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Ha confessato l’omicida di 15 anni che faceva parte della banda che ha ucciso Bakari Sako, 35enne originario del Mali, bracciante impiegato nei campi pugliesi, assassinato sabato mattina a Taranto. Era stato lui a far ritrovare l’arma del delitto già poche ore dopo l’assassinio. Il giovane ha reso le dichiarazioni spontanee davanti al gip del Tribunale dei minorenni di Taranto Paola Morelli nell’udienza di convalida del fermo. Nel suo racconto, il ragazzo ha detto di aver agito per paura che i suoi amici potessero subire un’aggressione, una versione che però non convince pienamente gli inquirenti. Negli interrogatori, anche gli altri tre minori fermati hanno reso dichiarazioni spontanee, nelle quali avrebbero dichiarato di non essersi accorti che il 15enne aveva accoltellato Bakari e di non aver notato che perdeva sangue. A tutti i cinque giovani fermati, adesso, è contestato l’omicidio aggravato dai futili motivi. Ancora da valutare la posizione di un sesto fermato.

Il fatto è avvenuto sabato: Sako era in piazza Fontana con la sua bici e si stava recando in una stazione dei pullman per raggiungere il luogo di lavoro, quando sarebbe stato accerchiato, spintonato, malmenato e infine ferito a morte da cinque giovanissimi. I colpi all’addome si sono rivelati letali e nulla hanno potuto fare i soccorritori del 118. La vittima si era fermata in piazza Fontana, nella città vecchia, per prendere un caffè, prima di andare a lavorare, quando ha incrociato il gruppo di giovanissimi che lo hanno prima accerchiato e poi ucciso. Secondo le indagini, che si sono avvalse dei filmati delle telecamere, il gruppo dei giovanissimi, ha prima cercato di bloccare un subsariano che però è riuscito ad allontanarsi, poi ha puntato su Sako Bakari, colpito a pugni e poi ucciso.

Il 35enne era giunto nel 2022 a Taranto per raggiungere il fratello, poi trasferitosi in Spagna, e in passato aveva lavorato come cameriere. Negli ultimi anni lavorava come bracciante a Massafra in attesa di trovare un’altra occupazione. Descritto come una persona mite e tranquilla, si recava ogni giorno in bici a prendere il mezzo che lo portava al lavoro. Quando è stato accerchiato, Bakari avrebbe preso il cellulare per filmarli e poi sarebbe avvenuta l’aggressione. Bakari ha cercato riparo nel bar ma è morto accasciandosi sul pavimento. La morte del 35enne ha sconvolto tutti: domani, domenica 17 maggio, la parrocchia della Madonna delle Grazie di Taranto ospiterà la Festa dei popoli, promossa dall’ufficio Migrantes e dalla Caritas diocesana con il patrocinio del Comune e il pensiero andrà a Sako Bakari.
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