
Garlasco, la verità nascosta per 18 anni: l’ombra su Sempio e il dettaglio che può salvare Stasi
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Nuove intercettazioni, consulenze medico-legali e dubbi mai sopiti riaccendono il caso Garlasco. Andrea Sempio torna al centro delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, mentre la posizione di Alberto Stasi potrebbe clamorosamente cambiare dopo quasi vent’anni.
La situazione, a oggi, resta estremamente complessa. Comprendere come si concluderà il caso Garlasco, ammesso che si riesca davvero ad arrivare a una verità definitiva, appare tutt’altro che semplice. Andrea Sempio, oggi unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia di via Pascoli, continua a dividere non soltanto l’opinione pubblica, ma anche la magistratura. Al momento, l’unico condannato in via definitiva resta l’ex fidanzato della vittima, Alberto Stasi.
Le motivazioni della sentenza che ha portato Stasi in carcere sono note da anni, condivisibili o meno. A renderle familiari all’intera Penisola ha contribuito anche un interminabile circo mediatico alimentato da trasmissioni televisive, telegiornali, programmi radiofonici, siti web e perfino podcast dedicati alla cronaca nera.
Quelle intercettazioni da valutare con prudenza
In questi giorni il clamore dei media si è concentrato sulle novità emerse dalle indagini della Procura di Pavia, secondo cui Sempio sarebbe stato intercettato mentre, in un soliloquio, avrebbe ammesso il delitto. Per il procuratore Fabio Napoleone, questo elemento rappresenterebbe uno dei punti centrali dell’impianto accusatorio. Gli investigatori, infatti, con molta probabilità, si stanno preparando a chiedere il rinvio a giudizio del migliore amico di Marco Poggi, fratello della vittima, che insieme all’intera famiglia Poggi continua a difenderlo.
La prudenza, tuttavia, resta indispensabile. Poiché dovrà essere dimostrata un’accusa di omicidio aggravato dalla crudeltà — considerato che Chiara Poggi sarebbe stata colpita più volte quella mattina d’agosto — e indicare in Sempio il nuovo responsabile del delitto. Uno scenario che aprirebbe inevitabilmente anche alla revisione del processo a carico di Alberto Stasi, con possibili conseguenze immediate sulla sua detenzione.

Più suggestioni che certezze assolute
Il rischio, secondo molti osservatori, è quello di ripetere un errore già compiuto in passato: mandare in carcere un presunto colpevole sulla base di elementi prevalentemente indiziari, più capaci di alimentare suggestioni che di fornire certezze assolute. Selvaggia Lucarelli, pur essendo tra le più convinte sostenitrici dell’innocenza di Sempio, ha dichiarato più volte di ritenere Stasi responsabile dell’omicidio, sottolineando però come le prove raccolte contro di lui fossero troppo deboli per giustificare una condanna definitiva.
Ed è proprio questo il nodo che, negli anni, ha alimentato negli italiani un dubbio profondo sulla reale colpevolezza di Alberto Stasi. Anche perché, a differenza di Andrea Sempio, Stasi si è sempre esposto mediaticamente con grande cautela, mantenendo toni misurati senza mai inseguire il sensazionalismo.

Diverso, invece, l’atteggiamento dell’attuale indagato, che per settimane ha partecipato a numerose trasmissioni televisive dichiarandosi disponibile a collaborare con gli inquirenti, salvo poi scegliere il silenzio una volta arrivato in Procura, dove sarebbe stato interessante ascoltare la sua versione dei fatti. A suscitare ulteriore indignazione nell’opinione pubblica sono stati anche alcuni messaggi pubblicati anni fa su un forum online, dai quali emergerebbe un atteggiamento considerato da molti eccessivamente maschilista e, a tratti, sopra le righe. Un’immagine che contrasterebbe con quella del “ragazzo modello” spesso descritta dall’avvocata Angela Taccia, (ma che, va detto, da certe espressioni del suo assistito si è dissociata) che insieme al collega Cataliotti assiste Sempio nella difesa.
La famiglia Poggi continua a sostenere l'innocenza di Sempio
C’è poi il capitolo dei Poggi. Una famiglia che continua a sostenere con fermezza la colpevolezza di Alberto Stasi. Una posizione umanamente comprensibile: per quasi vent’anni i familiari hanno creduto che l’assassino di Chiara fosse lui, e accettare oggi l’ipotesi di una sua possibile innocenza sarebbe inevitabilmente difficile. Anche perché significherebbe aver attribuito per tutto questo tempo la responsabilità del delitto al fidanzato di una ragazza che, secondo chi la conosceva, era profondamente innamorata di lui.
Anche su questo fronte l’opinione pubblica appare divisa: da una parte chi comprende il dolore della famiglia Poggi, dall’altra chi si è spinto fino agli insulti e alle insinuazioni, che con ogni probabilità saranno oggetto di querele, almeno stando alle dichiarazioni dei loro legali.

La consulenza medico-legale sposta l'orario della morte
In ogni caso, oggi il nodo riguarda esclusivamente Andrea Sempio. Sarà eventualmente lui a dover dimostrare la propria estraneità ai fatti, non a provare la colpevolezza di Alberto Stasi. Per la legge italiana, infatti, Stasi è già colpevole in via definitiva e sta terminando di scontare la sua pena.
Difficile, al momento, comprendere fino in fondo il nuovo scenario investigativo. Il lavoro dell’aggiunto Stefano Civardi e delle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza si fonda infatti su un pilastro scientifico: la nuova consulenza medico-legale firmata da Cristina Cattaneo. Incrociando i tempi della digestione della colazione con l’allarme della villetta, disattivato da Chiara alle 9:12, emergerebbe che la ragazza fosse certamente viva alle 9:45.
Un elemento che cambierebbe radicalmente la ricostruzione del delitto. Alberto Stasi, condannato in via definitiva, alle 9:35 si trovava davanti al proprio computer, a circa 1,7 chilometri di distanza. Secondo gli inquirenti, sarebbe quindi “del tutto irragionevole” ritenerlo l’assassino. Al contrario, Sempio, che secondo l’accusa sarebbe entrato in casa intorno alle 9:30, non avrebbe un alibi per quella finestra temporale, avendo effettuato una telefonata a un amico soltanto alle 9:58.
Tanti nodi ancora da sciogliere
Resta poi il nodo dello scontrino. Sempre secondo un’intercettazione tra i coniugi Sempio, emergerebbe l’ipotesi che sia stata la madre a recuperare il documento fiscale e non il diretto interessato. Gli avvocati dell’indagato parlano però di cattiva interpretazione dell’intercettazione e di elementi inconsistenti e si dichiarano pronti a un eventuale interrogatorio del loro assistito. Compresi i video intimi di Chiara e Alberto (da cui si sarebbero scatenate le vibrazioni di Sempio, che avrebbe ucciso la ragazza in seguito al rifiuto di un’avance), che lui dice di non aver visto ma che pare invece acquisito in una chiavetta.
Appaiono invece del tutto comprensibili le mosse della difesa di Alberto Stasi, dal momento che in gioco potrebbe esserci la revisione del processo e persino la sua immediata scarcerazione. Eventualità che, è bene ricordarlo, non equivarrebbe automaticamente a una condanna certa per Andrea Sempio.




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