
Sonia Peronaci: «Ecco i consigli per una estate bella e gustosa!»
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Approdata su Food Network con il programma In cucina con Sonia, Sonia Peronaci ci svela i segreti delle sue ricette più appetitose per l’estate.
Da oltre vent’anni racconta la cucina agli italiani, prima sul web e poi in televisione, sempre con lo stesso obiettivo: rendere accessibili anche le preparazioni più elaborate. Ora per Sonia Peronaci è iniziata una nuova avventura. Lo scorso 27 giugno ha debuttato infatti su Food Network con In cucina con Sonia, in onda ogni sabato alle 11 e disponibile in streaming su Discovery+. L’abbiamo incontrata per parlare del programma, dell’evoluzione della cucina in TV e online e del rapporto sempre più complesso tra creator e pubblico.
Tra innovazione e tradizione

Cosa si aspetta da questo debutto su Food Network?
«Cose belle, perché chi arriva qui è già innamorato del mondo gastronomico. In ogni puntata propongo almeno una ricetta salata e una dolce: preparazioni alla portata di tutti, ma con qualche spunto originale. Ci sono anche ricette nate sui social e diventate virali, come la pizza liquida. Mi piace portare in televisione ciò che incuriosisce il pubblico online, senza rinunciare alla qualità».
Il programma si muove tra tradizione e contemporaneità. Come riesce a far dialogare tra loro questi due mondi?
«La tradizione è la mia grande passione. Mi piace recuperare ricette dimenticate o poco conosciute e renderle attuali. Allo stesso tempo seguo ciò che accade sui social e le nuove tendenze. Penso proprio alla pizza liquida: la pizza è tradizione, ma il modo di prepararla è innovativo. Mi interessa creare un equilibrio tra passato e presente, proponendo ricette sane, veloci e replicabili a casa. Non amo il junk food fine a se stesso, preferisco idee che possano davvero entrare nella quotidianità delle persone».
Nel programma non mancano i sapori della memoria. Ci sono piatti che la riportano alla sua infanzia?
«Assolutamente sì. Mia madre è altoatesina, mio padre calabrese, quindi ho avuto la fortuna di crescere tra tradizioni molto diverse. In futuro mi piacerebbe raccontare di più questi piatti di famiglia, perché dietro ogni ricetta ci sono storie ed emozioni. Sono convinta che il cibo sia anche memoria e racconto. Se dovessi sceglierne uno, direi i canederli. Mia nonna era austriaca e li preparava spesso. Ricordo ancora i suoi gesti, il modo in cui lavorava l’impasto e tutti quei piccoli accorgimenti che allora non comprendevo. Oggi so quanto siano importanti per ottenere canederli morbidi e perfetti. È una ricetta che porto nel cuore e che mi piacerebbe raccontare».
Da sempre il suo punto di forza è la capacità di rendere semplici anche le preparazioni più tecniche. Qual è il segreto?
«Molto spesso le persone si bloccano per paura. Pensano che alcune tecniche siano troppo complicate, quando in realtà basta comprenderne il meccanismo. Prendiamo la meringa italiana: molti la evitano perché richiede uno sciroppo e un termometro. Ma una volta spiegato il procedimento, si rendono conto che è molto più semplice di quanto immaginassero. Quando vedi fare una preparazione, la paura scompare e cresce la voglia di provarci».
I consigli per l’estate

Quali ingredienti non dovrebbero mai mancare in cucina in questa stagione?
«I pomodori, senza dubbio. In questo periodo raggiungono il massimo della loro espressione. Mi vengono in mente pesti freschi, come quello alla trapanese, perfetti per condire una pasta in pochi minuti. E poi il pesce: cuoce rapidamente, è versatile e permette di realizzare piatti gustosi senza passare ore ai fornelli. Calamari, cozze, vongole e crostacei sono ingredienti ideali per una cucina estiva veloce e saporita».
Se dovesse organizzare una cena improvvisata in giardino con gli amici, quale menu consiglierebbe?
«Amo i piccoli antipasti seguiti da un piatto unico. Le freselle sono il top perché possono essere conditi in mille modi. Una proposta che conquista sempre tutti è la feta al forno con pomodorini e olive: basta cuocerla, mescolare tutto e servirla con una fresella oppure usarla per condire una pasta. È semplice ma sorprendente. E poi l’insalata di riso resta un grande classico: si prepara in anticipo, piace a tutti e si può personalizzare in mille modi».
E per una gita fuori porta o una giornata in spiaggia?
«Le torte salate sono imbattibili. Con una base di pasta sfoglia o brisée si possono utilizzare gli ingredienti che si hanno in frigorifero e ottenere un piatto completo che si conserva bene per giorni. Anche i panini sono una soluzione perfetta: ora vanno di moda quelli gourmet e nella trasmissione ne preparo alcuni ripieni di polpette di tacchino alla mediterranea che sono davvero sfiziosi».
Esistono tecniche o strumenti che considera alleati indispensabili durante la stagione calda?
«Senza dubbio la friggitrice ad aria. Oggi è diventata il vero sostituto del forno tradizionale. Permette di preparare praticamente qualsiasi cosa, dai dolci ai secondi piatti, riducendo tempi e calore in cucina. È pratica, versatile e perfetta anche da portare in vacanza».
Lei è stata una pioniera del food blogging in Italia. Come è cambiato il suo modo di raccontare il cibo nell’era dei contenuti fast?
«La velocità imposta dai social non mi entusiasma. La cucina ha bisogno di tempo e attenzione. Per questo continuo a utilizzare il mio sito come luogo di approfondimento. I social possono incuriosire e intrattenere, ma chi vuole davvero imparare una ricetta ha bisogno di spiegazioni più complete. Per fortuna noto anche un ritorno a contenuti più lenti e approfonditi, soprattutto su piattaforme come YouTube».
Concilia il lavoro con la vita privata

Oggi la cucina è ovunque: in TV, sui social, nei talent show. Che idea si è fatta di questa evoluzione?
«Da un lato è positivo che si parli tanto di cibo, perché la cucina fa parte della nostra identità culturale. Dall’altro, però, credo che si stia perdendo l’abitudine a cucinare davvero. Si acquistano sempre più prodotti già pronti e sempre meno ingredienti da trasformare. Invece cucinare significa prendersi cura di sé e della propria salute».
Alla guida della Sonia Factory coordina un grande hub creativo. Come riesce a conciliare il lavoro con la dimensione familiare?
«Ho sempre cercato di organizzare la mia attività attorno alla famiglia. Quando le mie figlie erano piccole ho scelto di lavorare vicino a casa e alla loro scuola, così potevano raggiungermi facilmente. Essendo figlia di ristoratori, sapevo quanto fosse importante esserci. Oggi sono tutte adulte e autonome, ma quella scelta mi ha permesso di vivere pienamente sia il lavoro sia la maternità».
Con oltre due milioni di follower, quali sono oggi le domande che riceve più spesso?
«Il pubblico è molto più informato rispetto a vent’anni fa. Le richieste riguardano soprattutto le sostituzioni degli ingredienti: come usare meno burro, come eliminare il lattosio, come adattare una ricetta a esigenze specifiche. Le persone vogliono personalizzare ciò che cucinano e questo dimostra una maggiore consapevolezza».
Che cosa è cambiato maggiormente nel rapporto con il pubblico?
«Gli hater. Una volta era molto raro ricevere critiche gratuite. Oggi capita spesso che qualcuno commenti non una ricetta, ma la tua persona o persino la maglietta che indossi. Io preferisco ignorare questo tipo di atteggiamenti e continuare a parlare di cucina. Mi interessa creare contenuti che generino confronto sul cibo, non polemiche inutili. Però è evidente che nel tempo il modo di stare online sia cambiato molto».





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