatibile con il delitto di Chiara Poggi. La diffusione di un audio nel quale i genitori di Sempio parlano proprio di quello scontrino alimenta nuove polemiche. Ecco lo scambio di battute tra padre e madre.

MADRE: «Il super testimone che dice che lo scontrino, incomprensibile (ride, ndr), l’Andrea, va che son co**ioni forti!».
PADRE: «Oh signore!».
MADRE: «Allora, adesso c’è un familiare che dice che lo scontrino non lo ha fatto né l’Andrea né i suoi familiari!».
PADRE: «Come fa ad averlo? Glie’ha dato lui? (ride, ndr), non so! Chi è che glie’ha dato? Cioè, la domanda da fargli è quella lì… va beh… nella… estremiii…, estremizzare le cose che poi son cagate, perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu! (sospiro) secondo lui, ha detto che non lo hai fatto tu, non l’ha fatto il figlio non l’ho fatto io, e va beh! Lo avrà fatto lui! Quello lì! Ma lo avrà dato lui al figlio! Ma robe da matti… che manica di diabolici… lo scontrino… l’ha documentato! Va bene! Fammi vedere! Ma pazzesco! Un familiare! Testimoni! Escono testimoni come…».
MADRE: «A Garlasco ci son più testimoni che abitanti».
PADRE: «Eh! Ne vengono fuori un sacco! Ne usciranno fuori ancora un po’! Bisogna vedere! Roba da matti».
Le parole della madre e del padre vengono analizzate dalla Procura come possibile elemento di approfondimento. La difesa, invece, sostiene che la conversazione sia stata interpretata fuori dal suo contesto e che non rappresenti una prova contro l’indagato.
Maggio 2026: i vecchi messaggi sul forum misogino
Tra gli elementi forse più devastanti invece da un punto di vista personale a carico di Andrea Sempio, rientrano alcuni vecchi messaggi scritti da lui su un forum online. Un forum dai contenuti spesso misogini, in cui molti si scambiano consigli su come conquistare una donna o sulla superiorità maschile. Delineerebbero, dunque, un profilo nettamente negativo dell’indagato. La difesa di Sempio contesta soprattutto il rischio di trasformare valutazioni sul carattere o sulla personalità in elementi di accusa, senza un rapporto diretto con il fatto contestato.
Giugno 2026: le gemelle Cappa tornano in ballo

Tra gli appuntamenti più attesi dall’opinione pubblica e dalla schiera dei colpevolisti, c’è l’audizione di Paola e Stefania Cappa, protagoniste di una campagna mediatica (senza prove) che le vorrebbe in qualche modo coinvolte nel delitto della cugina.
Nel giugno 2026 vengono ascoltate dagli investigatori. La loro posizione viene nuovamente analizzata alla luce delle recenti indagini: vengono ricostruiti i rapporti con Chiara, le frequentazioni e alcuni episodi già emersi negli anni precedenti. Nessun elemento viene contestato alle sorelle.
Giugno 2026: Marco Poggi convocato dai magistrati
Pochi giorni dopo è il turno di Marco Poggi, il fratello di Chiara. Anche lui diventato bersaglio di orde di odiatori che hanno persino messo in dubbio che il giorno del delitto si trovasse in vacanza con i genitori (come ampiamente provato da foto e testimonianze). Marco è importante per queste indagini non solo per essere il fratello della vittima, ma anche perché Andrea Sempio faceva parte del suo gruppo di amici.
Dagli investigatori gli viene chiesto di ricostruire ancora una volta il legame tra Sempio e la famiglia Poggi, le frequentazioni, le abitudini e gli elementi che possono aiutare a comprendere il contesto nel quale maturò l’omicidio. Marco Poggi mantiene però la linea sostenuta negli anni precedenti: non crede alla responsabilità di Andrea Sempio e continua a indicare Alberto Stasi come il responsabile dell’uccisione della sorella.
Giugno 2026: il fratello parla per la prima volta, a “Quarto Grado”

Dopo essere stato sentito dai magistrati, Marco Poggi parla pubblicamente per la prima volta. Lo fa in televisione, intervistato da Quarto Grado. Le sue parole diventano uno dei momenti mediatici più discussi della nuova fase del caso. Marco ribadisce di non credere alla pista che porta ad Andrea Sempio e conferma la propria convinzione sulla responsabilità di Alberto Stasi.
Giugno 2026: la famiglia di Andrea travolta dalla pressione mediatica
I giudizi sommari fatti dietro a uno schermo e una tastiera, hanno delle conseguenze sulla vita delle persone. Dopo mesi nei quali il nome della famiglia Sempio viene associato quotidianamente al caso Garlasco, arriva la notizia del tentativo di suicidio della madre di Andrea, Daniela Ferrari. Un episodio che segna il momento più doloroso della vicenda dal punto di vista personale. Il caso giudiziario si intreccia così con una dimensione privata fatta di paura, pressione e sofferenza.
La Procura: 21 elementi per una nuova lettura del delitto

A maggio si arriva alla conclusione delle indagini e la Procura di Pavia mette insieme un quadro composto da più elementi. Non ci sono mezzi termini: contemporaneamente viene indicato come colpevole Sempio (da solo) e come innocente Alberto Stasi. Anche perché la strada per un eventuale rinvio a giudizio passa necessariamente da una eventuale revisione della condanna in giudicato. Dopo aver comunicato la chiusura delle indagini, viene chiesta una proroga: appuntamento al 28 settembre.




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