Gli Usa e Israele attaccano l’Iran: ucciso Ali Khamenei
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È stato ucciso l’ayatollah Ali Khamenei nell’attacco che Israele e Stati Uniti hanno lanciato in modo “preventivo” contro l’Iran. L’obiettivo era quello di uccidere il leader, la Guida suprema del Paese: la conferma della sua morte è stata data dal presidente americano Donald Trump, che ha annunciato che gli attacchi non si fermeranno e che in caso di risposta ci saranno ulteriori offensive più dure. “L’operazione è stata un successo, l’ayatollah è una delle persone più malvagie del mondo», ha detto il tycoon. In risposta all’Iran che ha dichiarato che colpirà molto duramente, Trump ha dichiarato: «È meglio che non lo faccia però, perché se lo facesse lo colpiremmo con una forza mai vista prima!».
Teheran ha risposto con missili sugli edifici residenziali di Tel Aviv (causando un morto e circa 20 feriti) e sui Paesi del Golfo: droni su Dubai (colpito il quartiere Palm Island, il porto e lo scalo aereo, dove si trovano anche molti italiani, tra cui anche il ministro della Difesa Guido Crosetto. Sull’incolumità dei nostri connazionali all’estero ha tranquillizzato tutti il ministro degli Esteri Antonio Tajani: «Nessun italiano coinvolto nei raid in Medio Oriente». La tensione però è tanta.
Saranno ora il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e due alti funzionari a guidare la transizione in Iran dopo la morte della Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. Lo ha confermato il capo del consiglio supremo di sicurezza, Ali Larijani, dopo le notizie divulgate dalla tv di Stato, che ha indicato i due funzionari incaricati nel capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Ejei e in un altro funzionario del consiglio giudiziario del Paese.
Intanto il Paese ha decretato oggi un periodo di lutto di 40 giorni e una settimana di sospensione delle attività pubbliche dopo la morte, all’età di 86 anni, della guida suprema della Repubblica islamica, Ali Khamenei, al potere dal 1989. «Con il martirio della guida suprema, la sua strada e la sua missione non andranno perdute né dimenticate, ma saranno al contrario portate avanti con maggiore vigore e zelo», ha dichiarato un presentatore della televisione di Stato.

Intanto in queste ore l’Iran ha sferrato attacchi contro 27 basi militari statunitensi nella regione, il quartier generale delle Forze di difesa israeliane e un complesso di difesa a Tel Aviv. Lo afferma il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche secondo quanto riportato dall’agenzia russa Tass. I pasdaran “non permetteranno che le sirene tacciano” nel territorio di Israele e nelle basi statunitensi e sferrerà “un attacco ancora più forte contro le strutture e gli obiettivi nemici”. Alì Larijani, capo del Consiglio supremo di Sicurezza nazionale iraniana, ha minacciato vendetta per l’attacco di Israele e Stati Uniti in cui è morta la guida suprema Alì Khamenei. «L’America e il regime sionista hanno bruciato i cuori della nazione iraniana. Noi bruciamo i loro cuori..»”, ha scritto su X.
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