
Tremare per guarire: quando il corpo ha bisogno di scuotere via lo stress
In questo articolo
Vi è mai capitato di tremare dopo uno spavento o una situazione stressante? È il vostro sistema nervoso che sta facendo quello che dovrebbe: scaricare la tensione accumulata. Gli animali lo fanno istintivamente dopo un pericolo, tremano per qualche minuto e poi tornano normali. Noi umani invece blocchiamo questo tremore naturale, e tutta quella tensione resta intrappolata nel corpo. Il TRE, Tension and Trauma Releasing Exercises, insegna a riattivare questo meccanismo di guarigione attraverso il tremore neurogenico.
Il tremore neurogenico è una risposta automatica del sistema nervoso, non qualcosa che controllate con la mente. Guardate un animale che scappa da un predatore: appena si mette in salvo, inizia a tremare violentemente per qualche minuto, poi il tremore si ferma da solo e l’animale riprende a fare quello che faceva come se niente fosse. Quel tremore ha scaricato tutta l’adrenalina, il cortisolo, la tensione muscolare accumulata durante la fuga, il sistema nervoso si è resettato. Gli esseri umani hanno lo stesso meccanismo, ma da qualche parte lungo la strada abbiamo imparato a reprimerlo. Quando iniziate a tremare dopo uno spavento, vi dite “calmati, controllati”. Stringete i muscoli per fermare il tremore perché sembra debolezza. Ma così facendo, la tensione resta bloccata nel corpo. Il TRE, sviluppato da David Berceli, usa una serie di esercizi semplici per stancare specifici muscoli e innescare questo tremore naturale in modo controllato e sicuro, permettendo al corpo di completare finalmente quel processo di scarico che avrebbe dovuto fare anni fa.
Una tensione che non sapete di avere

La maggior parte delle persone vive con livelli di tensione muscolare cronica di cui non è nemmeno consapevole. Gli psoas, i muscoli profondi che collegano la colonna lombare alle gambe, sono particolarmente colpiti: si contraggono automaticamente in risposta allo stress e spesso restano contratti per anni. I muscoli del bacino, delle anche, della schiena bassa accumulano tensione da ogni situazione stressante che non avete avuto modo di “completare”: quella discussione in cui non avete potuto dire quello che pensavate, quella volta che vi siete trattenuti dal piangere, quel momento di paura in cui siete rimasti bloccati. Il corpo ne tiene il conto. E siccome viviamo in uno stato di stress cronico di basso grado, sempre in allerta, sempre di corsa, i muscoli non si rilassano mai completamente. Il tremore neurogenico accede a queste tensioni profonde che lo stretching normale o il massaggio non raggiungono, perché non è un rilassamento meccanico ma un reset del sistema nervoso. Durante il TRE, il tremore parte di solito dalle gambe e dal bacino, ma può propagarsi ovunque il corpo tenga tensione. Non è raro che insieme al tremore emergano emozioni: pianto improvviso, risate, sbadigli profondi. È il corpo che finalmente lascia andare.
Come funziona una sessione di TRE?

Gli esercizi del TRE sono ingannevolmente semplici: una serie di posizioni che stancano gradualmente i muscoli delle gambe e del bacino fino a innescare il tremore. Si inizia in piedi con esercizi leggeri, poi si passa a posizioni specifiche come il wall sit (schiena contro il muro, gambe piegate come se foste seduti) mantenuto fino a sentire le gambe tremare. Altri esercizi includono sollevamenti sulle punte, posizioni di stretching del bacino, movimenti che attivano gli psoas. Dopo questa fase di “fatica muscolare”, vi sdraiate supini con le ginocchia piegate e i piedi a terra, lasciando che le ginocchia cadano leggermente verso l’interno. In questa posizione, se gli esercizi hanno funzionato, inizia il tremore neurogenico. Parte in modo sottile, magari solo un tremito nelle gambe, poi può intensificarsi: le gambe tremano, il bacino si muove, la schiena ondula. La chiave del TRE è non controllare: lasciate che il corpo faccia quello che deve fare. Il tremore non è volontario, viene dal tronco encefalico, dalla parte più antica del cervello. Voi osservate e permettete. Una sessione dura dai quindici ai trenta minuti, ma il tremore attivo potrebbe essere solo cinque-dieci minuti. È davvero intenso.
Cosa aspettarsi? E cosa può uscire fuori?

La prima volta che fate TRE può essere strana. Vedere il vostro corpo muoversi da solo, senza che voi lo controlliate, è un’esperienza potente. Alcune persone trovano il tremore neurogenico immediatamente rilassante, quasi piacevole. Altre lo trovano intenso o leggermente spaventoso all’inizio. È normale: il corpo sta facendo qualcosa che avete represso per anni, serve un momento per fidarsi. Durante o dopo il TRE possono emergere emozioni o ricordi: non è che il tremore “causa” queste cose, ma mentre il corpo rilascia tensioni fisiche può rilasciare anche le emozioni che erano immagazzinate insieme a quelle tensioni. Potreste piangere senza sapere perché, o sentire rabbia improvvisa, o semplicemente sbadigliare enormemente. È tutto normale. Dopo una sessione di TRE, la maggior parte delle persone si sente profondamente rilassata, quasi stordita. Alcuni dormono come non facevano da anni. Altri si sentono vulnerabili o emotivamente sensibili per qualche ora. Importante: se avete traumi importanti o disturbi dissociativi, il TRE va fatto con un professionista certificato, almeno le prime volte. Il tremore neurogenico è potente e può portare in superficie più di quanto siate pronti a gestire da soli.
Quando il corpo finalmente scarica quello che teneva dentro
Chi pratica il TRE regolarmente, una o due volte a settimana, racconta cambiamenti che vanno oltre il semplice rilassamento muscolare. Dolori cronici alla schiena o al collo che resistevano a fisioterapia e farmaci migliorano o spariscono: questo perché il tremore rilascia tensioni croniche che causavano o amplificavano il dolore. Il sonno migliora drasticamente: il sistema nervoso finalmente riesce a entrare in modalità riposo profondo. L’ansia generalizzata si riduce: come se il livello base di allerta nel corpo scendesse di diversi punti. Alcune persone riportano che dopo mesi di TRE hanno accesso a emozioni che prima erano completamente bloccate, o che riescono a piangere dopo anni di “secchezza” emotiva. Il tremore neurogenico non è una terapia psicologica e non sostituisce il lavoro sui traumi con un professionista, ma può essere un complemento potente: mentre la terapia lavora sulla mente, il TRE lavora sul corpo. E per traumi che vivono nelle tensioni somatiche più che nei pensieri, il tremore può essere la chiave che finalmente apre la porta. Il corpo sa come guarire, ha solo bisogno di permesso per completare quello che aveva iniziato.




A te l'onere del primo commento..