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Usa e Iran firmano l’accordo per la pace: inizia il negoziato dei 60 giorni
CopertinaAttualità

Usa e Iran firmano l’accordo per la pace: inizia il negoziato dei 60 giorni

Alan David Scifo
Alan David Scifo
Giugno 18, 2026

In questo articolo

      • L’accordo è stato firmato digitalmente. Annullata per motivi logistici la cerimonia del patto prevista in Svizzera, si lavora per liberare Hormuz, mentre gli Usa permettono il passaggio delle navi iraniane.
  • Passano le prime navi
  • Le reazioni di Italia e Germania

L’accordo è stato firmato digitalmente. Annullata per motivi logistici la cerimonia del patto prevista in Svizzera, si lavora per liberare Hormuz, mentre gli Usa permettono il passaggio delle navi iraniane.

È stato firmato digitalmente il memorandum per la fine del conflitto in Medio Oriente. La firma è stata apposta dagli Stati Uniti e dall’Iran, facendo entrare in vigore l’accordo. Le conferme arrivano da entrambi gli schieramenti nonostante sia stata annullata la cerimonia prevista a Lucerna, in Svizzera. Secondo fonti diplomatiche, il cambio di programma è stato causato da problemi logistici e da questioni di sicurezza emerse nelle ultime ore, che hanno spinto le parti a evitare l’incontro bilaterale di persona. Intanto il vicepresidente Usa JD Vance ha riferito sui dettagli del memorandum spiegando che il periodo di 60 giorni per il negoziato con Teheran inizia da oggi.

Passano le prime navi

Iran, migliaia di morti tra gli oppositori al regime. Atteso l’intervento di Trump 

Le forze americane hanno revocato il blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti e dalle aree costiere dell’Iran. Lo afferma il Centcom. «Resteremo nell’area generale per assicurarci che tutti gli aspetti dell’accordo vengano rispettati», ha messo in evidenza. Gli Stati Uniti hanno già fatto passare 12 navi iraniane dalla firma dell’accordo con Teheran. Lo ha detto Jd Vance in una conferenza stampa aggiungendo che lo stretto di Hormuz “è aperto”. Sul fatto è intervenuto anche l’altro protagonista della guerra, il premier israeliano Benjamin Netanyahu: «Ci attendono ulteriori sfide, che richiedono sangue freddo, una posizione ferma sui nostri interessi di sicurezza e, al tempo stesso, la salvaguardia della relazione vitale con i nostri amici americani che ci hanno sostenuto fianco a fianco in questa lotta, una partnership che apprezziamo profondamente».

Le reazioni di Italia e Germania

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani (71 anni) è stato il primo ad invitare i cittadini a non andare a votare per il referendum dell'8 giugno. @ Shutterstock,
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani (71 anni).

La Farnesina segue con attenzione lo sviluppo delle trattative. Fonti del Ministero degli Esteri italiano esprimono un cauto ottimismo, definendo l’accordo un passo necessario per la stabilizzazione della regione mediorientale, pur sottolineando l’importanza del rispetto dei controlli nei prossimi 60 giorni. Con la firma del testo inizia infatti la fase di esame dei contenuti, che vedrà il Congresso americano impegnato nella revisione dei punti relativi alle sanzioni economiche e ai controlli strategici. Si muovono le grandi: la Germania sta inviando due navi nel Mar Rosso in preparazione di una possibile missione militare nello Stretto di Hormuz, lo ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, che questa mattina ha detto ai giornalisti, in vista di un incontro con i suoi omologhi della Nato a Bruxelles: «In questo momento, il nostro dragamine Fulda e la nave da rifornimento Mosel stanno attraversando il Canale di Suez in direzione del Mar Rosso». Pistorius ha precisato che, prima di qualsiasi partecipazione a un’operazione di sminamento, sarà necessaria l’approvazione dell’Iran e dell’Oman, aggiungendo che qualsiasi missione dipenderà anche dagli sviluppi dei futuri colloqui tra l’Iran e gli Stati Uniti. La notizia arriva dopo che ieri sera Donald Trump ha affermato che gli alleati europei avevano accettato di aiutare gli Stati Uniti a liberare lo Stretto di Hormuz per garantire un passaggio sicuro, senza però specificare quali Paesi si fossero dichiarati disponibili a fornire assistenza. Il segretario alla difesa Usa, Pete Hegseth, ha ribadito che vi sono Paesi europei disposti a intervenire per garantire la sicurezza dello Stretto. 

Tags:

Benjamin NetanyahuguerraIranTrumpUSA

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