
Almeno 300mila persone, secondo gli organizzatori, hanno protestato a Roma contro la guerra in Palestina nella marcia organizzata da Pd, M5s e Avs. Una manifestazione silenziosa in cui sono state esposte bandiere per la pace e pro Palestina, ma anche bandiere di Israele, insieme per chiedere uno stop ai bombardamenti su Gaza e la fine delle ostilità. In un corteo partecipatissimo, organizzato da settimane dalle forze di opposizione al governo, a parlare sono i leader dei tre partiti organizzatori, Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli per Avs e Giuseppe Conte. «Era una marea di gente, lo sguardo faceva fatica a individuare il confine estremo – ha commentato il leader del Movimento 5 Stelle – Vuol dire che c’è un’Italia sana e orgogliosa della propria storia e dei propri valori che sono quelli del Tricolore e della nostra Costituzione faticosamente edificati negli anni». Conte chiede uno stop alla complicità del governo “a queste atrocità”.

Tra la folla del corteo, i cui numeri diffusi dagli organizzatori sono stati ridimensionati in serata dalla Questura che parla di 50 mila persone, ci sono personalità politiche e artistiche: in piazza Vittorio, nonostante il caldo, sono presenti Nanni Moretti, Fiorella Mannoia, Paola Turci, Anna Foglietta, Paola Minaccioni ma anche l’ex presidente della Camera Roberto Fico (M5S), Nichi Vendola, l’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, oggi eurodeputato con Avs, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. I cori, pochi, sono per la “Palestina libera” e per la “fine dello steriminio”, ma è il silenzio che la fa da padrone, prima dei commenti finali. La leader del Pd Elly Schlein attacca in prima persona Giorgia Meloni: “Deve uscire dal silenzio complice – dice – Faccia atti concreti, non rinnovando il memorandum di collaborazione militare con Israele che, con la sua pulizia etnica, sta violando il diritto internazionale umanitario. Questa è la piazza più bella del Paese e siamo qui per dire basta al massacro – aggiunge Schlein -. Dobbiamo alzare la nostra voce, il mondo non può stare a guardare. Non può farlo l’Ue e non può farlo questo governo codardo di Giorgia Meloni».

Il corteo arriva nel pomeriggio in piazza San Giovanni, dove Paolo Fresu suona la tromba intonando una triste “Bella ciao”, a conclusione di una giornata che trova uniti i partiti della Sinistra. Bonelli, numero uno di Avs, si commuove sul palco ricordando i bambini morti a Gaza: “Grazie di essere qui in questa giornata difficile, sotto il sole. Noi lo dobbiamo – grida commosso – Abbiamo convocato questa piazza per trasformare l’Italia in un presidio di umanità. Vogliamo dare una opportunità al popolo italiano per schierarsi dalla parte dell’umanità, perché vedere l’orrore di Gaza è inaccettabile. Vedere una bambina con un orsacchiotto in mano tra le rovine di una casa demolita per fare posto a una colonia israeliana è inaccettabile. Non posso dimenticare il bambino di sei anni all’ospedale del Cairo, dove sono andato a visitare i feriti palestinesi, che svegliandosi ha chiesto alla sua mamma: ‘Dov’è la mia gamba?’ Non posso dimenticarlo”. Il leader del partito Alleanza Verdi e Sinistra si scaglia poi contro Salvini, prima di chiudere con gli altri esponenti sul palco, rilanciando un appello per il referendum di oggi, domenica 8 giugno, e domani, lunedì 9 giugno.
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