
In questo articolo
Sono ancora tanti i dubbi sulla morte di Simona Cinà, 20 anni, morta nella notte tra venerdì 1 e sabato 2 agosto dentro la piscina di una villa a Bagheria, nel Palermitano, in una festa di laurea durata tutta la notte. La giovane è stata ritrovata senza vita con il corpo verso l’alto, nella piscina. Secondo la procura di Termini Imerese, che ha disposto l’autopsia (disposta per giovedì 7 agosto) Simona è morta alle 5 di mattina. In una nota, firmata dalla procuratrice facente funzione Concetta Federico, infatti, si vuole fare chiarezza sulle indiscrezioni fuorvianti che sono uscite nei giorni successivi il decesso della pallavolista, per cui ancora non si esclude comunque l’ipotesi di un malore.

“Il corpo della ragazza è stato rinvenuto da alcuni degli ultimi partecipanti ancora presenti alla festa, intorno alle 4 – si legge nella nota della Procura – il corpo si trovava esanime sul fondo della piscina, in un angolo distante scarsamente illuminato, rispetto alla zona dove erano collocati il bar, la consolle musicale e i servizi igienici”. Secondo la ricostruzione dei pm, la prima chiamata parte alle 4:10, e immediatamente un’ambulanza arriva alla villa di via Sant’Isidoro Monte numero 20 a Bagheria dopo una decina di minuti. La nota della procura vuole smentire anche alcune delle notizie circolate: la ragazza è stata immediatamente soccorsa dagli amici, come hanno confermato i soccorritori arrivati dopo. Questi, purtroppo, non hanno potuto far nulla per salvare la giovane. Alle 5 è stato constatato il decesso di Simona Cinà. Gli invitati, che erano stati accusati di aver riordinato il luogo subito dopo la morte, secondo la nota della Procura, hanno invece collaborato con i carabinieri che sono arrivati subito dopo il decesso della ventenne. Poi, si legge, “Sono stati svolti i primi accertamenti, i rilievi necessari a fotografare lo stato dei luoghi, sono stati eseguiti i sequestri ritenuti utili, in attesa dell’arrivo del medico legale. Sul corpo di Simona non ci sono segni di violenza”.

Sulla nota della Procura la famiglia non ha detto nulla, in attesa dell’autopsia di giovedì. «La nota della πrocura non è in contrasto con i dubbi sollevati dalla famiglia — ha comunicato l’avvocato Gabriele Giambrone che assiste i familiari della ragazza — In ogni caso continuiamo ad avere massima fiducia nei carabinieri e nella πrocura, attendiamo i risultati dell’autopsia. Vogliamo solo la verità sulla morte di Simona».
Nella giornata di oggi i genitori sono stati sentiti dagli investigatori, che hanno convocato i familiari in caserma per le 16. Intanto, in una intervista rilasciata a Repubblica, una amica di Simona Cinà, studentessa in Scienze motorie come quest’ultima, e presente alla festa, ha detto che quella sera l’amica stava bene e si stava divertendo. Hanno passato la serata insieme finché lei non è tornata a casa lasciando Simona al party. «Se fossi rimasta mi sarei potuta accorgere di un malore di Simona – ha detto l’amica – ciò che mi tormenta è il rimorso di non essere stata con lei fino all’ultimo».
A te l'onere del primo commento..