
Bajani, il vincitore (ovvio) del “Premio Strega 2025”
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L’anniversario, il romanzo grande favorito di questa settantanovesima edizione, ieri sera ha sbaragliato la concorrenza durante la finale romana del prestigioso riconoscimento letterario: una storia tagliente, uno sguardo sul patriarcato dal punto di vista del maschio. Grande assente il Ministro della cultura Alessandro Giuli.
Non ha tradito le aspettative questa settantanovesima edizione del “Premio Strega”, la cui finale, ospitata nel Ninfeo di Villa Giulia a Roma, si è tenuta ieri sera ed è andata in onda su Rai3. Ha vinto Andrea Bajani, da mesi il grande favorito della competizione con il suo L’anniversario, edito da Feltrinelli nel 2024. Una vittoria che è anche un omaggio, telefonato, alla grande casa editrice milanese che quest’anno compie l’anniversario (appunto) dei settant’anni. Così, dopo Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel 1959, Passaggio in ombra di Mariateresa Di Lascia nel 1994, Via Gemito di Domenico Starnone nel 2001 e, infine, Il viaggiatore notturno di Maurizio Maggiani nel 2005, Feltrinelli si aggiudica il quinto Premio Strega della sua storia editoriale grazie a Bajani.
Durante la serata, presentata da Pino Strabioli, Anna Foglietta e Filippo Timi, L’anniversario ha lasciato indietro gli altri finalisti con uno scarto notevole: vincendo con 194 voti, ha staccato Elisabetta Rasy e il suo Perduto è questo mare (Rizzoli), che ha totalizzato 133 voti, Nadia Terranova con Quello che so di te (Guanda) con 117 voti, Paolo Nori con 103 voti per Chiudo la porta e urlo (Mondadori) e, infine, Michele Ruol con 99 voti per Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia (TerraRossa). D’altra parte, Bajani è stato in testa fin dal primo scrutinio e ha mantenuto un netto distacco dagli altri colleghi in tutti e quattro i parziali.
Chi è Andrea Bajani?

Andrea Bajani ha accolto la vittoria con parole di ringraziamento: “Sono ventidue anni che pubblico libri. Gratitudine a quelli che hanno creduto in me, i lettori, gli editori. Quest’anno sono i 70 anni della Feltrinelli, che ha creduto in me”, ha detto l’autore visibilmente emozionato e, per farsi coraggio, ha bevuto un sorso dalla bottiglia del liquore Strega.
Nato a Roma il 16 agosto del 1975, Bajani è autore di romanzi e racconti, ma anche di reportage, opere teatrali e traduzioni di opere dal francese e dall’inglese. Il suo primo romanzo Morto un Papa risale al 2002, ma è nel 2005 che raccoglie i suoi primi consensi con Cordiali saluti, edito da Einaudi. Con Se consideri le colpe (del 2007) il suo nome si impone nel panorama letterario italiano e non solo, grazie alle traduzioni. Con quest’ultimo libro, infatti, vince i premi “Super Mondello”, “Recanati” e il “Premio Brancati” e arriva finalista al “Premio Bergamo” 2008 (risultato che otterrà di nuovo con Ogni promessa nel 2011 e con Un bene al mondo nel 2017). Tra i cinque finalisti del “Premio Strega” (e anche del “Premio Campiello”), Bajani era già arrivato nel 2021 con il romanzo intitolato Il libro delle case, ma in quell’occasione ha dovuto cedere il passo a Emanuele Trevi che trionfò con Due vite.
L’anniversario, ovvero lo sguardo del maschio sul patriarcato: un tema quanto mai attuale visto da una prospettiva diversa

«Contesto il patriarcato con lo sguardo del maschio”, così Bajani ha riassunto l’essenza del suo romanzo, specificando: “Mi hanno insegnato che la letteratura deve contestare la versione ufficiale e troppo spesso questa versione è quella patriarcale. Con L’anniversario ho avuto la necessità di contestarlo dal punto di vista di un maschio». L’anniversario, infatti, è una sorta di diario in prima persona di un ragazzo adulto che fugge dalla casa di famiglia dopo aver assistito per decenni alla prevaricazione dittatoriale e vittimistica paterna, come all’annullamento volontario e consapevole della figura materna. «È la storia di un inferno domestico», racconta ancora Andrea Bajani, «di un ragazzino e poi un adulto che vive dentro una famiglia pensando che sia normale vivere in un contesto dove un padre possa fare paura e una madre possa essere schiacciata da lui senza che ciò rappresenti nulla di scandaloso. In questo sistema, però, la porta di casa deve restare chiusa, quello che succede all’interno non deve uscire. Se succede qualcosa di brutto? Pazienza. Quindi il doppio passo è provare a raccontare questo: l’interno e l’esterno. Il protagonista a un certo punto celebra l’anniversario dei 10 anni dal giorno in cui andò via di casa, da quando ha aperto questa porta e ha cominciato a trattare la famiglia come qualsiasi altro legame, che se non funziona si può rompere».
Il Premio Strega e i rapporti (difficili) con i Ministri della cultura
In un’edizione che è volata via senza sorprese e colpi di scena, l’unica nota “frizzante” è stata la polemica tra l’organizzazione del “Premio Strega” e il grande assente, il Ministro della cultura Alessandro Giuli. Quest’ultimo, infatti, invitato a prendere parte alla finale, ha declinato, affermando di non aver ricevuto i cinque libri finalisti. “Registro il fatto – ha detto Giuli – che sono stato invitato alla serata del “Premio Strega”, sono stati carinissimi, però non ho ricevuto nessun contatto e nessun libro. È un po’ curioso che uno debba andare alla serata del “Premio Strega” non avendo ricevuto i libri per cui si organizza la serata”. Il Ministro aveva poi ironizzato: “Da Amico della Domenica sono diventato nemico della Domenica”, facendo riferimento al nome della giuria del premio. La replica della Fondazione non si è fatta attendere: “I rapporti con il Ministro sono sempre stati amichevoli, ci siamo salutati cordialmente in occasione dell’ultimo Salone del libro di Torino. Non gli abbiamo inviato i libri del premio perché chiediamo agli editori di spedirli unicamente alla giuria dello “Strega”, da cui si è dimesso il giorno stesso della sua nomina al Ministero della cultura”. Il direttore della Fondazione Bellonci, Stefano Petrocchi, prima della diretta su Rai3, ha inoltre rassicurato il pubblico dicendo: “Oggi abbiamo mandato i libri dei finalisti al ministro Giuli e da Berlino ha ringraziato tramite il suo ufficio”. Insomma, tutto è bene quel che finisce bene… ma pare proprio che i rapporti tra il “Premio Strega” e i Ministri della cultura ultimamente siano destinati a essere tesi.
Nel 2023, infatti, ci fu uno “scontro” tra Gennaro Sangiuliano, allora Ministro della Cultura, e la conduttrice del Premio, Geppi Cucciari. Alla domanda fatta al Ministro su quale fosse il suo giudizio dei libri finalisti, quest’ultimo rispose che avrebbe voluto approfondirli, al che Cucciari pronunciò la battuta diventata virale: “Ah, non li ha letti?!”. Sangiuliano non la prese bene e così nel 2024 disertò la finale.

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