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Edoardo Tavassi
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Edoardo Tavassi: «C’è qualcosa che mi ha davvero sconvolto la vita»

Sonia Russo
Sonia Russo
Giugno 11, 2026

In questo articolo

  • «Ho conosciuto una realtà diversa» 
  • «Se hai tanti follower devi aiutare gli altri» 
  • L'importanza di essere se stessi
  • L’amore, Veronesi e Pupi Avati
Edoardo Tavassi non ha dubbi: gli influencer devono impegnarsi nel sociale, non solo vendere prodotti. Lui non si è tirato indietro, scoprendo un mondo meraviglioso.

Energia incontenibile, ironia tagliente e zero filtri: Edoardo Tavassi è esattamente come appare, ma, da oggi, con una consapevolezza in più. Dopo i reality che lo hanno reso popolarissimo, oggi si muove con naturalezza tra televisione, radio e social, senza perdere quella spontaneità che è diventata il suo marchio di fabbrica. Eppure, dietro le battute e il sorriso facile, c’è anche un lato più profondo che è emerso in maniera prepotente durante la settimana solidale con la Lega del Filo d’Oro, un’esperienza che lo ha segnato davvero.

«Ho conosciuto una realtà diversa» 

Edoardo Tavassi: «C’è qualcosa che mi ha davvero sconvolto la vita»
Settimana d'Oro - I "belli e buoni" in cucina con Matteo.

Partiamo dalla settimana d’oro della Lega del Filo d’Oro: che esperienza è stata e com’è stato conoscere così da vicino una realtà che si occupa di persone sordocieche?
«È stata un’esperienza molto bella. Io conoscevo la Lega del Filo d’Oro, ma un conto è sapere le cose per sentito dire, un conto è viverle davvero. Questa esperienza mi ha sconvolto, in senso positivo, perché ho visto realtà che non immaginavo e ho conosciuto persone, genitori di bambini sordociechi, che mi hanno detto cose fortissime, tipo: “Non pensavo che mio figlio potesse vivere una vita serena e felice nelle sue condizioni”. Invece ho visto bambini che giocavano, interagivano con noi, ridevano, ballavano, scherzavano. Molta gente non lo sa, perché pensa che un bambino sordocieco non possa sorridere o essere felice. Non è così: lo capisci solo quando lo vivi. Io stesso facevo parte di quelli che si chiedevano “come si fa?”, e invece ho scoperto un mondo diverso. Anche i genitori, grazie alla Lega del Filo d’Oro, riescono a vedere questa serenità nei figli. E poi i progressi sono reali: alcuni all’inizio non comunicavano e poi sono riusciti a esprimersi, a raccontare emozioni. È un lavoro enorme, che ha cambiato profondamente il mio modo di vedere queste situazioni».

«Se hai tanti follower devi aiutare gli altri» 

Edoardo Tavassi (41) è sceso in campo con la Lega del Filo d'oro.
Edoardo Tavassi (41) è sceso in campo con la Lega del Filo d'oro.

Avete fatto una gara solidale: lei, insieme a Damiano Giordano, formava la coppia dei “Belli e Buoni”. Pensa che la popolarità si possa usare per qualcosa che vada oltre TV e spettacolo? Crede che gli influencer possano fare la differenza nel sociale?
«Se hai la fortuna di avere tanti follower, non attivarti per qualcosa è da egoisti. Hai un piccolo potere, e quel potere può dare voce a realtà che magari la gente non conosce. Io, per esempio, mi impegno molto anche per gli animali, soprattutto per i cani abbandonati. Con la Lega del Filo d’Oro si tratta di fare informazione: sfruttare il proprio canale per raccontare cose importanti. Secondo me hai il dovere di non limitarti a mostrare l’aperitivo o la vita quotidiana, ma anche di sensibilizzare. È facile vendere prodotti, ma hai anche la possibilità di smuovere qualcosa, nel tuo piccolo. Per me è una responsabilità: bisogna farlo».

C’è stato un momento, durante quelle dirette, che l’ha colpita più di altri e che si porta ancora dentro?
«Sì, vedere persone sordocieche ridere e fare autoironia. Per esempio, ho parlato con Francesco, Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche, ci siamo abbracciati, mi ha fatto i complimenti perché ero riuscito a sdrammatizzare qualcosa che spesso viene trattato in modo pesante. Ma la cosa che mi ha colpito di più è stata la loro felicità. Il mio obiettivo era proprio quello: renderli felici e allo stesso tempo coinvolgere la community, spingere le persone ad attivarsi e a donare. Non volevo deluderli. Quando li ho visti davvero contenti, io, finita la diretta, sono crollato: ho pianto, abbracciato gli organizzatori. Poi ci siamo abbracciati tutti. È stato un momento bellissimo, autentico».

Spesso, quando ci si avvicina a queste realtà, prevalgono pietismo e compassione. Non è stato così per lei…
«No, e lo dico sinceramente: non è una cosa che mi appartiene. Io davanti avevo persone serene, con cui interagivo in modo normale. Non sono “diversi”, sono persone con una disabilità, ma con gli stessi sentimenti di tutti. La comunicazione c’era, magari attraverso il tatto, ma arrivava. Le emozioni arrivavano eccome. Ricordo un bambino con cui cucinavamo una cheesecake: assaggiava e diceva “delizioso”. In quel momento io vedevo solo un bambino che si stava divertendo, tanto quanto me. Il pietismo nasce quando non conosci queste realtà. Se le vivi, ti rendi conto della loro energia, della loro serenità, e quel tipo di sguardo sparisce completamente».

Dopo questa esperienza ce ne saranno altre?
«Io penso di non fermarmi mai. Sicuramente tornerò alla Lega del Filo d’Oro, ma in generale continuerò sempre a impegnarmi in questo tipo di esperienze. Però con loro si è creato proprio un legame speciale, forte. Ci lega… un filo d’oro, davvero!».

L'importanza di essere se stessi

Edoardo Tavassi: «C’è qualcosa che mi ha davvero sconvolto la vita»
Ecoardo Tavassi (41) e Nunzia De girolamo (50): amici e colleghi.

Tanto sociale ma anche tanti impegni: sta lavorando con Nunzia De Girolamo a Ciao Maschio e anche in radio. Che cosa le sta dando questa esperienza rispetto ai reality? E con Nunzia è nata un’amicizia?
«Nunzia è stata la prima persona che, dopo i reality, ha creduto davvero in me. C’è sempre una distinzione tra chi fa reality e chi fa televisione “tradizionale”, e non è facile fare il salto. Lei mi ha invitato come ospite, le sono piaciuto e mi ha voluto nel programma. Tra noi è nata una vera amicizia: la stimo molto, le voglio bene. Per me è importante sapere che una persona così crede in me. Ciao Maschio è un progetto in cui siamo pochi, quindi la fiducia è ancora più forte. Faccio anche radio con lei e mi diverto tantissimo. Alla fine, il mio lavoro è far ridere, che è la cosa che mi viene naturale: è come se non lavorassi, sono semplicemente me stesso».

È quasi sorpreso che qualcuno abbia creduto in lei al di là del percorso nei reality?
«Più che sorpreso, mi colpisce il pregiudizio che esiste. Non ho mai capito perché chi fa un reality venga etichettato. Ci sono stati esempi importanti in passato, da Pietro Taricone a Luca Argentero, ma ancora oggi succede che ti mettano una croce sopra: se hai fatto Grande Fratello o L’Isola dei Famosi, molti non ti prendono in considerazione. Io non capisco questa chiusura. Nunzia, invece, è andata oltre e i risultati si vedono: il programma funziona, ci divertiamo. Questo dimostra che basta guardare le persone per quello che sono».

Pensa di meritare qualche occasione in più?
«Per ora non mi posso lamentare. Sui social mi diverto e i miei contenuti funzionano, nei programmi porto quello che sono e la gente ride. Continuo anche il mio lavoro come social media manager per chirurghi e medici estetici. La vita è imprevedibile: fino a qualche anno fa lavoravo per 800 euro al mese, poi arriva un’occasione e cambia tutto. Se dovessi sognare, mi piacerebbe avere un programma mio, magari su Real Time, dove esprimere liberamente la mia creatività. Ma davvero, oggi sto bene così».

L’amore, Veronesi e Pupi Avati

Edoardo Tavassi (41) e Micol Incorvaia (32). La loro storia d'amore è nata sotto i riflettori della televisione ed è diventata una delle relazioni più stabili e amate nate all'interno di un reality show.
Edoardo Tavassi (41) e Micol Incorvaia (32). La loro storia d'amore è nata sotto i riflettori della televisione ed è diventata una delle relazioni più stabili e amate nate all'interno di un reality show.

Arriviamo alla sfera privata: non ama il gossip e protegge molto la sua storia con Micol Incorvaia, nata a GF Vip. Perché questa scelta?
«Perché credo che la vita privata debba restare privata. Condivido qualcosa sui social, certo, ma non mi piace ostentare i rapporti. Rispetto chi lo fa, ma io preferisco vivere la relazione lontano dalle telecamere. Oggi sembra che se una coppia non si mostra ci sia una crisi: non è così. Io mi godo la vita reale e uso i social per far ridere. Anche Micol la pensa così: non saremo mai quel tipo di persone che posta sui social i video a rallentatore mentre corrono al tramonto con la musica di sottofondo. La mia relazione è qualcosa di mio, nostro».

Possiamo, però, tranquillizzare i fan che la vostra relazione procede bene?
«Con Micol va tutto benissimo, anzi meglio di prima».

Col senno di poi, rifarebbe Grande Fratello Vip?
«Sì, perché mi ha portato dove sono oggi e mi ha fatto incontrare la mia ragazza. Non sono pentito di nulla».

E se la richiamassero oggi per tornare nella Casa?
«No, oggi no. È un’esperienza che volevo fare e che ho fatto. Come L’Isola: bellissima, ma durissima. Una volta nella vita è perfetta, rifarla per mesi è un’altra cosa. Magari una settimana sull’isola con Nicolas Vaporidis, sì… ma non di più».

Edoardo Tavassi (41) e Nicolas Vaporidis (44) condividono una profonda e solida amicizia nata davanti alle telecamere durante la loro partecipazione a “L’Isola dei Famosi” nel 2022.
Edoardo Tavassi (41) e Nicolas Vaporidis (44) condividono una profonda e solida amicizia nata davanti alle telecamere durante la loro partecipazione a “L’Isola dei Famosi” nel 2022.

L’amicizia con Nicolas Vaporidis continua?
«Assolutamente sì. È venuto anche a Ciao Maschio: gli autori pensavano che non sarebbe potuto venire perché vive a Londra, ma sapevo che lo avrebbe fatto. È stato divertente, poi abbiamo cenato insieme. Quando nascerà suo figlio andremo a Londra a trovarlo».

Il cinema la incuriosisce?
«Sì, mi ha sempre affascinato. Una volta Veronesi mi aveva chiamato per un film, poi non si è fatto nulla. Mi aveva detto che dovrei provarci, che sono portato. Il problema è che ho poca memoria: anche poche battute mi richiedono tanto tempo. Però sì, una volta nella vita mi piacerebbe fare questa esperienza».

Puntiamo sulle produzioni romane?
«Sì, perché no! E comunque posso dire di aver già fatto due film con Pupi Avati… Ero piccolo, mamma mi portò a fare il provino e mi presero. Avevo giusto tre battute, eh, però Pupi Avati fa curriculum!». 

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