Tiziana Ciavardini: «A “Fatti di Nera” entriamo nel cuore del delitto con una valutazione profonda»
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L’antropologa Tiziana Ciavardini ci presenta il Canale122, Fatti di Nera, una delle novità più interessanti nel panorama TV, interamente dedicato alla cronaca nera e giudiziaria. In onda 24 ore su 24 sul digitale terrestre da poco più di un anno, questa rete televisiva punta tutto su un’informazione di settore con professionisti di alto livello.
Se l’antropologia è lo studio dell’essere umano e delle sue strutture sociali, culturali e familiari, allora la cronaca – argomento che domina la narrazione contemporanea di giornali, TV e comunicazione virtuale – è forse quanto più ci si avvicina e diventa specchio di un popolo. Non risulta quindi strano, ma forse un’intuizione geniale, aver affidato a una antropologa, Tiziana Ciavardini, la direzione di una delle novità più interessanti nel panorama della Cronaca nera e giudiziaria italiana, ovvero il Canale122, Fatti di Nera, un canale televisivo presente sul digitale terrestre, con una “mission” già espressa nel suo nome.
Fatti di Nera è, infatti, una delle poche reti tematiche italiane, il cui tema è, appunto, solo la cronaca, nelle sue due accezioni di “nera” e “giudiziaria”, dove con il primo termine si intende la narrazione dei fatti in tutte le sue sfaccettature umane, ed emotive; mentre con il secondo si fa riferimento alla parte che approda nella aule di Giustizia, con i suoi documenti, le carte e le perizie. Con una programmazione di 24 ore su 24, questo canale TV, giovanissimo (ha poco più di un anno), punta tutto su un’informazione di settore, con una serie infinita di autoproduzioni, programmi dedicati e ospiti di altissimo livello.
A dirigerlo c’è appunto la dottoressa Ciavardini, una lunga carriera da antropologa in giro per il mondo, con oltre 25 anni passati all’estero, soprattutto in Medio Oriente e in quell’Iran alla ribalta delle cronache internazionali. Ciavardini è scrittrice, giornalista, saggista. E in questa sua esperienza a Fatti di Nera ha cercato di riversare tutto il proprio know how, le conoscenze raccolte negli anni, evitando ogni spettacolarizzazione, pericolo sempre dietro l’angolo in un momento storico in cui la cronaca è stata sfruttata come un taxi da youtuber in cerca di facili visualizzazioni, ma meno preparati sul fronte dell’etica e della deontologia professionale, poco umani e poco conoscitori dell’essere umano.
Un progetto autonomo, ambizioso e di qualità
Dottoressa Ciavardini, come è approdata a Fatti di Nera?
«Il mio percorso nasce dal desiderio di evolvere la narrazione della cronaca, passando dall’esperienza radiofonica di La Storia Oscura condotta insieme al collega Fabio Camillacci (su Radio Cusano Campus, ndr) a una progettualità televisiva di ampio respiro. Fatti di Nera non è solo un programma, ma il cuore di una grande sfida editoriale: trasformare il background antropologico in uno strumento di analisi profonda. Abbiamo dato vita a un progetto autonomo e ambizioso, capace di elevare il racconto della cronaca oltre il dato giudiziario, toccando le corde umane e sociali con una professionalità che il pubblico ci riconosce quotidianamente».
Il canale è in onda 24 ore su 24 e autoproduce ogni contenuto. Qual è il vostro punto di forza?
«Il nostro vero motore è la causa comune: lavoriamo tutti instancabilmente con l’unico obiettivo di far crescere il canale e posizionarlo ai vertici dell’informazione specialistica. La nostra forza risiede in una squadra di professionisti d’élite che opera in totale sinergia. Non siamo semplici singoli che producono contenuti, ma un corpo unico dove competenze tecniche e autoriali si fondono. Questa compattezza ci permette di gestire una macchina produttiva che copre 24 ore al giorno, con un rigore e una qualità che non temono confronti».
Molti volti del vostro canale sono professionisti nazionali. Perché scelgono un’emittente giovane come la vostra?
«Perché qui trovano una progettualità seria e una caratura professionale di alto livello. I grandi nomi della cronaca scelgono Canale122 perché offriamo una libertà intellettuale e un tempo di approfondimento che la TV generalista spesso sacrifica. Sentirsi “a casa” per loro significa lavorare in un ambiente dove il rispetto per la notizia e per l’esperto è sacro. Chi viene da noi sposa la nostra causa: far crescere un polo informativo dove l’analisi non è un semplice intervento, ma un pilastro culturale».
È un vero e proprio servizio pubblico
Qual è il programma di cui va più fiera e che meglio rappresenta l’eccellenza del canale?
«Senza dubbio Incidente Probatorio. Non è solo il programma che ha inaugurato la nostra rete, ma rappresenta la sintesi perfetta della nostra identità e progettualità. È un format di prima serata dove la sfida è altissima: andiamo in diretta ogni settimana con un parterre di professionisti di prim’ordine – magistrati, avvocati e consulenti tecnici – capaci di sviscerare la complessità dei casi giudiziari con un rigore scientifico estremo, mantenendo un linguaggio accessibile al pubblico. Questo programma è il punto più alto della nostra capacità produttiva, un appuntamento diventato imprescindibile per chi cerca un’informazione che sia al contempo tecnica, equilibrata e profondamente rispettosa della verità.
Tuttavia, la nostra forza risiede nella varietà e nella coesione del palinsesto. Penso a Scomparsi, il nostro programma quotidiano che non è solo informazione, ma un vero e proprio servizio pubblico di alta professionalità, messo a disposizione di chi vive il dramma della perdita di un familiare o di un amico. È una trasmissione che richiede sensibilità e una precisione gestionale fuori dal comune. Allo stesso modo, con Psiche Criminale, alziamo l’asticella del nostro impegno: entriamo nel cuore pulsante dell’evento delittuoso attraverso una valutazione psicologica e criminologica profonda. Anche qui, il lavoro di squadra è fondamentale: lavoriamo tutti per la stessa causa, ovvero far crescere Canale122 come l’unico polo televisivo capace di unire l’immediatezza della cronaca alla profondità dell’analisi specialistica».
Come seleziona i collaboratori?
«La selezione è estremamente rigorosa perché chi entra a far parte del nostro team deve riflettere i valori del canale. Cerchiamo eccellenza professionale, ma soprattutto una forte etica del lavoro e la volontà di sposare il nostro progetto di crescita. Trattare la cronaca nera richiede una responsabilità enorme, per questo puntiamo su persone motivate che vedano in Canale122 non solo un traguardo, ma una missione da portare avanti insieme».
Un contesto serio e autorevole per parlare
Andrea Sempio ha scelto voi per un’intervista “senza rete”. Come siete arrivati a questo risultato?
«La presenza di Andrea Sempio è stato un risultato che certifica la nostra crescita e credibilità. Grazie alla mediazione di Armando Palmeggiani e a un meticoloso lavoro di interlocuzione, abbiamo ottenuto ciò che altre testate inseguivano da tempo. È la prova che la nostra professionalità è ormai un marchio di garanzia per chiunque cerchi un contesto serio e autorevole per parlare».
Cosa l’ha colpita maggiormente dell’intervista ad Andrea Sempio?
«La gestione di un’esclusiva così delicata richiedeva una fermezza assoluta. Mi ha colpito la sua capacità di calarsi nel nostro contesto con estrema pacatezza, rispondendo punto su punto nonostante la pressione mediatica. Il fatto che abbia scelto il nostro studio per un “faccia a faccia” senza aver conoscenza delle domande ed essersi prestato a un confronto collettivo dimostra quanto il nostro stile sia percepito come unico e affidabile. Il nostro compito era quello di fare un approfondimento serio e pacato. Le liti in studio le lasciamo alle altre emittenti».
Non “tifoserie”, ma un approccio scientifico
Il caso di Garlasco genera forte polarizzazione. Come giudica questo fenomeno?
«Come Direttore, la mia linea è chiara: la professionalità impone di restare distanti dalle “tifoserie”. La nostra responsabilità è enorme perché formiamo l’opinione pubblica. In un panorama spesso diviso, noi di Canale122 scegliamo la via dell’equilibrio e del rispetto dei fatti. Non ci interessa schierarci, ci interessa analizzare, capire e informare, mantenendo sempre quel distacco scientifico che è il marchio di fabbrica del nostro canale».
A più di un anno dalla nascita, qual è il suo bilancio?
«Il bilancio di questo primo anno è straordinario, ma la nostra ambizione non conosce confini. Abbiamo gettato basi solidissime e siamo già diventati il punto di riferimento assoluto per l’approfondimento multidisciplinare nel settore. La strada è segnata: continueremo a investire in qualità, quindi in grandi esclusive e nella massima professionalità per consolidare Canale122 come il leader indiscusso nel racconto del crimine».

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