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La transizione da “prete influencer” a personaggio televisivo a tutto tondo sembra ormai completata. A pochi mesi dall’addio all’abito talare, Alberto Ravagnani è pronto a fare il suo ingresso ufficiale nel mondo del grande intrattenimento catodico. Sarà infatti uno dei concorrenti ufficiali della prossima edizione di Ballando con le Stelle, lo show del sabato sera di Rai 1 condotto da Milly Carlucci in onda a partire dal prossimo 3 ottobre su Rai 1. Una svolta pop che sta facendo discutere, soprattutto per le modalità e la narrazione estetica che l’ex sacerdote ha deciso di adottare sui propri profili social.

L'ufficializzazione della sua presenza nel cast del talent show è arrivata dai canali social del programma, attraverso un video-annuncio registrato da Ravagnani direttamente dalla Thailandia. Le sue parole non lasciano spazio a dubbi sulla natura di questo suo nuovo percorso di vita, fortemente incentrato sulla fisicità: «Combattere e ballare. Sono le due cose che ho sempre rimpianto di non saper fare. Sembrano opposte, ma in realtà sono la stessa cosa, due modi per far parlare il corpo. Ho sempre detto tante tante parole. Adesso è il momento in cui voglio riappropriarmi del mio corpo e dargli voce».

Se l’obiettivo dichiarato era “dare voce al corpo”, si può dire che Ravagnani stia riuscendo nell’intento in modo decisamente rumoroso. Nelle ultime settimane, i suoi profili si sono popolati di scatti che poco hanno a che fare con il misticismo e molto con il fitness: selfie in bagno a torso nudo in boxer griffati e pose in costume da bagno arancione sulle spiagge asiatiche hanno mostrato un fisico scultoreo e addominali d’acciaio.
L’ex don Alberto ha spiegato la sua scelta attraverso una serie di profonde riflessioni. Ha dichiarato, ad esempio, di aver vissuto a lungo il proprio fisico come un tabù, convinto in passato che trascurarsi lo rendesse più santo. Per anni, ha detto infatti, a causa di insicurezze personali e moralismi, ha teso a coprirsi. Oggi rivendica invece la volontà di superare giudizi e rigidezze, riscoprendo anche il valore spirituale del corpo. Ha espresso, così, il forte desiderio di sentirsi finalmente libero di vivere, potenziare e mostrare il proprio corpo senza quei moralismi o insicurezze di cui sopra.
La reazione del web è stata immediata e polarizzata. Da un lato c’è chi applaude alla sua ritrovata libertà espressiva, dall’altro chi lo accusa di un esibizionismo fin troppo sfacciato per chi fino a ieri parlava dal pulpito. Lui si difende dicendo: «Ora mi sento finalmente libero di vivere, usare e mostrare il mio corpo. Voglio viverlo con la libertà dei figli di Dio». Ma è evidente che la provocazione visiva è diventata ormai il suo principale motore di engagement.

Quella di Alberto Ravagnani non è una parabola isolata, ma segue un copione mediatico che il pubblico italiano ha già imparato a conoscere. Il paragone più immediato e inevitabile è quello con Cristina Scuccia, l’ex Suor Cristina trionfatrice di The Voice of Italy.
Anche nel suo caso, l’addio al velo non è coinciso con un ritorno alla vita privata, bensì con un’accelerazione mediatica che l’ha portata prima a calcare i salotti televisivi in abiti civili e poi a naufragare all’Isola dei Famosi. La dinamica sembra la stessa: la sconsacrazione che si trasforma in un brand, la liberazione dai vincoli religiosi che passa necessariamente per l’esposizione del corpo e la scalata ai palinsesti televisivi. Per entrambi, infatti, il momento di rottura definitivo con il passato è stato sancito da un forte cambio d’immagine che ha ridefinito il rapporto con il proprio corpo.
Se per Cristina Scuccia il simbolo della svolta è stato presentarsi in TV in tailleur pantalone rosso, con piercing al naso e tacchi a spillo (e successivamente in bikini all’Isola dei Famosi), per Alberto Ravagnani è stato lo scatto in slip Calvin Klein che ha messo in mostra i muscoli e gli addominali scolpiti. Resta da capire se il pubblico premierà questa svolta muscolare e danzante o se la pista di Ballando con le Stelle si rivelerà per l’ex prete più scivolosa del previsto.
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