Aspettando il “Premio Strega 2025”: ecco i cinque finalisti!
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In attesa di conoscere chi sarà il vincitore del “Premio Strega 2025” il prossimo 3 giugno, scopriamo insieme la cinquina dei libri finalisti che si sfideranno al Museo Nazionale Etrusco di Valle Giulia di Roma. Se siete in cerca di titoli interessanti da mettere in valigia per i week-end d’estate o per le vostre vacanze, lasciatevi ispirare…
Come ogni anno, si avvicina a grandi passi l’appuntamento più atteso dai buoni lettori italiani: la serata finale della settantanovesima edizione del Premio Strega 2025, il riconoscimento letterario più importante in Italia, ideato dalla scrittrice Maria Bellonci, si terrà giovedì 3 luglio nel giardino del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e verrà trasmessa, come da tradizione, in diretta TV su Rai 3.
Intanto, in diretta dal Teatro Romano di Benevento, è stata finalmente svelata la cinquina dei finalisti, i cinque libri che hanno superato l’ultima fase di selezione, iniziata con ottantuno libri e proseguita con la scrematura che ha portato il totale dei libri in lizza a dodici. Scopriamo insieme quali titoli sono stati scelti dalla giuria, presieduta quest’anno da Donatella Di Pietrantonio, vincitrice del Premio Strega 2024 con L’età fragile…
Il primo posto se l’è aggiudicato Andrea Bajani
A guidare la cinquina finalista è L’anniversario (Feltrinelli) di Andrea Bajani, che si è accaparrato 280 voti. L’autore racconta i micidiali intrecci di una famiglia opprimente. «È un libro che ha un doppio passo: da un lato il racconto dell’inferno domestico, dall’altro il distacco di chi pensa: “di tutto questo posso dire la mia versione“», spiega Bajani, già finalista al “Premio Strega” e “Campiello” nel 2021 con Il libro delle case (Feltrinelli). L’autore ha così il primo posto della classifica provvisoria: «È una fase di mezzo, un transito. La sto vivendo bene, a me sembra tutto una grande festa, una festa di civiltà in un momento come questo di violenza dilagante nel mondo, in cui siamo distrutti da guerre planetarie, da odi dentro e fuori dalle famiglie, da odio generalizzato, da una incapacità di gestire il mondo che sta dimenticando tutti. Mi sembra che questa cosa qui, il “Premio Strega”, sia non solo una festa, ma un atto di militanza e civiltà nell’andare in giro. Se vado in giro a fare per un momento quello che tira il gruppo, sono contento di fare la mia parte».
Secondo e terzo posto al femminile: Terranova e Rasy

Al secondo posto troviamo Nadia Terranova con Quello che so di te (Guanda), che si è aggiudicato 226 voti. L’autrice dà voce a una vicenda familiare molto dolorosa, quella della bisnonna Venera, che ha vissuto l’esperienza del manicomio. «Ho ritrovato la cartella della mia bisnonna, internata nel 1928 per undici giorni, ed è finita dentro il romanzo in un corpo a corpo con la scrittura letteraria», spiega la scrittrice.
Il terzo posto è andato a Elisabetta Rasy con Perduto è questo mare (Rizzoli), con un totale di 205 voti. Il libro viaggia sul duplice binario del difficile affetto filiale e di un grande sentimento d’amicizia con lo scrittore Raffaele La Capria (amico di Rasy, scomparso nel 2022) a cui fa da sfondo Napoli e il suo mare, che è allo stesso tempo una città ammaliatrice e desolata. «Ho scritto molto di madri, c’era questa zona buia del regno dei padri. Un padre amato e perduto e un amico trovato. Attraverso la vita degli altri noi scopriamo la nostra vita», ha commentato la scrittrice.
Quarto e quinto posto: un ex aequo…

Per il quarto e quinto posto abbiamo un ex aequo: Paolo Nori con Chiudo la porta e urlo (Mondadori) e Michele Ruol con il suo primo romanzo Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia (editore indipendente Terra Rossa): entrambi hanno totalizzato 180 punti. In Chiudo la porta e urlo va in scena un gioco di specchi tra le poesie di Raffaello Baldini e l’autobiografia di uno scrittore sessantenne. Schegge narrative sul senso della vita e della letteratura in un amarcord di affetti e letture sempre in bilico tra italiano e dialetto. In Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia, Ruol, di professione medico anestesista e già vincitore del Premio Berto nel 2024, racconta la perdita di due figli e il lutto entrando nell’intimità dei personaggi attraverso le loro impronte lasciate sugli oggetti. «Questo romanzo parla di dolore e si apre con una morte, ma volevo raccontare quello che succede dopo», ha rivelato l’autore.
Questa graduatoria però non avrà rilevanza il prossimo 3 luglio durante la finale, perché la cinquina concorrerà alla pari: i libri, infatti, ricominceranno la loro gara da zero perché i voti che hanno dato loro accesso alla finale verranno azzerati.
I grandi esclusi (e delusi)…
Grande delusione per gli esclusi tra cui ricordiamo: Giorgio van Straten con La ribelle. Vita straordinaria di Nada Parri (159 voti), Saba Anglana con La signora Meraviglia (145 voti), Renato Martinoni con Ricordi di suoni e di luci. Storia di un poeta e della sua follia (117 voti) e Wanda Marasco con Di spalle a questo mondo, ferma a 114 voti.
Il “Premio Strega Giovani” e quello “Premio Strega Europeo”

L’anniversario (Feltrinelli) di Andrea Bajani lo scorso 3 giugno si è aggiudicato anche il “Premio Strega Giovani”, assegnato al Teatro Comunale di Cardito (Napoli) da una giuria composta da ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni, provenienti da oltre 100 scuole secondarie di secondo grado in Italia e all’estero. Bajani ha ottenuto 97 preferenze su un totale di 595 voti, battendo Nadia Terranova (62 voti) e Valerio Aiolli, autore di Portofino blues (Roland) con 56 voti.
A maggio, invece, è stato annunciato il vincitore del “Premio Strega Europeo”, organizzato anche quest’anno con il Salone internazionale del libro di Torino. Le autrici e gli autori selezionati hanno presentato al Salone i rispettivi libri in gara, nell’ambito di in un incontro individuale. Al Premio Strega Europeo hanno concorso cinque scrittori recentemente tradotti e pubblicati in Italia che hanno vinto nei Paesi di provenienza un importante riconoscimento nazionale.
A trionfare è stato nella dodicesima edizione del Premio Strega Europeo è stato Paul Murray con Il giorno dell’ape (Einaudi), un irresistibile romanzo famigliare di desideri, solitudini e macerie senza fine ma, forse, con un inizio preciso. A vincere il premio non è stato soltanto Murray, ma anche Tommaso Pincio, traduttore del libro per il pubblico italiano.
Breve storia del “Premio Strega” e qualche curiosità

Come anticipato, il premio letterario nasce grazie a un’idea di Maria Bellonci (Rinascimento privato, Lucrezia Borgia). Nell’ormai lontano 1944, la scrittrice organizzò un salotto letterario a Roma, per ospitare alcuni tra i più grandi intellettuali e artisti dell’epoca. Parliamo di personalità del calibro di Carlo Emilio Gadda, Moravia, Elsa Morante, Giuseppe Ungaretti e Carlo Levi e per l’illustre cenacolo viene ideato il nome di “Amici della domenica”, traendo spunto dal giorno in cui si tenevano le riunioni. Gli “Amici della domenica” decisero di creare un nuovo premio letterario, più democratico rispetto a quelli già esistenti: nasce così il Premio Strega, la cui prima edizione si tenne nel 1947.
La prima edizione del 1947 fu vinta da Ennio Flaiano con il romanzo Tempo di uccidere. Tra i vincitori Premio Strega storici ricordiamo anche Cesare Pavese, Alberto Moravia, Elsa Morante, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Natalia Ginzburg, Primo Levi, Umberto Eco.
Ma perché si chiama Premio Strega? La prima edizione della competizione letteraria fu finanziata da Guido Alberti, esponente della famiglia titolate dell’azienda del famoso liquore alle erbe “Strega”. Da qui il nome del premio!


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