Rivista Mio
  • Categorie
    • Copertina
    • Arte e Spettacolo
    • TV
    • Attualità
    • Cucina
    • Fitness
    • Gossip
    • Interviste
    • Moda e Design
    • Oroscopo
    • Salute
    • Viaggi
  • Edicola Digitale
    • Settimanale Mio
  • Link Utili
    • Privacy Policy
    • Termini e Condizioni
    • Dati Personali
  • Contatti
Facebook Twitter Youtube Instagram
Rivista Mio

Come posso aiutarti?

  • Copertina
  • Attualità
  • Interviste
  • Arte e Spettacolo
  • Viaggi
  • Gossip
  • Moda e Design
  • Oroscopo
Rivista Mio
  • Copertina
  • Arte e Spettacolo
  • Attualità
  • Interviste
  • Gossip
  • Viaggi
  • Oroscopo
Il Diavolo non veste più Prada
Cinema

Il Diavolo non veste più Prada

Alberto Nano
Alberto Nano
Maggio 14, 2026

In questo articolo

      • Il nuovo Il Diavolo veste Prada perde il fascino e l’intensità dell’originale, sostituiti da una narrazione troppo veloce e spettacolarizzata. Tra personaggi snaturati e un finale eccessivamente buonista, il sequel lascia soprattutto un senso di delusione
  • Una narrazione troppo veloce
  • Miranda perde il suo fascino
  • Andy diventa una super eroina

Il nuovo Il Diavolo veste Prada perde il fascino e l’intensità dell’originale, sostituiti da una narrazione troppo veloce e spettacolarizzata. Tra personaggi snaturati e un finale eccessivamente buonista, il sequel lascia soprattutto un senso di delusione

Esistono dei film talmente cult che una condizione imprescindibile è non toccarne la sacralità. Il Diavolo veste Prada è uno di questi.

Tuttavia, è perfettamente comprensibile che la tentazione di realizzarne un sequel fosse davvero appetitosa in termini di box office, se non altro per il fatto che dopo vent’anni esatti e nell’epoca dei social la necessità di averne una versione “fresca-fresca di cinema” si sarebbe rivelata un moltiplicatore del successo quasi certo.  

D’altra parte questo film conteneva già nel 2006 tutte le caratteristiche iconiche del mondo 2.0 di oggi: trend, sogno, thriller, stile, narrazione, musica, location, lusso, bellezza e soprattutto un quantitativo senza precedenti di moda. Insomma, un insieme perfetto di tutto ciò che è trend topic.  

Una versione 2026 del blockbuster un po’ datato (ma non così tanto) era dunque la soluzione perfetta per rilanciare il fenomeno globale non solo del film ma di tutta l’industria ad esso legata, un’operazione commerciale ad hoc in nome della quale toccarne la sacralità dell’originale era lecito.

E proprio da qui iniziano i problemi.

Il Diavolo non veste più Prada
Nel sequel de "Il Diavolo veste Prada" si riforma il magico trio composto da Andrea Sachs, Miranda Priestly e Nigel.

Una narrazione troppo veloce

Primo fra tutti la trama: in nome della velocità (in stile reels) la narrazione diventa un’accozzaglia di eventi raccontati e risolti con la stessa rapidità con cui oggi scrolliamo Instagram. Troppo incalzante, troppo spasmodico, troppo alla ricerca della sensazionalità, lo stile del sequel si scontra con la bellezza della narrazione di ieri, molto più lenta e basata su dialoghi sospesi, situazioni dai silenzi contrastanti, sguardi fendenti.

Ora invece è tutto troppo veloce e vorticoso: lusso, soldi, cadute, ascese, ribaltoni, storie d’amore, manager arrivisti, decadenza dell’editoria tradizionale, morte, viaggi, colpi di scena e così via. Pare di assistere quasi a un film d’azione tra sparatorie e inseguimenti… E ancora moda, cinema, star, musica: tutto compresso, congestionato, incalzante fino a risultare indigesto. Persino il cameo di Lady Gaga ci piomba addosso quasi disperso in una narrazione da thriller.

Il Diavolo non veste più Prada
Emily Blunt (43 anni) interpreta Emily Charton.

Miranda perde il suo fascino

A fare le spese di questa nuova immagine fortemente commerciale però non è assolutamente… l’immagine, anzi l’aspetto glamour è ancora più celebrato. La vittima sacrificale de Il Diavolo veste Prada 2 è invece l’intensità espressiva delle protagoniste, a partire proprio da Miranda, ovvero l’irraggiungibile Meryl Streep. I suoi silenzi, gli sguardi, le sue espressioni disgustate, il suo opportunismo asettico, il suo dispotismo affascinante si disperdono in questo ritmo narrativo così vorticoso: lei, il Diavolo di ieri, diventa oggi un personaggio confuso, placato dal politically correct, disorientato dalla decadenza della crisi, quasi snaturato dalla sua meravigliosa cattiveria. Travolto dalle continue turbolenze editoriali e dalla narrazione serrata, Miranda diventa un personaggio impacciato, silenzioso, quasi comico, offuscato da un passato troppo passato e da un futuro completamente incerto. Cade nel patetico, sfiora il grottesco, si rassegna al fatalismo.

Il Diavolo non veste più Prada
Meryl Streeo (76 anni).

Andy diventa una super eroina

Per fare colpo sullo spettatore, il sequel percorre poi una pericolosa sottotrama degna del Libro Cuore ponendo come deus ex machina la versione perbenista 2026 di Andrea Sachs (la bellissima e perfetta Anne Hathaway) oggi finalmente giornalista consapevole, donna realizzata, personaggio capace di trovare una soluzione a ogni problema. Sa essere molto anzi troppo fashion per il ruolo di giornalista delle battaglie sociali, sceglie appartamenti di lusso, non perde mai energia, positività, altruismo e soprattutto il sorriso.  Una vera e insopportabile prima della classe. Certo, anche lei nonostante la sua bravura e i suoi meriti, ogni tanto cade, ma il suo politically correct irritante ed eccessivamente buonista riesce a vincere con prodigiosa rapidità in ogni missione impossibile. La ragazza di ieri (che tutti noi abbiamo amato e nella quale ci siamo identificati) caparbia, a volte goffa ma coerente, oggi è una manager perfetta se non una super eroina che con vestito taglia 42 e make up impeccabile risolve ogni problema, concilia tutti, ribalta crisi aziendali, riesce a recuperare fondi d’investimento milionari e arriva perfino a salvare dall’umiliante declino senile l’oramai ex Diavolo Miranda.

Il Diavolo non veste più Prada
Anne Hathaway (43 anni).

Il finale melenso, altruista, romantico e in pieno stile favola Walt Disney stride con il contesto stesso in cui è nato e ambientato “Il Diavolo”, staccandosi completamente dalla realtà e dai tempi che stiamo vivendo.  Certo, è bello sapere che tutto è bene quel che finisce bene (compresa la rivincita di Nigel sempre per merito della super Andy), ci sentiamo finalmente appagati da quel finale meravigliosamente brusco ma vero del 2006, ma già mentre scorrono i titoli di coda avvertiamo la pruriginosa delusione che anche il Diavolo non veste più Prada.

Tags:

cinemaildiavolovestepradaildiavolovesteprada2

Condividi articolo

A te l'onere del primo commento..

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Mio in edicola

Settimanale mio - rivista digitale online

Leggi anche

Affrontare le paure un passo alla volta: l’esposizione graduale è la strategia che funziona

Affrontare le paure un passo alla volta: l’esposizione graduale è la strategia che funziona

5
Auto sulla folla a Modena, El Koudri non risponde agli inquirenti

Auto sulla folla a Modena, El Koudri non risponde agli inquirenti

3
Aristide Malnati: «Al “GF Vip” tifo Antonella e Adriana… mentre sogno “Pechino Express”!»

Aristide Malnati: «A “GF Vip” tifo Antonella e Adriana… mentre sogno “Pechino Express”!»

6

Potrebbe interessarti

Hantavirus, il ministro Schillaci rassicura tutti: “Non c’è alcun pericolo”. Arriva però la circolare per la prevenzione
3

Hantavirus, il ministro Schillaci rassicura tutti: “Non c’è alcun pericolo”. Arriva però la circolare per la prevenzione

Maggio 12, 2026
Allenamento all’aria aperta: 6 esercizi per bruciare calorie a costo zero!
4

Allenamento all’aria aperta: 6 esercizi per bruciare calorie a costo zero!

Maggio 15, 2026
chanel
4

Effetto Chanel: la “Raccomandata” che ha conquistato l’Oriente e… Antonella Clerici

Maggio 15, 2026
Affrontare le paure un passo alla volta: l’esposizione graduale è la strategia che funziona
5

Affrontare le paure un passo alla volta: l’esposizione graduale è la strategia che funziona

Maggio 14, 2026
Carica altri

Mio in edicola

Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Pinterest
Telegram
YouTube

Link Utili

  • Termini e Condizioni
  • Privacy Policy
  • Dati Personali
  • Contatti

Menu

  • Categorie
    • Copertina
    • Attualità
    • Arte e Spettacolo
    • Interviste
    • Viaggi
    • Beauty
    • Gossip
    • TV
    • Moda e Design
    • Oroscopo
  • La redazione
  • Edicola digitale
  • Acquista pubblicità
Rivista Mio

Vivere, condividere, scoprire:
ogni storia conta e noi siamo qui per raccontarla

RivistaMio @ Copyright - Edizioni Empire S.r.l. - P.I. 11687510963​

►
I cookie necessari abilitano funzioni essenziali del sito come accessi sicuri e regolazioni delle preferenze di consenso. Non memorizzano dati personali.
Nessuno
►
I cookie funzionali supportano funzioni come la condivisione di contenuti sui social media, la raccolta di feedback e l’attivazione di strumenti di terze parti.
Nessuno
►
I cookie analitici tracciano le interazioni dei visitatori, fornendo dati su metriche come numero di visitatori, frequenza di rimbalzo e fonti di traffico.
Nessuno
►
I cookie pubblicitari forniscono annunci personalizzati basati sulle tue visite precedenti e analizzano l’efficacia delle campagne pubblicitarie.
Nessuno
►
I cookie non classificati sono cookie che siamo in fase di classificazione, insieme ai fornitori dei singoli cookie.
Nessuno