Garlasco, Sempio non risponde ai Pm ma spuntano le intercettazioni che lo incastrerebbero
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Spuntano nuove intercettazioni di Andrea Sempio. L’esclusiva del Tg1 svela infatti cosa c’è alla base della nuova indagine per il delitto di Chiara Poggi. Durante l’interrogatorio, durato 4 ore, in cui Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere, gli inquirenti avrebbero presentato delle intercettazioni a Sempio. All’unico indagato sarebbe stato fatto leggere uno stralcio di un’intercettazione dello scorso aprile in cui, in un soliloquio in macchina, lui stesso avrebbe ammesso di “aver visto i video intimi di Chiara e Alberto Stasi”. E di aver chiamato tre volte a casa Poggi nei giorni prima del delitto non per controllare se il fratello della vittima, Marco Poggi, fosse a casa, ma per tentare un approccio con la stessa Chiara. Secondo la ricostruzione degli investigatori, nell’inchiesta portata avanti dll’aggiunto Stefano Civardi e delle pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, Chiara Poggi lo avrebbe respinto, chiudendogli il telefono in faccia. Da questo rifiuto nascerebbe poi l’omicidio, avvenuto nel 2007, per cui oggi è stato condannato Alberto Stasi, a 16 anni di carcere. Alla base delle indagini c’è anche la nota impronta 33 e l’esito degli accertamenti genetici sul materiale biologico trovato sulle unghie di Chiara. Nelle intercettazioni, ammetterebbe di aver visto il video intimo di Chiara Poggi e Alberto Stasi e ricorderebbe la sua proposta respinta di vedersi. E poi, imitando una voce femminile, direbbe: «Lei mi ha messo giù… E ha messo giù il telefono… Ah, ecco che fai la dura (ride, ndr.), ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco».

Il giorno dell’omicidio, secondo i pm, Sempio avrebbe fatto irruzione in casa Poggi e avrebbe aggredito la ragazza con un oggetto contundente: almeno 12 i colpi al viso e in testa, si legge nel capo di incolpazione. Un omicidio che, per il procuratore aggiunto Stefano Civardi e per le pm Valentia De Stefano e Giulia Rizza, è avvenuto con “crudeltà verso la vittima” per l’efferatezza dovuta al numero e l’entità delle ferite inferte e per motivi abietti “riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto”. Adesso si attende la contromossa di Andrea Sempio che ieri ha fatto scena muta e che, probabilmente, vorrà studiare i nuovi documenti prima di rendere dichiarazioni. «Dobbiamo ancora parlare bene – ha detto Angela Taccia – avvocato di Sempio. Lui ha contestualizzato tutto quello che doveva contestualizzare a noi, non c’è niente di incredibile. Noi aspettiamo di sentire le intercettazioni e dopo trarremo le conclusioni. Lui non ha parlato con Chiara, lui stava semplicemente ascoltando una trasmissione o podcast e stava semplicemente scimmiottando una teoria che lui non condivide».

Nella stessa giornata, intanto, è stato sentito anche Marco Poggi, fratello di Chiara, già sentito a marzo dell’anno scorso e il 20 maggio successivo a Mestre lo stesso giorno in cui Sempio non si presentò in procura per l’interrogatorio. «Non avendo mai avuto nulla da nascondere, Marco Poggi ha risposto anche in questa occasione a tutte le domande che gli sono state rivolte – ha scritto in una nota Francesco Compagna, legale del fratello di Chiara Poggi – Alla luce della sua nota decisione di non partecipare in alcun modo, ha inoltre avuto modo di apprezzare l’attenzione con la quale il procuratore ha inteso tenerlo al riparo dalle inevitabili attenzioni dei giornalisti presenti a Pavia».
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