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Garlasco, oggi il maxi incidente probatorio sui reperti presi in esame nella nuova indagine
AttualitàCronaca Nera

Garlasco, oggi il maxi incidente probatorio sui reperti presi in esame nella nuova indagine

Alan David Scifo
Alan David Scifo
Giugno 17, 2025

L’incidente probatorio riguarderà impronte e tracce di Dna repertate all’epoca del delitto nella villetta di Garlasco e mai approfondite. 11 consulenti chiamati ad assistere: 18 anni dopo l’omicidio si cerca l’identità del Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi.

Si aprirà oggi, martedì 17 giugno, alle 10:30, l’incidente probatorio sul delitto di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. L’inchiesta, riaperta dalla Procura di Pavia a distanza di diciotto anni, punta a riesaminare reperti finora considerati inutilizzabili. Al centro degli accertamenti della polizia scientifica di Milano, ci sono impronte e tracce di Dna repertate all’epoca e non analizzate a fondo che oggi, invece, potrebbero dire altro. Si tratta di oggetti rinvenuti tra i rifiuti, come un vasetto di yogurt Fruttolo su cui potrebbe essere presente il Dna dell’attuale indagato, Andrea Sempio, all’epoca amico del fratello di Chiara. Al vaglio degli esperti, almeno 11 i consulenti delle parti, ci sono anche: un brick di Estathè con cannuccia, due cucchiaini e un piattino in plastica, un sacchetto di cereali Special K, il cellophane di un pacchetto di biscotti. Inoltre, tra gli elementi mai esaminati, c’è anche il frammento ritagliato dal tappetino del bagno, quello su cui ci sono le impronte della scarpa a pallini dell’assassino.

Sara Sotira: «Destabilizzante per i familiari la riapertura del caso Chiara Poggi»
Andrea Sempio, indagato nella nuova indagine della Procura di Pavia e Chiara Poggi, uccisa 18 anni fa

Oltre a questi elementi c’è la cosiddetta “traccia 10”, l’impronta repertata dal Ris di Parma subito dopo l’omicidio sul lato interno della porta d’ingresso di casa Poggi che per la Procura di Pavia non è attribuibile né a Sempio, né ad Alberto Stasi, il fidanzato della vittima, oggi in carcere, condannato nel 2015 in via definitiva a 16 anni per il delitto della fidanzata. Sarà uno scontro che durerà almeno tre mesi, una partita tra i periti delle parti coinvolte (anche di Stasi) che riguarderà le tracce di Dna. Tutti gli esperti si ritroveranno oggi, in via Fatebenefratelli, dove ha sede la polizia scientifica: ci saranno Denise Albani e Domenico Marchigiani, i periti nominati dalla gip Daniela Garlaschelli, i consulenti dei pm, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, e della difesa, Luciano Garofano, ex comandante dei Ris di Parma, e Luigi Bisogno, ex ispettore superiore di Ps in pensione dal 2010 e con una notevole esperienza nel campo della dattiloscopia. Per i genitori e il fratello di Chiara ci saranno Marzio Capra, Dario Redaelli e Calogero Biondi e per Alberto Stasi, Ugo Ricci e Oscar Ghizzoni. Assieme a loro ci saranno i legali, uno per la difesa, la parte civile e uno per Stasi.

Alberto Stasi (41 anni), si è sempre dichiarato innocente nonostante la condanna ricevuta in Corte d'Appello nel 2014 e la successiva conferma del 2015 della Cassazione. Sta scontando 16 anni di reclusione presso il carcere di Bollate.
Alberto Stasi (41 anni), si è sempre dichiarato innocente nonostante la condanna ricevuta in Corte d'Appello nel 2014 e la successiva conferma del 2015 della Cassazione. Sta scontando 16 anni di reclusione presso il carcere di Bollate.

 Il confronto tra le parti si preannuncia acceso, in particolare sull’interpretazione scientifica dei nuovi rilievi: gran parte dello scontro si concentrerà sul materiale estrapolato dalle unghie di chiara, che era rimasto “anonimo” nelle prime indagini e che invece, adesso, potrebbe appartenere ad Andre Sempio, indagato oggi per omicidio in concorso. A differenza del passato, la Scientifica può avvalersi di strumenti più evoluti rispetto alle analisi effettuate 18 anni fa. In una giornata già convulsa, intanto, il sindaco di Garlasco, Simone Molinari, ha firmato un’ordinanza per vietare l’accesso dei giornalisti al piazzale davanti al santuario della Madonna della Bozzola, così come era stato fatto in precedenza per le vie dove vivono le due famiglie delle persone coinvolte in questa nuova riapertura del caso, quella dei Poggi e quella di Andrea Sempio.   

Il santuario della Madonna della Bozzola. © Shutterstock
Il santuario della Madonna della Bozzola. © Shutterstock

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