
Alex Belli: «Diventare padre di Gabriel mi ha cambiato del tutto la vita»
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Un’emozione indescrivibile e priorità completamente stravolte: Alex Belli ci racconta in esclusiva le prime settimane da genitore di un bambino tanto atteso. L’attore ci confida la sua esperienza intima da neopapà, commenta con noi l’edizione in corso di GF Vip e si candida a sorpresa come inviato per L’Isola dei Famosi.
La vita che cambia all’improvviso, nel momento più inaspettato e forse proprio per questo più giusto. Alex Belli oggi racconta una versione di sé inedita, lontana dalle luci più accese del reality e più vicina a una dimensione intima, profonda. La nascita del piccolo Gabriel, arrivata dopo cinque anni di attesa con Delia Duran, segna uno spartiacque emotivo e umano: un punto da cui ripartire, ricalibrando priorità, sogni e perfino l’idea di futuro. In questa chiacchierata, Belli si lascia andare al racconto della paternità e alle riflessioni sulla famiglia, lanciando uno sguardo lucido sul mondo dello spettacolo che lo ha reso protagonista.
Dopo cinque anni è arrivato il miracolo

Partiamo proprio da lui, da Gabriel: qual è stata la prima emozione che ha provato appena lo ha visto?
«Un’emozione pazzesca, anche perché ho deciso di stare in sala parto. Ho seguito tutto con lo staff medico ed è stata un’esperienza unica. Quando ho visto la testolina uscire e ho sentito il primo gemito… lì sono scoppiato in un bagno di lacrime. È qualcosa che non si può spiegare: lì ci sono tua moglie e tuo figlio, c’è una forte componente emotiva».
Sono cinque anni che aspettavate questo momento: come lo avete vissuto?
«Non siamo mai stati lì con il timer a cronometrare l’attesa. Ho sempre detto che sarebbe arrivato nel momento giusto, e così è stato».
Durante questo percorso verso la paternità ha mai vissuto momenti di sconforto o pensato a soluzioni come la fecondazione assistita?
«In realtà non abbiamo mai iniziato nulla. Rimandavamo sempre, presi da mille cose. La fecondazione assistita era un’ipotesi, certo, ma non ci siamo mai arrivati davvero. Molti nostri amici hanno intrapreso questo percorso, come ad esempio Carmen Russo, ma nel nostro caso l’idea era di ricorrervi solo qualora proprio non fossimo riusciti ad avere un figlio in modo naturale. Invece è successo tutto in modo inaspettato, e spesso le cose più belle della vita arrivano proprio così».
Questa nascita, anche legata al gesto simbolico raccontato da Delia che si è seduta sulla sedia della fertilità durante un viaggio a Napoli, ha per lei un significato particolare?
«Be’, sì, è un piccolo miracolo. La vita, del resto, è già di per sé un miracolo. Quando ho visto Gabriel nascere me ne sono reso conto davvero. Questa creatura che cresce per nove mesi nel grembo della mamma e poi apre gli occhi e guarda per la prima volta il mondo, le luci, i suoni… a volte diamo tutto per scontato, ma è qualcosa di incredibile».

Diventare padre ha cambiato il suo modo di vedere la vita e le sue priorità?
«Assolutamente sì. La priorità non sono più io, né la nostra singolarità, ma lui. Tutto ruota intorno a Gabriel. È un cambiamento totale, qualcosa che ti scatta dentro nel momento esatto in cui nasce: finché è nella pancia non te ne accorgi, ma quando viene alla luce mamma e papà diventano… davvero mamma e papà e tutto è in funzione di lui!».
Che tipo di padre pensa di essere e di diventare?
«Non vengo da una famiglia di “papà amici”, quindi è una domanda complessa. I giovani genitori, oggi, tendono a diventare amici, compagni di merende dei propri figli. Io credo che un genitore debba mantenere un minimo di autorità, deve essere quella figura che va rispettata. Poi vedremo col tempo: i propositi sono tanti, ma la realtà è un’altra cosa».
Cosa spera che suo figlio erediti da lei e cosa invece no?
«Spero che prenda la mia curiosità, la voglia di sperimentare. Mi auguro che, come me, ami imparare e buttarsi nei progetti e nelle sfide. Spero invece che non erediti la nostra testardaggine: io e Delia siamo due bei testoni… se prende quella di entrambi è la fine!».
Il loro nucleo ora è al primo posto

Nel rapporto con Delia cosa è cambiato?
«In realtà niente, anzi: ci siamo rafforzati. Siamo ancora più uniti. Cambiano le abitudini, certo: la priorità di tutta la nostra vita diurna e soprattutto notturna adesso è Gabriel, perché ogni tre ore si sveglia per prendere il latte della mamma. Ma il legame è diventato ancora più solido».
La prova pannolino, a volte, fa emergere nuove fragilità nella coppia. A voi non è successo, dunque?
«No, siamo molto più forti secondo me. Siamo sempre stati molto complici, anche prima di diventare genitori, e adesso sicuramente questa cosa si è accentuata in maniera ancora più forte»
Dopo anni in cui siete stati raccontati come una coppia “passionale e fuori dagli schemi”, oggi vi sentite più tradizionali?
«Siamo sempre gli stessi. Cambiano le priorità, si matura, ma quello che ci ha sempre unito è avere gli stessi obiettivi e progetti di vita».
La paternità può “normalizzare” un personaggio come Alex Belli?
«Questo lo deve dire il pubblico. Sicuramente c’è grande attenzione verso la famiglia oggi, non a caso a Sanremo ha vinto Per sempre sì di Sal Da Vinci che è una delle più belle poesie sull’amore eterno tra uomo e donna. Forse anche per questo la nascita di Gabriel è stata accolta con tanto affetto».
Avete scelto di proteggere vostro figlio sui social: perché?
«Perché siamo noi a essere dei personaggi pubblici, e quindi soggetti all’esposizione mediatica, non lui. Un bambino deve poter scegliere. E poi non penso che sui social si debba mostrare tutto della propria esistenza, no?».
E cosa pensa dei suoi colleghi che, al contrario, giocano molto con l’esposizione social dei propri figli?
«Non lo so, ognuno la vede in maniera diversa: se uno crede che l’esposizione del figlio sia una cosa giusta, io non lo giudico. Io e Delia siamo entrambi convinti che, soprattutto in questa fase, vada protetto, non trasformato in un “bambolotto da social”. Basta guardare a influencer come Chiara Ferragni: prima hanno esposto tanto i bambini e poi all’improvviso basta, tutto finito. Serve equilibrio».
«Nella Casa ci sono dinamiche pazzesche»

Cambiando discorso, che rapporto ha oggi con Grande Fratello Vip?
«Sono legato e profondamente grato a tutti i programmi che ho fatto. Sono delle belle opportunità che mi sono state date e spero di aver fatto sempre al meglio il mio lavoro, portando a casa dei bellissimi risultati. Grande Fratello resta nel cuore, è un’esperienza che, come L’Isola dei Famosi, non dimentichi».
Cosa pensa di questa nuova edizione che volge ormai al termine?
«Mi sta piacendo molto, ha avuto un cast incredibile, dinamiche pazzesche».
C’è qualcuno tra i concorrenti che l’ha colpita particolarmente?
«Li conosco un po’ tutti… Sono amico con Antonella Elia, conosco molto bene Adriana Volpe che era l’opinionista della mia edizione e abbiamo lavorato benissimo insieme. Il cast di questo GF Vip è stupendo. Adoro anche Alessandra Mussolini».
E cosa pensa degli scontri tra Antonella Elia e Alessandra Mussolini?
«Sono due personalità forti, entrambe stupende. Ma io adoro Alessandra perché ha questa teatralità che io amo: fa diventare tutto una pièce teatrale, molto interessante».
Secondo lei i reality hanno ancora la capacità di raccontare davvero le persone?
«Grande Fratello sì, è uno dei format che lo fa meglio. Però in generale il genere reality forse è un po’ saturo: dopo tanti anni in cui mandiamo in onda almeno tre reality all’anno, probabilmente servirebbe anche fermarsi un po’ per farlo “mancare” al pubblico».
Quindi lei non tornerebbe nella Casa?
«Adesso no. Non mi piace rifare le stesse cose: nella vita si va avanti».
Ilary Blasi, invece, è tornata a Casa. Cosa pensa del suo ritorno al timone di GF Vip?
«La trovo perfetta, mi piace la sua conduzione: mi piaceva a L’Isola, mi piaceva a GF Vip prima e mi piace ora. È leggera, sorridente, ha una naturalezza incredibile e questa cosa secondo me al pubblico piace tanto».

Vuole commentare le recenti polemiche legate al presunto sistema Signorini?
«Preferisco restarne fuori. Posso solo dire che mi dispiace quando le persone vengono messe alla gogna mediatica».
Si vocifera che L’Isola dei Famosi potrebbe essere condotto da Belén Rodríguez…
«Sarebbe fantastico, lo adorerei. Belén è bravissima e credo che abbia il diritto di avere un riscatto perché è veramente una ragazza molto preparata… e poi è bella. È una di quelle figure che ti fa dire: che bello, una bella donna e una brava presentatrice. Vengo dalla TV berlusconiana dei primi anni Duemila, quella delle belle presenze, sia di donne che di uomini».
Si candiderebbe come inviato de L’Isola?
«Sì, lo farei molto volentieri. L’Isola mi è rimasta nel cuore e mi piacerebbe viverla in un’altra forma».
Intanto ha altri progetti: cosa ci può dire di Benvenuto a bordo?
«È un programma molto carino: seguirò delle ragazze in viaggio per l’Italia, assegnando missioni un po’ come un “avatar”. Mi diverte l’idea degli imprevisti che dovranno affrontare».
Che sogno ha oggi?
«Ne ho tanti. Sto lavorando a una mostra che sarà alla Biennale di Venezia: il mio sogno è che piaccia al pubblico, per farmi conoscere in una veste nuova come creativo».





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