
Settembre, gli italiani vogliono rimettersi in forma senza ricominciare da zero
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Il sondaggio di Corposostenibile sui propri 17 mila utenti fotografa i bisogni del rientro: il 68% desidera un approccio alimentare flessibile e compatibile con la vita quotidiana per rimettersi in forma. Matteo Sciaudone e Angelina Galiulina: «Il vero obiettivo non è recuperare gli eccessi dell’estate, ma costruire abitudini che possano durare nel tempo»
Il rientro dalle vacanze porta con sé la voglia di rimettersi in forma, tornare a fare attività fisica e riorganizzare l’alimentazione. Ma sempre più persone sembrano volerlo fare senza trasformare settembre nell’ennesimo momento di regole rigide e obiettivi difficili da mantenere.
A raccontarlo è un sondaggio realizzato da Corposostenibile sugli oltre 17mila utenti della propria community (donne e uomini tra i 25 e i 70 anni), con l’obiettivo di capire esigenze e aspettative in vista dell’autunno.
«Il rientro dalle vacanze viene spesso vissuto come il momento in cui bisogna recuperare immediatamente eventuali eccessi e ripartire con regole più rigide. Dai nostri utenti è emersa però un’esigenza diversa: stare meglio nel complesso e riuscire a mantenere nel tempo le nuove abitudini, non solo cambiare il proprio corpo», commenta Matteo Sciaudone, founder di Corposostenibile.
Settembre, non solo perdere peso
Settembre continua a essere il mese dei nuovi inizi: si ricomincia a fare sport, si cerca di mangiare meglio e si prova a ritrovare una routine più regolare.
Ma il rientro alla normalità coincide anche con quello al lavoro, con gli impegni quotidiani, la scuola dei figli e settimane spesso più piene e stressanti. E così cambia anche il modo in cui si guarda al proprio benessere: il desiderio di tornare in forma rimane forte, ma perdere peso non è l’unico obiettivo.
Il 26% degli utenti di Corposostenibile indica come priorità sentirsi meglio fisicamente, il 22% vorrebbe avere più energia e il 18% migliorare la propria alimentazione. Solo il 15% indica invece la perdita di peso come principale obiettivo per l’autunno.
Il messaggio è quindi più ampio: stare bene significa riuscire a trovare un equilibrio tra alimentazione, movimento, energia e gestione dello stress.
Il 68% vuole mangiare meglio, ma senza una dieta rigida
Il dato più significativo riguarda proprio il rapporto con l’alimentazione. Il 68% degli utenti dichiara di preferire un approccio alimentare flessibile, compatibile con la propria vita e con le proprie abitudini. Il 18% sceglie invece un piano strutturato ma sostenibile, mentre solo il 9% preferisce una dieta precisa e caratterizzata da regole rigide.
L’obiettivo, quindi, non sembra essere quello di seguire alla lettera un regime alimentare per qualche settimana, ma trovare un modo di mangiare sano che possa convivere con il lavoro, la vita sociale, gli imprevisti e anche il piacere del cibo.
«Un percorso efficace è quello che riesce ad adattarsi alla persona e alla sua quotidianità», spiega Angelina Galiulina, nutrizionista e fondatrice di Corposostenibile insieme a Sciaudone. «Mangiare bene non significa eliminare tutto ciò che ci piace, ma costruire un equilibrio che sia possibile mantenere nel tempo».

Palestra e attività fisica: il problema è trovare il tempo
La stessa difficoltà emerge quando si parla di attività fisica: il 34% degli utenti indica infatti la mancanza di tempo come principale ostacolo alla ripresa dell’attività motoria dopo le vacanze, mentre per il 27% la difficoltà maggiore è riuscire a mantenere la costanza. La criticità, dunque, non sembra essere soltanto sapere cosa fare, ma riuscire a inserirlo nella vita di tutti i giorni.
«Quando si ricomincia dopo una pausa, il rischio è voler recuperare tutto subito: più allenamenti, più restrizioni, obiettivi più ambiziosi», sottolinea Matteo Sciaudone. «Se il ritmo scelto non è compatibile con la propria vita, però, la probabilità di abbandonare il percorso aumenta. Meglio partire da abitudini semplici, sostenibili e ripetibili: la costanza nel tempo vale più dell’intensità di poche settimane».
Stress e cibo: per il 72% le emozioni influenzano ciò che si mangia
A complicare il rapporto con l’alimentazione c’è poi un altro elemento: lo stato emotivo. Il 72% degli utenti di Corposostenibile afferma che le proprie emozioni influenzano almeno in parte il modo di mangiare. Per il 28% l’influenza è “molta”, mentre per il 44% è “abbastanza”.
Stress, stanchezza e pressione della quotidianità possono quindi modificare le abitudini alimentari e aumentare il desiderio di cibi gratificanti, oppure portare a mangiare in modo più disordinato.
«Il modo in cui mangiamo non dipende soltanto dalla fame o dalla conoscenza delle regole nutrizionali”, spiega Galiulina. “Emozioni, stress, stanchezza e abitudini quotidiane possono influenzare concretamente le nostre scelte. Per questo lavorare sul rapporto con il cibo significa anche comprendere cosa accade fuori dal piatto».
Senso di colpa dopo gli eccessi: serve davvero compensare?
Il ritorno dalle vacanze può portare con sé anche il senso di colpa per aver mangiato o bevuto più del solito. Il 64% degli utenti dichiara di provarlo almeno qualche volta: il 21% lo sperimenta spesso, il 19% abbastanza spesso e il 24% qualche volta.
Ma come si reagisce a questi episodi? Il 35% cerca semplicemente di tornare alla propria alimentazione abituale, il 25% tende invece a mangiare meno il giorno successivo, mentre il 15% prova a compensare attraverso una maggiore attività fisica.
È proprio qui che emerge una differenza importante: da una parte c’è la necessità di “rimediare” a ciò che si è mangiato, dall’altra la possibilità di considerare un pasto più abbondante o qualche giorno fuori routine all’interno dell’equilibrio complessivo delle proprie abitudini.
«Un pasto più abbondante o qualche giorno diverso dalla propria routine non cancella il percorso fatto», sottolinea Galiulina. «Il rischio è entrare in un meccanismo fatto di eccesso, senso di colpa e compensazione. Spesso la risposta più sostenibile è molto più semplice: tornare alla propria normalità, senza punizioni e senza la necessità di ricominciare da zero».
Trovare un equilibrio che duri
I risultati del sondaggio raccontano quindi un modo più ampio di intendere il “rimettersi in forma” dopo l’estate. Il desiderio di stare meglio rimane, ma accanto all’obiettivo di perdere peso compaiono sempre più chiaramente la ricerca di energia, una migliore alimentazione, la voglia di muoversi e l’attenzione al proprio benessere psicologico.
La sfida, soprattutto, sembra essere quella di trasformare le buone intenzioni di settembre in abitudini che possano resistere anche quando tornano il lavoro, gli impegni e le giornate più complicate. Non serve quindi necessariamente ricominciare da zero, l’obiettivo può essere piuttosto costruire, un passo alla volta, una routine che sia davvero possibile mantenere.





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