
Giornata Mondiale della Danza: perché la Pole Dance è sempre più amata
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Nella Giornata Mondiale della Danza di oggi 29 aprile, Elisa Rigo, insegnante di Pole Dance, ci svela i segreti della disciplina: fa bene all’anima, non solo al corpo, ed è uno sport accessibile a tutti.
Celebriamo la Giornata Mondiale della Danza, un giorno speciale dedicato a valorizzare tutte le forme di espressione corporea e artistica che uniscono movimento, creatività e benessere. In questo contesto, discipline come la Pole Dance, il Cerchio e i Tessuti Aerei stanno vivendo un momento di grande popolarità: sono infatti tra le attività della Ginnastica Acrobatica sempre più gettonate al giorno d’oggi. Non è raro vedere atleti allenarsi anche all’aria aperta, protendersi dai tessuti aerei appesi a un robusto ramo di un albero al parco, oppure imbattersi in palestre sempre più diffuse e attrezzate per questo tipo di lavoro fisico. Ma perché così tante persone si avvicinano a queste attività sportive?
A prima vista può sembrare difficilissimo

Ne parliamo con Elisa Rigo, insegnante e responsabile nazionale del settore Pole Dance per uno dei maggiori enti sportivi italiani (Instagram: elisapoledancevenice). Classe 1992, nata a Venezia e legata al mondo della danza dall’età di 4 anni, Elisa ha al suo attivo varie esperienze di studio e lavoro all’estero ed è detentrice di alcuni prestigiosi titoli nazionali nelle discipline Danza e Pole Dance.
La storia personale di Elisa Rigo non si esaurisce ovviamente solo nella Pole Dance: laureata in Lingue, diplomata in Danza Classica e Ginnastica Acrobatica, Elisa ha lavorato a lungo come hostess sui voli di linea, prima di decidere di dedicarsi totalmente all’insegnamento dello sport e alla realizzazione di eventi e competizioni di interesse nazionale. Perché, dunque, dicevamo, in tanti si accostano a queste discipline? «La risposta è semplice: sono adatte a tutti e fanno stare bene!». Eh sì, perché quelle che a prima vista possono sembrare delle discipline difficilissime, ricche di acrobazie e spettacolari movimenti sospesi nell’aria, in realtà sono praticabili da tutti.
Si inizia con figure semplici

Uomini o donne, sportivi o casalinghe, allenati o meno, dai 7 anni circa di età in poi, queste attività sportive abbracciano davvero chiunque abbia passione e volontà di mettersi in gioco. Certo, non si inizierà da figure in sospensione a 3 metri da terra e i risultati arriveranno solo con l’impegno e la costanza. I corsi base però sono strutturati proprio per insegnare ai principianti delle figure semplici e accessibili per acquisire con il tempo maggiore forza e flessibilità che saranno poi fondamentali per progredire di livello.
Obiettivi diversi

È doveroso sottolineare che ogni atleta avrà obiettivi diversi; c’è chi vedrà questo sport come un passatempo e chi si allenerà a livello agonistico. Chi all’inizio farà fatica a guardarsi allo specchio e chi non vorrà postare una sua foto per mesi e mesi. Tenere alta la motivazione degli allievi tramite degli obiettivi servirà per spingerli verso il loro successo personale a medio e lungo termine. Imparare delle figure è solo una parte del lavoro ma non basta; con il passare del tempo si creano delle vere e proprie coreografie di squadra, di coppia o singole. Si offre loro la possibilità di esibirsi durante il saggio della scuola, gli show e le competizioni. Inoltre si cerca di ampliare l’offerta di opportunità extra; quindi non solo corsi ma anche workshop, photoshoot e altre iniziative.
Quanti benefici!
Non c’è un muscolo del corpo che non venga stimolato e allenato grazie alla pratica di queste discipline e i primi risultati visibili arrivano già dopo i primi mesi. Glutei, braccia, spalle e addominali si tonificano velocemente, così come migliora la coordinazione, la fluidità dei movimenti e la consapevolezza del proprio corpo. E tutto accade mentre ci si diverte!
L’autostima aumenta

Queste discipline giocano un ruolo fondamentale nella costruzione della propria autostima, della fiducia in se stessi e delle proprie capacità, oltre che nel costruire un rapporto più sano con il proprio corpo. In Paesi come la Gran Bretagna o gli Stati Uniti, infatti, esistono molti progetti (addirittura serie televisive) legati alla psicologia e alle discipline come la Pole Dance. Si rivolgono specialmente a donne che hanno subito traumi o sono state vittime di abusi e hanno dimostrato di riuscire a ottenere grandi benefici dalla pratica di questo sport.
«La mia missione non è solo quella di insegnare la tecnica, ma lotto in prima persona per combattere problematiche di ogni tipo; dai disturbi alimentari (che affliggono specialmente le ragazze più giovani) ai problemi di mancanza di autostima o di attacchi di panico per le persone più adulte», precisa Elisa. «Il rapporto con il nostro corpo è difficile, specialmente al giorno d’oggi quando siamo costretti a confrontarci con realtà social o virtuali che vendono uno stereotipo di immagine della donna ideale un po’ diversa dalla realtà e poco naturale.
Il paragone quindi avviene continuamente e spesso in maniera inconscia. Ci riempiamo la testa di: “Non ce la farò mai”, “non sarò mai in grado”, “non sono abbastanza magra/forte/giovane…”. E se invece ci concentrassimo su quanto sarebbe bello spiccare il volo? Quanta soddisfazione ci darebbe staccare la spina dalla quotidianità mentre si volteggia liberi e sospesi da terra? I limiti, fortunatamente – conclude Elisa – sono solo quelli che ci poniamo nella nostra mente».




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