
Stefano De Martino: «Ecco quali consigli do a mio figlio Santiago… »
Stefano De Martino ci regala qualche anticipazione ufficiale del “suo” Festival, sulla cui preparazione sta lavorando con entusiasmo ma anche consapevolezza. Il conduttore non nasconde la sua emozione per la prossima avventura come mattatore e direttore artistico dell’Ariston nel 2027, definendola una “sfida enorme”. E poi ci confida cosa consiglia a suo figlio…
Nel corso di una chiacchierata dal ritmo serrato e dai toni informali, Stefano De Martino ha raccontato il nuovo Sanremo tra anticipazioni, curiosità e qualche battuta, restituendo l’immagine di un Festival in evoluzione e di una macchina complessa che si muove tra tradizione e innovazione. Tra una domanda e l’altra, non sono mancati momenti di leggerezza e improvvisazione, tipici del suo stile comunicativo diretto e spontaneo, mentre sullo sfondo si delineava il racconto di una kermesse sempre più articolata e spettacolare.

Può raccontarci come sarà strutturato il prossimo Festival di Sanremo?
«Ve lo dico in maniera ufficiale: dal 16 al 20 febbraio, cinque serate, dal martedì al sabato, con tutti i cantanti in gara. Il giovedì ci sarà la serata delle cover. Il venerdì una “serata performance”, nella quale gli artisti potranno, secondo la loro idea creativa e con il supporto della squadra sanremese, mettere in scena un vero e proprio show con il brano in gara. La classifica di quella serata determinerà un vincitore che andrà di diritto all’Eurovision a rappresentare l’Italia. Il sabato ci sarà la finalissima che decreterà il vincitore del Festival di Sanremo 2027».
Cambierà anche la formula delle Nuove Proposte?
«Sì, ma è una sorpresa. Non posso dirlo ancora. Appena potrò, verrò da voi e ve lo racconterò bene».
E il regolamento quando sarà svelato?
«Manca poco, appena il regolamento sarà pubblicato ufficialmente sarete i primi a conoscerlo».
Sono previsti anche ospiti internazionali?
«Sì, assolutamente sì. Ci stiamo già lavorando e appena avremo i nomi ve li comunicherò. Portare ospiti internazionali è un sogno e l’idea c’è».
Che tipo di responsabilità sente nell’aver ereditato un evento così importante?
«Siamo sul traguardo, potrebbe essere l’anno della consacrazione oppure, come si dice scherzando, anche la fine della mia carriera. Questa cosa mi ha anche un po’ eccitato, perché è una sfida enorme».

Questo passaggio di testimone da Carlo Conti a lei è stato definito come un atto di fiducia generazionale. Come lo vive?
«Io sono molto contento, sono pieno della fiducia che mi è stata data e spero di restituirla con tanto impegno. Spero che non si siano sbagliati».
Come si prepara un Festival di questa portata?
«Serve una grande squadra. Bisogna capire quali sono le persone che possono condividere la tua visione e aiutarti a metterla in pratica, perché da soli non si fa nulla».
È emozionato?
«Molto! Adesso sono in una fase di incoscienza, poi sono sicuro che quando ci avvicineremo al Festival arriverà anche quella tensione che mi terrà sveglio qualche notte. Al momento si dorme! Questo lavoro si fa seriamente, ma senza prendersi troppo sul serio. Quindi sto vivendo tutto con molta dedizione al lavoro, ma con un pizzico di incoscienza, tanto non operiamo nessuno!».
Una bella sfida, ma anche elettrizzante!
«Molto! Chi fa questo mestiere vive per questo tipo di sfide. Noi lavoriamo, poi quando si arriva in onda si scopre se si è riusciti a intercettare i gusti del pubblico».
Sta già ascoltando le canzoni per scegliere quelle che sentiremo in gara?
«Certo! Posso dire che c’è tantissima musica nuova in Italia, tanti nuovi cantautori, un ritorno importante alla musica suonata e tanti performer. C’è davvero di tutto. Ci sono molte realtà che spero di riuscire a rappresentare sul palco dell’Ariston».
Una canzone del cuore?
«Il cielo in una stanza. Credo che sia una delle più belle canzoni scritte al mondo».
Si è fatto un gran parlare su un possibile invito a Vasco Rossi. Le piacerebbe averlo all’Ariston?
«Sarebbe un sogno, certo che sì! Vasco ha le chiavi dell’Ariston, quando vuoi entrare, le porte sono sempre aperte!».
Una lista infinita di aspiranti “spalle”

Elettra Lamborghini ha ammesso che le piacerebbe co-condurre il Festival di Sanremo…
«A chi non piacerebbe? Abbiamo una lista infinita e io penso a tutti. Potrebbero essere due mesi di Sanremo per far condurre tutti».
Che cosa direbbe al se stesso di quindici anni fa?
«Studia, leggi, laureati, vai a scuola, informati, smetti di fare il cretino. Tutte cose che dico anche a mio figlio».
E suo figlio Santiago le mette in pratica?
«No, esattamente come facevo io! (Ride, ndr)».
Sanremo è molto seguito anche dagli italiani all’estero. Che messaggio vorrebbe dare loro?
«Mando un grande bacio e un abbraccio a tutti. So cosa significa stare lontano da casa, l’ho provato quando ho vissuto a New York per due anni. Sono felice di poter essere uno strumento attraverso cui ritrovare un po’ di familiarità con l’Italia».
In una parola, come sarà il suo Sanremo?
«Sarà… Sanremo. E basta e avanza».





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