Can Yaman confessa: «Vi dico la verità sui miei affari di cuore!»
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C’è chi lo immagina sempre innamorato, chi lo sogna principe esotico, chi lo aspetta al varco tra un set e l’altro. Ma Can Yaman oggi ha sorpreso tutti svelando anche le sue fragilità e… tutta la sua simpatia! Lo abbiamo incontrato in conferenza stampa a Sanremo dove ha scatenato una vera e propria caccia alla fidanzata con una dichiarazione semplice, diretta, disarmante: è single. E lo dice con quel sorriso ironico che mescola sicurezza e mistero. In attesa di vederlo stasera sul palco dell’Ariston, nel ruolo di co-conduttore, tra un progetto internazionale e una commedia tutta da scoprire, l’attore turco più amato d’Italia si racconta senza filtri. Ecco cosa ci ha detto!
Come si è preparato alla sfida di Sanremo?
«Semplicemente non pensandoci! Se avessi pensato, mi sarei emozionato troppo, ho preferito non farlo. Per fortuna sono stato impegnato sul set in Spagna fino a ieri. Sono qui, confido nell’aiuto di Carlo e non so ancora cosa farò. Spero solo di non combinare pasticci».
Cosa la spaventa?
«Tutto, ma faccio finta di essere rilassato. Ho le mie vulnerabilità ma non le faccio vedere, sono bravo a mascherare».
La sentiremo cantare sul palco?
«No assolutamente, diventerebbe virale in Turchia e mi arresterebbero di nuovo! Preferisco non fare figuracce cantando, lo farò solo se interpreterò un cantante in un film, ma mi dovranno pagare bene e devo prepararmi per cinque anni come ho fatto con Sandokan, così ho il tempo di studiare! Preferisco ascoltare».
Che musica ascolta di solito?
«Ho miliardi di canzoni preferite che adoro. Ahmet Kaya era un cantante vietato in Turchia, addirittura si veniva incarcerati. Ora però questi artisti che all’epoca erano castigati hanno più successo. Sezen Aksu mi intriga moltissimo. Apprezzo la varietà, non mi limito a un solo genere. Adoro la musica italiana, soprattutto quella d’altri tempi. Mi piace molto Claudio Baglioni, in particolare Piccolo grande amore. Mi piacciono molto le canzoni che fanno soffrire».
Sul palco ci sarà Laura Pausini. Conosce le sue canzoni?
«Lei è la mia cantante preferita per come si pone, per le collaborazioni che fa, per il fatto che canta in lingue diverse. In un’altra vita, se fossi stato un cantante, mi sarebbe piaciuto essere come lei. Sì, le sue canzoni le conosco tutte ma non le canto! Conosco anche i suoi brani in inglese e in spagnolo, li ascolto e li ho ascoltati, sono bellissimi».
Quando tornerà sul set di Sandokan 2?
«Dovevamo iniziare questa estate ma probabilmente ci sarà uno slittamento. Vogliono migliorare ma serve più budget. In Europa funziona così, i tempi sono lunghi. A me piacerebbe fare tutto di fila, anche perché gli attori cambiano e ora sarei stato nel mood giusto; invece, poi dovrò lavorare di nuovo molto sul fisico».
Prossimi set?
«Per adesso sono ancora impegnato in Spagna con Il Labirinto delle farfalle, una serie di azione moderna e per me è la prima volta in un genere così. In estate tornerò a Roma per girare una commedia con Lux Vide, una cosa diversa che non avevo mai fatto. Sono sempre in cerca di novità. Si chiama Bro, sarà una sit com e inizialmente si era parlato di 40 episodi da 20 minuti ciascuno. Forse, però, ora non sarà più così, la prima stagione forse sarà da otto episodi».
Ormai è italiano di adozione. C’è qualcosa in particolare a cui è legato che non conosceva?
«Essendo turco alcune cose non le conoscevo, non conoscevo Sanremo, né tantomeno Sandokan. Tante cose le ho imparate qui, mi sono immerso nella cultura italiana. Ho 36 anni e capisco il mondo in modo migliore. Sono certo che tutto accada nel momento giusto: se Sandokan lo avessimo girato cinque anni fa, ad esempio, non avrebbe avuto lo stesso successo».
Cambiando discorso, un episodio di cronaca che l’ha vista protagonista nelle scorse settimane è quello dei controlli antidroga in Turchia. Lei ne ha preso subito le distanze. Caso chiuso?
«Non c’è un caso, sono controlli di routine, in Turchia si sta procedendo ancora così. Mi hanno controllato, sono risultato negativo e mi hanno rilasciato subito. Non è corretto dire “caso chiuso”, perché non c’è un caso».
Parliamo di affari di cuore. È fidanzato?
«No, sono single! Avete suggerimenti per me? Sono aperto ai vostri suggerimenti… (ride)».
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