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Il percorso di un attore è fatto di metamorfosi repentine e di sfide che arrivano nel momento esatto in cui il pubblico pensa di avere già decifrato il destino di un artista. Il successo, a volte, per quanto travolgente, rischia di trasformarsi in una gabbia dorata, un perimetro stretto dove le aspettative degli altri possono soffocare il desiderio di sperimentare. È in quel preciso istante, che spesso coincide con la piena maturità personale e artistica, che nasce il bisogno viscerale di rompere gli schemi, di spogliarsi dei vecchi panni per abbracciare l’inaspettato e dimostrare che dietro un’immagine consolidata si nascondono sfumature ancora del tutto inesplorate.
Lo sa bene Can Yaman, che sta affrontando una svolta radicale nella sua carriera artistica e personale cominciata con l’inizio delle riprese a Roma di Bro.

È stato dato, infatti, il primo ciack della nuova buddy comedy prodotta da Lux Vide per Amazon MGM Studios. Smessi i panni dell’eroe d’azione e del pirata in Sandokan, l’attore turco si lancia per la prima volta nel genere comico interpretando Riccardo Ridolfi, un avvocato brillante nel lavoro, ma goffo nella vita quotidiana. Al suo fianco, in questo inedito sodalizio professionale, troviamo Giovanni Nasta. La prima stagione si svilupperà in 8 episodi e sarà distribuita in esclusiva globale su Prime Video, anche se non è escluso un passaggio successivo in chiaro su Canale 5.
Il ruolo segna un curioso parallelo con il passato dell’attore: prima del successo televisivo, Can Yaman ha conseguito una laurea in Giurisprudenza e ha esercitato brevemente la professione forense per circa sei mesi. L’attore possiede tuttora uno studio a Istanbul con due colleghi, ma la sua licenza è temporaneamente sospesa poiché la legge turca vieta il doppio lavoro. Questa esperienza reale aggiunge una sfumatura autentica alla sua interpretazione, anche se l’attore ha ironicamente ricordato in passato come la routine forense lo annoiasse profondamente.
L’ispirazione per interpretarlo nasce, infatti, proprio dal suo passato: «La serie parla di un avvocato che è brillante con la legge, ma un po’ anticonformista e goffo nelle relazioni sociali. Per costruire questo personaggio ho recuperato una parte della mia infanzia, quando non ero molto socievole e studiavo tantissimo. Tiro fuori quella fase della mia vita per interpretarlo al meglio. Speriamo vada tutto bene», ha detto.

Nelle recenti interviste, Yaman ha anche spiegato i motivi di questa svolta artistica che trovano fondamento nel suo desiderio di cambiare. «Non volevo più interpretare il figo, l’eroe. Dopo Sandokan desideravo interpretare un ruolo totalmente diverso, qualcosa che non mi somigliasse per niente. Ho espresso questo desiderio e si è realizzato, cosa per cui mi sento molto fortunato».
A pesare, la maturità artistica arrivata col tempo. «Quando un uomo ha vent’anni è ancora un ragazzino ed è normale che faccia commedie romantiche. Intorno ai trent’anni può fare più azione perché diventa più maturo come persona, come uomo e come attore», ha affermato. Poi ha aggiunto: «Sognavo di cambiare genere e sapevo che, quando avessi compiuto trent’anni, avrei fatto cose diverse. A trentasei anni ho interpretato Sandokan e penso che sia il momento giusto per provare qualcosa di totalmente nuovo». A convincere pienamente Can ad accettare il ruolo in Bro è stata la personalità del suo personaggio: «Altro che tigre… con le donne sono un imbranato. Nella vita e nella serie Bro sono un po’ impacciato e imbranato».
Le riprese sono appena iniziate e già i fan sono in fermento, pronti a sostenere con tutte le forze il nuovo progetto del loro beniamino: «Ho imparato ad abituarmi a tutto questo – ha detto Yaman, riguardo al caloroso affetto del pubblico italiano. – L’affetto del mio pubblico mi onora e lo vivo come una grandissima responsabilità».
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