Addio a Gino Paoli, l’ultimo poeta della canzone italiana: se ne va a 91 anni dopo mesi di dolori personali
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È morto Gino Paoli a 91 anni: il grande cantautore scompare dopo un periodo segnato dalla perdita del figlio Giovanni e dell’amica di sempre Ornella Vanoni.
Si è spento oggi, a 91 anni, Gino Paoli, e con lui se ne va una voce che ha saputo attraversare decenni senza mai perdere la sua autenticità, il suo carisma. È venuto a mancare un artista che, nonostante i tumulti e le tendenze, è sempre rimasto fedele a uno stile essenziale, intimo e profondamente umano. Autore di capolavori come Il cielo in una stanza e Sapore di sale, Paoli è stato molto più di un cantautore: è stato un interprete del tempo, uno scultore di emozioni capace di trasformare sentimenti privati in patrimonio collettivo.
Con la sua dipartita si chiude idealmente la stagione irripetibile della scuola genovese, quella che ha rivoluzionato il modo di scrivere canzoni in Italia, portando dentro la musica una nuova consapevolezza, una verità emotiva prima di allora inedita. Paoli, con il suo timbro caldo e le sue parole mai banali, è rimasto fino alla fine uno degli ultimi testimoni di quell’epoca straordinaria. Se n’è andato così l’ultimo poeta della canzone italiana.
Gli ultimi mesi tra dolore e perdite personali
Gli ultimi tempi della vita di Paoli sono stati segnati da un dolore profondo e stratificato, che lo aveva progressivamente allontanato dalla scena pubblica. Nel 2017 Gino Paoli fu operato per un aneurisma dell’aorta addominale. Negli anni della pandemia, poi, ha subito a più riprese gli strascichi del Covid, soffrendo di una sorta di affaticamento persistente di cui aveva inevitabilmente risentito.
La vita, poi, con lui non è stata clemente. Giusto un anno fa era morto il figlio primogenito Giovanni, giornalista, colpito da un infarto improvviso a soli 60 anni. Una perdita devastante, che il cantautore aveva vissuto come una ferita innaturale e insanabile, più volte raccontata con lucidità e amarezza.
A quel lutto si era aggiunta, pochi mesi dopo, lo scorso novembre, la scomparsa di Ornella Vanoni. Per Paoli non si trattava soltanto della perdita di una collega, ma di una presenza fondamentale nella sua vita, una figura con cui aveva condiviso una parte decisiva del proprio percorso umano e artistico. La loro storia, nata negli anni ’60, è stata un intenso e tormentato legame artistico e sentimentale. Il loro amore ha ispirato brani immortali come Senza fine e Che cosa c’è e, nonostante l’addio, i due sono rimasti legati da una profonda amicizia e da una grande stima reciproca, definendosi a vicenda come un amore “senza fine”.
La morte del figlio e quella di Ornella, sono stati per Paoli due colpi ravvicinati che lo avevano reso ancora più fragile, accentuando una solitudine che nelle sue ultime apparizioni emergeva con forza. Eppure, proprio in questa vulnerabilità risiedeva la sua grandezza: la capacità di restare umano, sempre.

Una carriera che ha attraversato generazioni
Nato nel 1934, Paoli è stato protagonista assoluto della trasformazione della musica italiana in forma d’arte. Dalla stagione dei cantautori genovesi fino alle collaborazioni con artisti di generazioni diverse, ha costruito un percorso coerente e profondamente personale, senza mai cedere alle mode ma rimanendo sempre riconoscibile. Le sue canzoni sono diventate classici intramontabili, reinterpretati da grandi voci e ancora oggi capaci di parlare a pubblici diversi.
Il suo modo di scrivere ha influenzato intere generazioni di autori, contribuendo a definire un’idea di canzone come racconto intimo e universale allo stesso tempo. Anche negli anni più recenti, Paoli aveva continuato a riflettere sulla vita e sul tempo, mantenendo uno sguardo lucido e spesso disincantato.
Come pochi, era capace di mettere a nudo le proprie fragilità senza mai trasformarle in artificio. La sua forza è stata proprio questa: raccontare la vita per quello che è, senza abbellimenti, accettandone le contraddizioni e le ombre.
Oggi resta la sua musica, un’eredità immensa che continua a vivere nelle parole e nelle emozioni che ha saputo fissare nel tempo. Canzoni che non smettono di parlare, di commuovere, di raccontare ciò che siamo stati e ciò che, in fondo, continuiamo a essere.

Ornella Vanoni e Gino Paoli, una storia unica
Quella tra Gino Paoli e Ornella Vanoni è stata una delle relazioni più intense e simboliche della musica italiana. Un legame nato negli anni Sessanta, fatto di amore, passione, conflitti e reciproca ispirazione, che ha lasciato un segno indelebile non solo nelle loro vite ma anche nella storia della canzone d’autore. La loro unione, mai completamente spezzata nemmeno dopo la fine della relazione sentimentale, si è trasformata nel tempo in un dialogo artistico continuo, fatto di collaborazioni, ricordi e dichiarazioni pubbliche cariche di affetto e nostalgia. Insieme hanno contribuito a creare un linguaggio nuovo, più diretto e sincero, capace di raccontare i sentimenti senza filtri, anticipando una sensibilità che sarebbe diventata centrale negli anni successivi.

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