Auto sulla folla a Modena, El Koudri non risponde agli inquirenti
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El Koudri ha investito con la sua auto diverse persone che passeggiavano nella giornata di sabato. 5 sono in gravi condizioni, 2 hanno subito delle amputazioni. Ieri la visita di Mattarella e Meloni, che hanno espresso solidarietà ai feriti e hanno ringraziato chi ha fermato l’uomo.
Non risponde agli inquirenti Salim El Koudri, il 31enne fermato sabato sera dopo aver investito diverse persone in centro a Modena, ferendone più di 10 tra coloro che stavano passeggiando. L’accusa, per gli investigatori, è quella di strage e lesioni gravi. Non si esclude che la sua rabbia sia dovuta alle difficoltà di trovare lavoro e al fatto di essere emarginato dalla società, nonostante la sua laurea in economia aziendale, che gli aveva fatto sperare in un futuro diverso rispetto a quello che stava vivendo fino al folle gesto. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi lo ha definito un crimine gravissimo, da “collocare in una situazione di disagio psichiatrico” e non dentro a un quadro legato al terrorismo. Il ministro è arrivato a Modena per incontrare gli investigatori che lavorano per tracciare il profilo dell’italiano di seconda generazione che ha compiuto il grave gesto prima di essere fermato da alcuni passanti contro cui si era scagliato poi con un coltello.
Ieri, in piazza Grande si è svolto un presidio di solidarietà ai feriti. Dal palco, il sindaco di Modena Massimo Mezzetti ha lanciato un appello contro le strumentalizzazioni delle origini dell’autore di questo gesto (è di origini marocchine, ma cittadino italiano dal 2009) e contro ogni forma di odio.
Chi è Salim El Koudri

Il 31enne El Koudri dopo aver trascorso la prima notte in carcere, al primo interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere, dicendo di essere ancora in stato confusionale. I dati sanitari riportano che l’uomo è stato seguito dal Centro di salute mentale di Castelfranco Emilia, dal 2020 al 2024, ma emerge anche che era un paziente non costante che non seguiva il percorso. Nonostante la cura psichiatrica, secondo la sua scheda non aveva mai dato segnali di tendenze autolesionistiche o di violenza nei confronti di altre persone.
Adesso verranno visionati i telefoni e i computer del 31enne per comprendere se l’atto sia stato architettato o se sia stato un gesto fatto di impeto per ribellarsi contro “il sistema” che lo aveva escluso. Le persone del centro di Modena lo descrivono come un tipo “strano” che passava le giornate tra bar e tabaccheria, dove ogni giorno comprava Gratta e Vinci. In molti lo conoscevano e oggi dicono che ha sempre dato segnali di squilibri mentali e che negli ultimi tempi lo si vedeva più nervoso del solito.
La visita di Mattarella e Meloni

Alcuni dei feriti ricoverati negli ospedali emiliani sono ancora in situazioni di salute critiche: in lieve miglioramento le condizioni della donna di 55 anni ricoverata all’Ospedale Maggiore di Bologna. La paziente, riferiscono fonti sanitarie, è ancora in pericolo di vita. Stabile invece l’uomo di 55 anni coinvolto nello stesso episodio, che non sarebbe più in immediato pericolo di vita pur avendo riportato diversi traumi. La Direzione ospedaliera del Maggiore ha attivato immediatamente un’équipe di psicologi a supporto dei familiari. Invariate le condizioni dei pazienti ricoverati all’Ospedale Civile di Baggiovara: la donna tedesca di 69 anni resta grave ma stabile; la donna polacca di 53 anni, sempre in condizioni gravi, è stata sottoposta a plurimi interventi chirurgici. Per entrambe la prognosi resta riservata. Per il paziente di 59 anni, con trauma facciale, la prognosi è di 30 giorni.
I feriti hanno ricevuto la visita del presidnete della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni per dimostrare loro la vicinanza dello Stato. Ad accompagnarli sono stati il presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale, il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, quello di Bologna Matteo Lepore nella seconda tappa. Meloni e Mattarella hanno incontrato anche Luca Signorelli, l’uomo di 47 anni che ha tentato con successo di fermare il 31enne.




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