Roma, la morte di Leonardo Fiorini è un giallo: indagato l’amico
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È un giallo la morte di Leonardo Fiorini, 27 anni, morto dopo essere precipitato dal terrazzo di un B&B a Roma, nella zona di Monteverde. Il gip di Roma ha convalidato il fermo dell’amico, David Stojanovic, ma non ha ancora emesso provvedimento di misura cautelare: per questo motivo il giovane è indagato a piede libero per l’omicidio dell’amico con cui avrebbe litigato in una camera d’albergo. La lite è stata confermata dai vicini, secondo cui i due erano arrivati alle mani nel terrazzo dell’appartamento, mentre altri confermano che Leonardo penzolava nudo dal balcone con l’amico che lo teneva per i piedi.
Nel corso dell’esame autoptico sono stati fatti anche i prelievi per il tossicologico. Anche l’uomo in stato di fermo sarà sottoposto a esami per accertare l’eventuale assunzione di droga. Entrambi erano residenti a Isola del Liri, in provincia di Frosinone, ma si trovavano a Roma. I due avevano fumato cannabis: nella casa è stato trovato anche un grammo e mezzo di hashish.

Il fatto è accaduto intorno alle 23 di giovedì: alcuni condomini hanno sentito i due ragazzi chiedere aiuto. «Correte, aiutatemi! Sfondate la porta e venite qui! Buttate i materassi in cortile»: questo è quello che hanno riferito i condomini nel racconto alle autorità su quanto accaduto. Poi David, che teneva l’amico per i piedi, non è riuscito a tenere la presa e il 27enne è caduto di sotto morendo sul colpo. Secondo David Stojanovic, oggi fermato, Leonardo voleva buttarsi dal balcone ma lui avrebbe cercato di impedirlo, una ricostruzione messa però in dubbio dal racconto di alcuni testimoni che sosterrebbero, invece, che lui sarebbe intervenuto solo dopo aver notato persone affacciate alle finestre.
Sul caso indagano adesso i carabinieri che hanno analizzato la camera del bed & breakfast, messa a soqquadro durante la lite, al fine di ricostruire le ultime ore trascorse insieme dai due ragazzi. Al vaglio degli investigatori anche i cellulari dei due amici per poter ricostruire se ci fossero state di recente delle incomprensioni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia San Pietro e gli specialisti del Nucleo investigativo che hanno effettuato a lungo i rilievi per isolare elementi utili a ricostruire gli ultimi istanti di vita di Leonardo. Intanto i genitori di Leonardo, tecnico informatico del ministero della Difesa, non credono al racconto dell’amico.
«Ho sentito mio figlio alle 21, un’ora prima che morisse, ed era tutto tranquillo. Nella sua voce non avevo notato niente di strano, sapevo che a dormire da lui andava David», racconta la made al quotidiano La Repubblica.

Diversa la versione di David: «Leonardo aveva iniziato ad avere dei raptus – ha raccontato dopo essere stato arrestato e messo ai domiciliari – si era alzato dicendo frasi sconnesse e prendendosi a schiaffi, si era tolto alcuni indumenti di dosso e altri se li è strappati, mi ha aggredito dandomi dei pugni, ha divelto il televisore e poi si è fiondato verso la porta finestra del balcone dicendo che voleva buttarsi di sotto. E quando era sul parapetto avrebbe anche detto – sempre secondo la versione di Stojanovic – “voglio cadere giù, lasciami andare”». Saranno le indagini a svelare la verità su un caso che secondo gli inquirenti non sarebbe stato un incidente.
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