Napoli, è morto Domenico, il bambino con il cuore danneggiato
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È morto questa mattina il piccolo Domenico. Alle ore 9.20 il cuore del bimbo ha smesso di battere. Per un mese aveva vissuto con un organo trapiantato danneggiato perché trasportato a contatto con del ghiaccio secco.
Ieri è stato deciso di procedere con un percorso atto ad allievare le sofferenze del bambino con il cuore danneggiato; così il piccolo è stato sottoposto a una terapia volta a fermare l’accanimento terapeutico. Ad annunciarlo era stato il legale della madre, Francesco Petruzzi, che aveva infatti detto: «Abbiamo preso questa decisione dopo essere stati del medico legale che ha visionato la documentazione e ha detto che la cosa più umana da fare sia ora chiedere questa procedura».

Al bambino, sono state quindi “eliminate altre terapie non necessarie” accompagnandolo alla fine della vita e della sofferenza. Nelle ultime 12 ore, infatti, le condizioni cliniche del paziente avevano registrato un ulteriore peggioramento e, dopo la scelta di non procedere a un nuovo trapianto di cuore per cui le possibilità di riuscita erano ridotte al lumicino, si è deciso di evitare l’accanimento terapeutico. Intanto il cuore che era stato destinato al secondo trapianto a Domenico, salvo poi decidere di non operarlo, ha salvato un altro piccolo ricoverato all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. L’intervento è infatti riuscito, salvando una vita.

Per quel che riguarda il bambino di Napoli, tutta la comunità di Nola, da dove arriva la famiglia, si è stretta alla mamma e al papà nel momento più difficile dell’addio al piccolo. Poi sarà il tempo dell’inchiesta e delle responsabilità. «Durante l’intervento sono emerse significative criticità operative a carico del team di prelievo di Napoli». Questa la relazione dell’ospedale di Bolzano sull’accaduto in cui si scarica la colpa a Napoli. La relazione però non cita il ghiaccio utilizzato per il trasporto, al centro delle polemiche e, probabilmente, della prossima inchiesta. Nella relazione dell’ospedale di Bolzano si sottolinea che in 30 anni di attività non ci sono mai state “criticità rilevanti”, passando quindi la palla a Napoli, cui vengono indirettamente addebitate le responsabilità.
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