
Mariano Catanzaro: dal trono di “Uomini e Donne” alla rinascita
Non solo Uomini e Donne: la rinascita di Mariano Catanzaro, tra sacrifici, studio e un 2026 che lui intende vivere da protagonista
Bello, bravo, simpatico, determinato: l’ex tronista di Uomini e Donne, Mariano Catanzaro, 32 anni, nato sotto il segno dell’Acquario, napoletano, volto noto televisivo, si racconta a cuore aperto e senza filtri, dalle difficoltà economiche ai lavori pesanti da ragazzino, fino alla rinascita. Infatti, dietro quel sorriso scanzonato e l’energia travolgente che lo hanno reso uno dei volti più iconici del trono classico, si nasconde un uomo che ha conosciuto la fatica vera. Mariano non è più solo il ragazzo verace che ci faceva sorridere in tv: è un uomo che, grazie alla popolarità regalatagli da Maria De Filippi, ha compiuto un piccolo miracolo, risollevando le sorti della sua famiglia. Ma la tv è veloce e Catanzaro ha capito che, per restare, non basta apparire. Oggi, messi da parte gli eccessi di gioventù, ha intrapreso una formazione artistica rigorosa: recitazione, musica e tanto sport. Guidato da un nuovo management e da una ferrea disciplina, si prepara a un 2026 da protagonista e a vivere, nel migliore dei modi, la sua seconda vita.

Mariano, in pubblico appari sempre allegro, ma la tua storia personale non è stata tutta rose e fiori, cosa si nasconde dietro quel sorriso?
«C’è la storia di un ragazzo napoletano, molto sensibile, che ha visto la sua famiglia navigare in cattive acque. Non mi vergogno a dirlo: a 15 anni ho dovuto rimboccarmi le maniche. Ho fatto il macellaio, ho trasportato bombole di ossigeno e gas su e giù per le scale. Lavori duri, essenziali ed è proprio durante queste consegne, entrando nelle case all’ora di pranzo, che le signore, colpite dalla mia vivacità e dal mio aspetto telegenico, mi dicevano: Mariano, devi andare in televisione! Devi fare Uomini e Donne!».
Cosa ha rappresentato per te la partecipazione a quel reality show?
«Partecipare a Uomini e Donne è stata la mia salvezza: quella popolarità mi ha dato la possibilità di aiutare concretamente i miei genitori a uscire dalle difficoltà, reinvestendo tutto quello che guadagnavo. Oggi sono più maturo, ricominciare per me significa questo: non dimenticare da dove vengo, ma capire che la visibilità da sola non basta più».
L’esperienza con Maria De Filippi ti ha cambiato la vita?
«Assolutamente sì. Sono molto grato a Maria per quest’esperienza, grazie alla quale sono riuscito a svoltare dando ossigeno a chi amo. Ma ho anche imparato e capito che non basta l’immagine per andare avanti. I riflettori si possono spegnere in un attimo, da un momento all’altro per varie circostanze, ma la sostanza resta. Oggi ringrazio per quella vetrina, ma so che il vero lavoro si fa a telecamere spente».
Nel tuo percorso c’è stata anche una brevissima parentesi su OnlyFans. Ti sei pentito?
«Sì, è stato un errore di percorso, durato pochissimo, un mese soltanto. Eravamo in piena pandemia, un momento in cui il mondo sembrava fermo e l’incertezza regnava sovrana. È stata una scelta dettata dalla confusione del momento, ma me ne sono distaccato subito e in modo definitivo. Non è per niente quella la mia strada, ho capito che era arrivata l’ora di rimboccarmi le maniche, studiare e prepararmi per tornare sotto i riflettori con una consapevolezza diversa».

Come sono, oggi, le tue giornate?
«La mia sveglia suona presto, tra le 6 e le 7 del mattino. Le mie priorità appena apro gli occhi? Una colazione sana, il check del calendario con il mio manager e subito allenamento. La mattina è sacra: studio recitazione, dizione, canto e danza. Non cerco scorciatoie. Poi pranzo, spesso dai miei genitori per non perdere quel legame o al ristorante di amici, e il pomeriggio torno a lavorare come personal trainer».
Hai cambiato anche manager affidandoti a Walter Garibaldi, perché questa scelta?
«Perché, dopo anni in cui andavo a istinto, ho capito che mi serviva una guida, un faro. Walter non è solo un manager, è un professionista che nasce dalla scrittura e dalla regia, conosce il cinema e la tv vera. Segue artisti del calibro di Maria Giovanna Elmi e Kaspar Capparoni. Con lui ho imparato il metodo, niente improvvisazione, solo obiettivi chiari».
Hai parlato di un 2026 di svolta. Cosa bolle in pentola?
«Il mio obiettivo sono il palcoscenico e il set. Sto preparando provini e seguendo workshop mirati. Non voglio essere ricordato solo come “quello simpatico della tv”, ma come un professionista che ha studiato e sudato per meritarsi il suo posto. Il 2026 appena iniziato sarà l’anno in cui raccoglierò i frutti di questo sacrificio, da buon napoletano tengo le dita incrociate e svelerò i miei progetti solo dopo aver firmato i contratti».






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