Messina, rubate dal museo le opere di Antonello da Messina
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Il furto avvenuto a Ferragosto mentre a Messina c’era la processione della Vara. I ladri sono riusciti ad eludere i sistemi di sicurezza. Preoccupazione per il sindaco Federico Basile.
Furto senza precedenti a Messina, nella giornata di Ferragosto. Nella serata del 15 agosto, intorno alle 21:50, alcuni ladri si sono introdotti all’interno del Museo Regionale “Accascina” (MuMe) di Messina, approfittando della concomitanza con la tradizionale processione della Vara dedicata alla Madonna Assunta, per rubare dei pezzi di inestimabile valore di Antonello da Messina. I ladri sono riusciti a eludere i sistemi di sicurezza e d’allarme, sottraendo quattro tavole riconducibili a due note opere dello storico artista. Nello specifico, sono state asportate tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio — lasciando in sede i due pannelli laterali raffiguranti i santi vescovi — e la Tavoletta Bifronte, quest’ultima prelevata direttamente da una teca blindata. Sopravvissuto al terremoto di Messina del 1908 e in condizioni di conservazione precarie, il polittico fu commissionato ad Antonello è un’opera a tempera datata 1473 e firmata.
Le dichiarazioni della direttrice del museo
La polizia e la polizia scientifica sono intervenute sul posto per effettuare i rilievi tecnici necessari a ricostruire la dinamica dell’accaduto e identificare i responsabili, mentre gli organi regionali sono stati informati dei fatti. La direzione del museo ha disposto la chiusura al pubblico della struttura per la giornata di domenica 16 agosto. Attraverso una nota ufficiale, la direzione del MuMe ha confermato che l’intrusione è avvenuta previa violazione dei sistemi di protezione e che le tre tavole del Polittico e la Tavoletta Bifronte sono state sottratte dalle rispettive collocazioni. “Siamo sconvolti per quello che è accaduto – dice la direttrice del museo regionale di Messina Marisa Mercurio – erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina. Una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell’arte. Ci sono indagini in corso da parte delle forze dell’ordine e speriamo riescano ad arrestare i responsabili”.
La preoccupazione del sindaco

La polizia e la polizia scientifica sono intervenute sul posto per effettuare i rilievi tecnici necessari a ricostruire la dinamica dell’accaduto e identificare i responsabili, mentre gli organi regionali sono stati informati dei fatti. La direzione del museo ha disposto la chiusura al pubblico della struttura per la giornata di domenica 16 agosto. Attraverso una nota ufficiale, la direzione del MuMe ha confermato che l’intrusione è avvenuta previa violazione dei sistemi di protezione e che le tre tavole del Polittico e la Tavoletta Bifronte sono state sottratte dalle rispettive collocazioni. “Siamo sconvolti per quello che è accaduto – dice la direttrice del museo regionale di Messina Marisa Mercurio – erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina. Una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell’arte. Ci sono indagini in corso da parte delle forze dell’ordine e speriamo riescano ad arrestare i responsabili”. In una nota ufficiale, il Comune di Messina ha espresso profonda preoccupazione e sconcerto per l’accaduto. Il sindaco Federico Basile ha definito l’atto un evento gravissimo e profondamente riprovevole, ancora più doloroso perché compiuto a conclusione di una giornata vissuta dalla comunità nel segno del rispetto e del ricordo per le vittime del crollo di Pistunina e degli incidenti stradali. “Quello che è accaduto è un fatto gravissimo e profondamente riprovevole ed ancora più doloroso constatare che un atto criminale di questa gravità sia stato compiuto proprio nell’ora in cui la Vara aveva appena concluso il suo percorso a piazza Duomo – dice il sindaco di Messina a Repubblica- è avvenuto al termine di una giornata che quest’anno la città ha vissuto nel segno del rispetto, della memoria e del dolore per le vittime del crollo di Pistunina, per le giovani vite perdute negli incidenti stradali che hanno segnato questo 2026 e, più in generale, per tutte le vittime e per chi ha perso la vita troppo presto”. l primo cittadino ha inoltre dichiarato che colpire opere di tale valore storico e artistico equivale a lesionare l’identità e la memoria stessa di Messina, condannando fermamente il gesto e auspicando che le indagini permettano di fare piena luce sull’episodio e di restituire alla città i capolavori sottratti.



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