Elisa Isoardi, la ragazza di provincia apre il suo “Bar Centrale” in TV
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Una nuova avventura televisiva aspetta Elisa Isoardi: da oggi, 4 ottobre, alle 14.00 debutta su Rai1 con Bar Centrale, un format che porta in TV l’atmosfera di uno dei luoghi più autentici e popolari d’Italia, il bar di paese. «Io sono una ragazza di provincia – ha affermato la conduttrice – Sono di Caraglio, sono cresciuta tra Caraglio e Monterosso Grana. Per me l’origine di provinciale è importantissima e la lego al mio essere sempre con i piedi per terra. Mia madre me lo ripeteva spesso da piccola: “non bisogna mai staccare i piedi da terra”. Ricordarsi questo già ti rende una persona solida».
Isoardi ha poi sottolineato l’importanza del bar, una delle tre istituzioni del paese insieme alla chiesa e alla farmacia: «Io ancora oggi, una delle prime cose che faccio quando torno al mio paese è passare al bar, per scoprire tutte le ultime notizie, quello che mi sono persa quando ero fuori. Il bar ti dà il bollettino del paese, perchè lì dentro passano tutti e quindi si sa tutto di tutti. E questo è quello che vogliamo anche riportare in tv con Bar Centrale».
Non un semplice talk, dunque, ma uno specchio dell’Italia vera, raccontata attraverso chiacchiere, notizie, curiosità e storie di comunità. L’abbiamo incontrata durante la presentazione del nuovo show dei palinsesti Rai dove ha raccontato il cuore del progetto.

Elisa, come vive questo ritorno in studio dopo Linea Verde?
«Ad agosto festeggio vent’anni in Rai e in questo tempo ho fatto davvero tanti programmi. Tornare in studio è come rientrare a casa: si mettono le valigie a posto, si cambiano i ritmi e si riparte con energia nuova».
Perché questo titolo?
«Perché il bar è un’istituzione, un luogo che tutti abbiamo sotto casa, al pari della chiesa o della farmacia. È il simbolo della provincia e dei valori che ci appartengono».
Che atmosfera troveremo al Bar Centrale?
«Sarà un sabato pomeriggio leggero e accogliente. Sarà una bella avventura! Parleremo delle notizie positive che sono passate in secondo piano durante la settimana e saranno poi discusse dalla provincia, ovvero da coloro che le vivono in prima persona. In studio, inoltre, avremo un gruppo di esperti. L’obiettivo è quello di dar vita a un format sereno, abbracciante e allegro».
Chi l’accompagnerà in questa nuova avventura?
«Avrò al mio fianco personalità come Serena Bortone che sarà un po’ la mia “amica geniale”, quella sempre informata su tutto; lo scrittore e poeta Davide Rondoni che sorprenderà tutti; Rosanna Lambertucci che possiamo considerare come l’amica di tutte le donne di cui ci farà apprezzare ogni sfumatura. Non mancherà neanche un filosofo a sorpresa come Gigi Marzullo con le sue particolarissime visioni; e infine anche un bel barista, che è stato selezionato ascoltando il consiglio di mia madre in rappresentanza del pubblico femminile italiano».

Ci saranno ospiti vip?
«Noi abbiamo la nostra compagnia di giro, ma se dai nostri bar passeranno anche persone famose, perché no! Ogni settimana saremo in collegamento con un bar diverso, dal nord al sud del Paese e anche i vip vanno al bar. Ma il vero focus è dato dalla gente comune che frequenta il bar, che è uno dei luoghi conviviali per un paese, come il parrucchiere, la farmacia o la parrocchia. Sono convinta che le persone sole nelle grandi città lo siano molto di più rispetto a quelle che abitano in provincia. Il paesino rende più solidi, tiene sempre con i piedi ben piantati in terra».
Seguirà anche la cronaca e la politica?
«No, non siamo e non vogliamo essere una testata giornalistica. Per quello c’è Alberto Matano che fa un ottimo lavoro dal lunedì al venerdì. Noi gli diamo idealmente il cambio al sabato. Le notizie saranno il nostro stimolo, ma parliamo di notizie curiose, di costume e società, di realtà anche positive che vogliamo portare alla luce, inquadrandole dai diversi punti di vista».
Per la serie: «Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo»…
«Non abbiamo la presunzione di voler cambiare il mondo, ma speriamo di farlo crescere gettando qualche buon seme…Il bar è il luogo democratico per antonomasia, dove ognuno può entrare e dove tutti si sentono liberi di parlare, di fare quattro chiacchiere “in libertà”, appunto».
Il sabato pomeriggio non è una fascia semplice: paura della sfida?
«Sappiamo che non è facile, ma la sfida è stimolante. Non pensiamo solo agli ascolti: vogliamo fare un programma ben costruito, di servizio pubblico e, soprattutto, che arrivi al cuore della gente».
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