Papa Leone ruggisce contro i potenti: «Il mondo è devastato da una manciata di tiranni»
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«Non piegare Dio ai propri obiettivi militari e politici». Non lo nomina mai Papa Leone, ma sono per Donald Trump i riferimenti del suo ultimo appello alla pace. «I signori della guerra fingono di non sapere che basta un attimo a distruggere, ma spesso non basta una vita a ricostruire – ha detto Leone XIV in missione in Africa – Guai a chi piega le religioni e il nome stesso di Dio ai propri obiettivi militari, economici e politici, trascinando ciò che è santo in ciò che vi è di più sporco e tenebroso».
Sono parole dure quelle pronunciate da Papa Leone XIV nella Cattedrale di San Giuseppe nella città di Bamenda, nel nord-ovest del Camerun, una delle due regioni anglofone protagoniste di un decennale conflitto indipendentista. Il Pontefice se la prende con i potenti che stanno decidendo le sorti del pianeta e non usa mezzi termini, prendendo la questione della guerra di petto e lanciando un monito contro coloro che continuano a combattere: «Il mondo è devastato da una manciata di tiranni eppure è tenuto insieme da una moltitudine di fratelli e sorelle solidali».

Non è mancata la risposta di Donald Trump, autore di numerose uscite contro il Pontefice nell’ultima settimana e di due post criticatissimi che lo mostrano prima nelle vesti di Gesù e poi come discepolo. Oggi altre parole contro Leone XIV: «Ho il diritto di non essere d’accordo con il Papa – ha detto Donald Trump – Non ho nulla da obiettare al fatto che possa dire ciò che vuole, ma io posso essere in disaccordo. È molto importante che il Papa capisca che l’Iran ha ucciso 42 mila persone totalmente disarmate, erano manifestanti, l’Iran non può avere un’arma nucleare. Ogni Paese, compresa l’Italia dove lui vive, sarebbe in pericolo». Intanto Trump attraverso il suo social Truth se la prende anche con il governo italiano, rincarando la dose dopo le accuse delle ultime settimane, in cui ha parlato del suo allontanamento dall’Italia e dalla premier Giorgia Meloni. «L’Italia non c’era per noi, noi non ci saremo per loro», ha tuonato il presidente degli Stati Uniti. Nell’attacco, Trump mette il link di un articolo del quotidiano britannico The Guardian riguardante la mancata concessione della base siciliana di Sigonella agli Usa.

Dal punto di vista del Papa il quadro drammatico dell’attualità è il campo di cui occuparsi. Le guerre e le conseguenti carenze alimentari sono gli argomenti del Pontefice a conclusione del suo viaggio in Africa, ricordando le varie guerre del mondo come situazioni “che spezzano il cuore”: «Le numerose forme di povertà – ha detto – che anche di recente interessano moltissime persone con una crisi alimentare in corso; la corruzione morale, sociale e politica, legata soprattutto alla gestione della ricchezza, che impedisce lo sviluppo delle istituzioni e delle strutture; i gravi e conseguenti problemi che interessano il sistema educativo e quello sanitario, così come la grande migrazione all’estero, in particolare dei giovani».

Sul fronte guerra, intanto, c’è una importante novità: Libano e Israele hanno concordato un cessate il fuoco. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente degli Stati Uniti in un post su Truth, dicendo di aver parlato sia con il presidente libanese Joseph Aoun che con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e di volerli invitare entrambi alla Casa Bianca. Successivamente. Netanyahu ha confermato di aver accettato il cessate il fuoco di 10 giorni.
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