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Giornata Mondiale dell’Endometriosi, vivere meglio si può: i consigli dell'esperto
Salute

Giornata Mondiale dell’Endometriosi, vivere meglio si può: i consigli dell’esperto

Silvia Santori
Silvia Santori
Marzo 28, 2026

In questo articolo

  • Equilibrio nella pratica sportiva
  • Alternare alimenti con glutine e senza
  • L’endometriosi: una patologia troppo spesso sottovalutata
  • Celebrità e testimonianze per parlare dell'endometriosi
Complessa, spesso invalidante e ancora sottodiagnosticata, l’endometriosi richiede un approccio multidisciplinare: nella Giornata Mondiale dell’Endometriosi ne parliamo con il dott. Ferdinando A. Giannone, biologo ricercatore e nutrizionista. Inoltre, marzo si è tinto di rosa in tutta Italia e, nell’ultimo weekend del mese (28-29 marzo 2026), l’A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi rinnova l’appuntamento con “I Fiori della Consapevolezza”, iniziativa nazionale dedicata all’informazione e al sostegno delle donne che convivono con questa patologia cronica.

Le vetrine dei negozi di tutta Italia a marzo si sono tinte di rosa per il mese della consapevolezza, che culmina nella Giornata Mondiale dell’Endometriosi. «Non c’è cibo che diventa medicina, ma ci sono atteggiamenti sullo stile di vita che possono alleviare il dolore e migliorare le cure». Il dott. Ferdinando A. Giannone, biologo ricercatore e nutrizionista, unisce pazienti volontarie di tutta Italia impegnate nel creare consapevolezza e fare informazione su questa malattia, che colpisce circa 3 milioni di donne solo nel nostro Paese, ma è diagnosticata con circa 10 anni di ritardo. Con lui, che si occupa di dare sostegno alle pazienti sui sani stili di vita e sull’alimentazione, abbiamo parlato della relazione tra cibo, nutrizione ed endometriosi.

Giornata Mondiale dell’Endometriosi, vivere meglio si può: i consigli dell'esperto
Dottor Ferdinando A. Giannone, biologo ricercatore e nutrizionista. © Lorenzo Moreni

Equilibrio nella pratica sportiva

Come incide l’alimentazione sull’endometriosi?
«L’endometriosi è una malattia cronica, che dura nel tempo ed è a base infiammatoria. Per comprenderne la relazione con l’alimentazione non possiamo parlare solo di ciò che bisogna mangiare, ma di tutto lo stile di vita che le donne possono assumere per far progredire più lentamente la patologia, diminuire i sintomi e far funzionare meglio le terapie mediche. L’atteggiamento e lo stile di vita valgono tanto quanto gli ingredienti che si portano in tavola».

Giornata Mondiale dell’Endometriosi, vivere meglio si può: i consigli dell'esperto
Fare sport fa bene, ma con il giusto equilibrio. © Freepik

Quali sono gli atteggiamenti che le donne con endometriosi devono evitare?
«Ad esempio, in merito all’attività fisica, non bisogna esagerare con sport che possano sovraccaricare il pavimento pelvico, che di solito è la parte dove c’è l’infiammazione. È giusto avere una buona muscolatura e mantenere il peso nella norma, ma anche evitare workout molto aerobici o fare sport agonistici nella pesistica, la bicicletta o l’equitazione. Chi fa molta palestra e aumenta l’introito di proteine, infiamma la zona pelvica e questo aumenta il dolore e non aiuta la terapia farmacologica.

Stesso discorso vale per chi è sedentaria e in sovrappeso e mette molti zuccheri in circolo. Gli zuccheri possono stimolare ormoni estrogenici, che gettano benzina sulla malattia. È bene, dunque, trovare il giusto equilibrio: fare sport che abbinino respirazione, attività moderata e flessibilità della muscolatura, come ad esempio lo yoga e il pilates, lavorare su stretching e attività antistress».

Quali sono gli alimenti che possono acuire i dolori dell’endometriosi?
«Le sostanze eccitanti, come caffè, tè, che mettono più estrogeni in circolo. Le donne con endometriosi hanno normalmente più estrogeni in circolo, in particolare con il picco mestruale gli estrogeni fanno crescere il tessuto dell’endometrio e dunque provocano più dolore. Ci sono poi i grassi saturi, presenti nei cibi animali, come insaccati e formaggi, che possono peggiorare la condizione della malattia.

Questo dipende dalla dose, dalla frequenza, dalla qualità e dall’origine del cibo che mangiamo. Assaporare un formaggio una volta a settimana prodotto con il latte di un animale che è vissuto all’aperto, che ha mangiato bene, ha camminato, ha corso, non ha un impatto negativo sulla salute. Stessa cosa vale se scelgo un burro di malga, di vacche che hanno mangiato erba. I prodotti da allevamenti intensivi hanno più grassi e una qualità di grassi peggiore, e i grassi sono infiammatori».

Giornata Mondiale dell’Endometriosi, vivere meglio si può: i consigli dell'esperto
Prediligere prodotti biologici. © Freepik

Meglio quindi il cibo biologico?
«Bisogna prediligere prodotti e carni di animali vissuti allo stato brado o provenienti da allevamenti biologici. Ci sono sostanze, utilizzate per produrre cibo, che influiscono sugli ormoni. Ad esempio, i pesticidi con cui si coltiva frutta e verdura: ce ne sono alcuni che si definiscono interferenti endocrini, proprio perché incidono sugli ormoni e questo può influire su alcune malattie, come l’endometriosi, anche se sono nei limiti di legge. Meglio frutta e verdura biologica. E che non sia avvolta in plastiche che possono rilasciare interferenti ormonali. Il consiglio è seguire un’alimentazione dove qualità e quantità del grasso siano controllate».

Alternare alimenti con glutine e senza

Quali alimenti preferire se si ha l’endometriosi?
«L’endometriosi è una malattia dalle tante sfaccettature. In base alla zona del corpo che ha colpito l’endometriosi o la storia clinica della paziente, bisogna capire quali alimenti si possono ridurre e quali preferire, come quelli ricchi di minerali, vitamine e molecole bioattive che hanno effetto antiinfiammatorio, antiossidante. Dunque, è bene prediligere cibi vegetali di tanti colori diversi, variare la stagionalità, il sapore e il gusto e la parte delle piante che viene utilizzata. Nel colore dei vegetali ci sono sostanze utili. I colori scuri, accesi, come il viola, il rosso, l’arancio intenso, il verde scuro hanno molecole che danno nutrienti utili, come l’acido folico e gli antiossidanti, carotenoidi, antocianine.

I vegetali vanno accompagnati da alimenti animali che hanno grassi buoni, come il pesce azzurro, ricco di Omega3. Per quanto riguarda gli zuccheri, meglio scegliere ad esempio un miele grezzo, integro, che a temperatura ambiente è più solido ed è più ricco di sostanze minerali, vitamine, antiossidanti, pollini. I mieli liquidissimi sono spesso mieli raffinati, sono solo zucchero».

In che modo le donne possono orientarsi nel seguire una dieta ideale per loro?
«L’ideale è seguire un percorso con un professionista, per personalizzare la dieta. Le donne con endometriosi non devono fare scelte in autonomia, ma è importante che facciano una rieducazione alimentare. Dovrebbero essere seguite da un gruppo multidisciplinare di professionisti: fisioterapista, psicologo, nutrizionista e ginecologo. Dovrebbero sentirsi accompagnate in un percorso per vivere una malattia che avranno per tutta la vita.

Ci sono ingredienti che ad esempio le donne eliminano, come il glutine o il lattosio, perché così facendo si sentono meglio. Ma non sono celiache. Avendo un’alterazione della parte bassa dell’intestino, rischiano di essere più sensibili al glutine se lo mangiano spesso. Bisogna trovare ingredienti che siano naturalmente senza glutine, ad esempio il riso, il miglio, il sorgo, alternando i prodotti con glutine e senza glutine. Non bisogna sbilanciare l’alimentazione. Ci sono inoltre tanti minerali e vitamine che le donne dovrebbero imparare a dosare. Di solito, il medico prescrive delle analisi del sangue per valutare i livelli di zinco, magnesio, vitamina B12, vitamina D e acido folico. In questo modo si può comprendere di quali dosi abbiano bisogno».

L’endometriosi: una patologia troppo spesso sottovalutata

L’endometriosi è una malattia che ha origine dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero, chiamato endometrio, in altri organi, che crea dolori fortissimi, soprattutto durante il ciclo mestruale, e sofferenze fisiche acute – e di conseguenza anche psicologiche – limitando la vita quotidiana, i rapporti interpersonali e di coppia. Complessa, talvolta invalidante, ancora poco conosciuta, per la quale non esistono cure definitive e spesso diagnosticata in ritardo. Una malattia che può provocare danni gravissimi, incidendo su organi vitali e compromettendo la fertilità.

Giornata Mondiale dell’Endometriosi, vivere meglio si può: i consigli dell'esperto
In Italia affigge più di 3 milioni di donne. © APE Associazione Progetto Endometriosi

Nell’ultimo weekend del mese (28-29 marzo 2026), l’A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi rinnova l’appuntamento con “I Fiori della Consapevolezza”, iniziativa nazionale dedicata all’informazione e al sostegno delle donne che convivono con questa patologia cronica. Sul sito dell’APE – www.apendometriosi.it – sono disponibili tutte le informazioni utili e i progetti per aiutare concretamente le donne affette da endometriosi e per entrare a far parte della rete nazionale.

Celebrità e testimonianze per parlare dell'endometriosi

Molte celebrità, tra cui Laura Torrisi, Giulia De Lellis, Guenda Goria e Whoopi Goldberg, hanno condiviso le loro esperienze per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa patologia spesso sottovalutata. Una delle testimonianze più recenti è quella di Giorgia Soleri, attivista, scrittrice e influencer, che nel 2020 ha ricevuto la diagnosi di vulvodinia ed endometriosi.

Giornata Mondiale dell’Endometriosi, vivere meglio si può: i consigli dell'esperto
Giorgia Soleri (30 anni). © Instagram

Nei giorni scorsi, le è stato chiesto sui social se fosse incinta a causa di un aumento di peso sottolineando che è comunque sempre bellissima, e Soleri ha risposto: «No. Sono malata. (Senza offesa sia chiaro)». Poi Giorgia, ha continuato dicendo: «Come se la mia priorità fosse essere bella. Come se la cosa importante per una donna fosse essere bella, non stare bene o raggiungere un livello di benessere il più alto possibile. Ciò che conta è che io sia vista, ascoltata e curata». Nel suo post, Soleri ha spiegato il fenomeno dell’“endobelly” – il gonfiore addominale tipico della malattia – e ha sottolineato l’importanza di maggiore informazione, sensibilizzazione e ricerca. Ha inoltre aperto il podcast “Un’ora solo ti vorrei”, per condividere storie e dubbi di chi convive con l’endometriosi.

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