
Carmen Russo: «Il segreto del mio matrimonio con Enzo? Punzecchiarci sempre!»
Carmen Russo, insignita del premio “Icona dello spettacolo italiano” al Caltagirone Short Film Fest, ci racconta come ha accolto questo riconoscimento. Concreta e determinata, la showgirl ripercorre la sua lunga carriera, ci svela i suoi programmi estivi con marito e figlia e si candida… come attrice di fiction!
In queste settimane, Carmen Russo ha ricevuto il premio “Icona dello spettacolo italiano” al Caltagirone Short Film Fest, un’occasione che l’ha riportata in Sicilia, una terra alla quale è molto legata. «Con la Sicilia ho un legame fortissimo. Mio padre era di Agrigento e con questa terra ho tantissimi ricordi: grandi spettacoli, tournée, la scuola di danza Energy Dance che io ed Enzo abbiamo aperto a Palermo, vacanze meravigliose in barca, amici carissimi. Il padrino di Maria è palermitano, il professor Antonio Lungo. Insomma, la Sicilia mi è davvero vicina».

E che cosa significa, per lei, essere considerata un’icona dello spettacolo italiano?
«Non mi sono mai posta troppo il problema delle etichette. Ricevere un riconoscimento mi rende felice perché è sempre una gratificazione e, in fondo, conferma che quello che hai fatto è arrivato al pubblico. Non è una definizione che mi cambia la vita, ma mi fa piacere che tante persone mi vedano così. Io ho sempre cercato soprattutto il riconoscimento della mia professionalità. All’inizio della carriera è inevitabile che si punti molto anche sull’immagine, ma dopo quarantaquattro anni, guardandomi indietro, posso dire di aver fatto davvero tante esperienze: cinema, teatro, televisione, in Italia e all’estero, dalla Spagna al Sud America. Questo mi rende molto felice».

Lei ha vissuto l’epoca d’oro del varietà, da Drive In ai grandi show del sabato sera. Che cosa manca alla televisione di oggi rispetto a quella stagione?
«Forse manca proprio il varietà. Era un intrattenimento completo: comicità, musica, balletti, grandi cast generazionali. Quando facevo Risatissima, per esempio, c’erano Edwige Fenech, Lino Banfi, Massimo Boldi, Paolo Villaggio e tanti altri. Erano programmi capaci di mettere insieme artisti e pubblici di età diverse».
Oggi, invece, che cosa apprezza della televisione contemporanea e dei reality, che lei conosce molto bene?
«I reality oggi permettono di restare vicini al pubblico. Se guardiamo l’intrattenimento televisivo, ormai ci sono solo programmi come Ballando con le Stelle, Amici o Tale e Quale Show. Io Tale e Quale l’ho fatto, ad Amici non ho mai avuto contatti e a Ballando Milly Carlucci probabilmente non mi chiamerà mai. I reality, quindi, rappresentano un modo per entrare nelle case delle persone mostrando chi sei davvero. Non ho mai sentito il bisogno di fingere per conquistare il pubblico: sono autentica, coerente e questo credo venga percepito».
Oggi la notorietà passa soprattutto dai social. Secondo lei, per costruire una carriera nello spettacolo, servono ancora studio, disciplina e preparazione o basta il consenso del web?
«Assolutamente sì, forse ancora più di prima. Un tempo il pubblico ti conosceva poco alla volta e seguiva il tuo percorso di crescita. Oggi i social ti regalano una popolarità immediata, ma poi devi essere all’altezza di mantenerla. E questo succede solo se hai qualcosa da offrire davvero e dimostri di meritare l’affetto del pubblico».
Negli Anni Ottanta è stata una delle sex symbol più amate, ma ha sempre dimostrato ironia, intelligenza e professionalità. Come è riuscita a non restare prigioniera degli stereotipi?
«Ero consapevole della mia immagine, ma desideravo che il pubblico mi apprezzasse anche per altro. Per questo mi sono dedicata al canto, mi sono sempre doppiata nei film, ho cercato di dare un’impronta professionale a tutto quello che facevo. Era importante essere ricordata non solo per l’aspetto fisico».
Secondo lei oggi le donne nel mondo dello spettacolo sono davvero più rispettate o c’è ancora strada da fare?
«C’è sempre margine per migliorare, anche se non bisogna generalizzare. Oggi le donne sanno farsi rispettare molto più di un tempo. Nel nostro ambiente ci sono state figure straordinarie come Raffaella Carrà, che si è imposta accanto ai più grandi conduttori uomini. Lo stesso vale nel mondo dell’impresa e della politica, basti pensare al fatto che abbiamo una Presidente del Consiglio donna. Certo, restano problemi importanti, come il divario economico tra uomini e donne a parità di lavoro, e su questo bisogna continuare a lavorare».
Come sta andando la sua estate?
«Sono impegnata con uno spettacolo ideato da Enzo Paolo, che ne ha curato regia e coreografie. Sul palco ci sono otto ballerini e ripercorro tutte le mie sigle televisive e le canzoni più iconiche degli anni Ottanta e Novanta. Il finale è dedicato a Raffaella Carrà. Tra serate, convention e feste di piazza sarò sempre in movimento, ma non mancheranno anche le vacanze in famiglia con Enzo Paolo e Maria».

Lei ed Enzo Paolo siete una delle coppie più longeve dello spettacolo. Qual è il segreto di un amore che dura da oltre quarant’anni?
«Non saprei dirlo. A noi viene tutto molto naturale, non ci sono regole particolari».
Vi punzecchiate ancora, come capita spesso di vedere in televisione?
«Certo! Fa parte del nostro modo di essere e del nostro equilibrio».
Come cambia l’amore dopo più di quarant’anni insieme? Chi è oggi Enzo Paolo Turchi nella sua vita?
«È sempre di più il mio punto di riferimento, sotto ogni aspetto».
Avete condiviso carriera, famiglia, reality e vita quotidiana. Come si riesce a restare una coppia così unita senza perdere la propria identità?
«Dipende dalla personalità. Io ed Enzo siamo molto diversi e proprio per questo ci confrontiamo continuamente. Abbiamo gli stessi obiettivi, ma modi differenti di raggiungerli. Questo alimenta il dialogo, che secondo me è fondamentale in ogni rapporto».
Maria sta crescendo. Che mamma sente di essere oggi?
«Una mamma che cresce insieme a sua figlia, cercando di accompagnarla e trasmetterle valori importanti. Con lei il dialogo è continuo. La sosteniamo nello sport, nelle attività artistiche, nello studio. Ha appena concluso l’esame di terza media con il nove e siamo davvero orgogliosi».
Ha già scelto la scuola superiore?
«Sì, frequenterà il liceo scientifico».
Caratterialmente assomiglia di più a lei o a Enzo Paolo?
«È un bel mix. In alcune cose ricorda me, in altre il padre».
In che cosa sente che Maria assomigli maggiormente a lei e in che cosa a Enzo Paolo?
«Da Enzo Paolo ha preso la solarità, l’estroversione e quel carattere tipicamente napoletano. Da me credo abbia ereditato una certa determinazione, razionalità e, naturalmente, alcuni aspetti più femminili».
Qual è oggi la paura più grande di una mamma di un’adolescente?
«Le paure sono tante. Spero che sia sempre in grado di affrontare le situazioni che incontrerà nella vita e che sappia stare lontana dai pericoli. Oggi bisogna essere molto attenti e, purtroppo, non fidarsi troppo facilmente».
Lei e suo marito siete due personaggi molto conosciuti. Come cercate di educare Maria in un mondo dominato dai social e dall’apparenza?
«Cerchiamo sempre il senso della misura. Anche con il telefonino è importante stabilire dei limiti e alternare il tempo trascorso sui social ad altre attività, come la lettura. Nonostante il nostro lavoro, conduciamo una vita molto normale e Maria non vive il peso della notorietà».

Parliamo anche del film La sobrietà. Che cosa rappresenta per lei questo ritorno al cinema?
«Sono molto felice che Carlo Fenizi mi abbia chiamata per interpretare questo ruolo di una produttrice cinematografica. Ho girato otto film da protagonista e diverse altre pellicole; quindi, è un ritorno che mi emoziona e che spero possa aprire nuove opportunità anche nel cinema e nelle fiction».
Cosa può dirci del suo personaggio?
«È una produttrice molto attenta agli investimenti e agli aspetti commerciali di un film. È una donna determinata, con idee molto chiare, che non lascia facilmente spazio ai compromessi».
È un personaggio spregiudicato?
«Direi piuttosto concreto. È una donna che guarda al mercato, alle storie che possono funzionare e raggiungere il pubblico».
Le piacerebbe tornare stabilmente a recitare, magari anche nelle fiction?
«Perché no? Mi hanno detto che il risultato è venuto molto bene e, se arrivassero nuove proposte, le valuterei con grande piacere».




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