
Hamas libera gli ostaggi, oggi l’incontro per il piano di pace
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Dopo 736 giorni vengono rilasciati gli ostaggi del 7 ottobre 2023. I prigionieri palestinesi raggiungono casa con gli autobus. Il vertice a Sharm el Sheik con i leader internazionali per firmare la pace.
Come d’accordo, alle 7 di stamattina, Hamas, dopo 736 giorni da quel 7 ottobre 2023, ha liberato gli ostaggi israeliani. Prima 7, poi gli altri 13, rilasciati intorno alle 9:30. Tutti sono in buone condizioni e sono stati presi in carico dalla Croce Rossa per i controlli di routine. In piazza, ad aspettare gli ostaggi, una folla di quasi 100mila persone.
Nel pomeriggio arriveranno anche le salme dei 28 cadaveri. Per volere del governo israeliano non è stata trasmessa nessuna immagine del momento della liberazione, soltanto qualche fotografia, per non incentivare quella che è stata definita “la propaganda di Hamas”, ma l’evento storico porta a festeggiamenti e lacrime per i parenti dei famigliari, in attesa da oltre due anni. Gli ostaggi, dopo aver fatto videochiamate ai propri parenti, si sono ricongiunti con loro per una grande festa.
A Gaza tornano gli sfollati

Dall’altro lato della Striscia sono partiti autobus con i primi prigionieri palestinesi mentre decine di migliaia di palestinesi rimasti senza casa stanno tornando nei loro quartieri a Gaza, in una città ormai distrutta e tutta da ricostruire dopo il cessate il fuoco che regge dopo l’accordo della scorsa settimana. Hamas, secondo l’accordo, dovrà accettare il disarmo, come proposto nei 20 punti del piano per la pace. Nella giornata di ieri, nella Striscia è entrato un convoglio di 173 camion contenenti aiuti (generi alimentari e medicinali). Lo ha dichiarato oggi l’ufficio stampa di Hamas. Il convoglio includeva tre autobotti di gpl per le cucine a gas e sei camion a gasolio destinati al funzionamento di panetterie e generatori per gli ospedali. Se gli aiuti non sono sufficienti, nei prossimi giorni aumenteranno conseguentemente con l’attuazione del piano di pace di Trump.
Trump: "La cosa più importante che io abbia mai fatto"

Intanto il Presidente americano è atterrato a Tel Aviv dove è stato accolto dal premier israeliano Netanyahu: «Questo è un mio grande onore. Un grande e bel giorno. Un nuovo inizio – ha detto Donald Trump appena arrivato – Credo sia la cosa più importante che io abbia mai fatto». Il Presidente USA assicura poi una immediata ricostruzione della Palestina, nei luoghi in cui tutto è stato distrutto.
Nel pomeriggio a Sharm el Sheikh Trump terrà poi un vertice di pace al quale parteciperanno una ventina di leader internazionali. Tra questi è confermata la presenza del presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen,mentre pare che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu abbia dato forfait all’ultimocitando la coincidenza con la festività ebraica di Simchat Torah.
Giorgia Meloni: "Giornata storica"

In Italia si dice soddisfatta la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che scrive su X: “Oggi è una giornata storica. Gli ostaggi sono stati liberati: un risultato straordinario, frutto della determinazione della diplomazia internazionale e dell’attuazione della prima parte del Piano di pace del presidente americano Donald Trump”. L’entusiasmo per una giornata storica è descritto anche dal segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres: “Accolgo con grande favore la liberazione degli ostaggi israeliani trattenuti a Gaza – scrive su X -. Sono profondamente sollevato che abbiano riconquistato la libertà e che presto potranno riunirsi ai loro cari dopo le immense sofferenze che hanno sopportato. Esorto tutte le parti a sfruttare questo slancio e a onorare gli impegni presi nel quadro del cessate il fuoco per porre fine all’incubo a Gaza. L’Onu sta lavorando per sostenere tutti gli sforzi volti a porre fine al conflitto a Gaza e ad alleviare le sofferenze dei civili”.
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