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Il mercato è ormai pieno di sport drink e bevande pensate per chi pratica attività fisica, ma sono davvero indispensabili? Scopriamo cosa contengono, quando possono essere utili e cosa scegliere per reidratarsi e recuperare dopo l’allenamento.
Parliamo di sport drink, di bibite che reintegrano i sali minerali, di bevande isotoniche, ipotoniche o anche ipertoniche, e ancora di tutti quei prodotti indicati per gli sportivi e che si trovano ormai in vendita ovunque, dai negozi specializzati agli scaffali dei supermercati così come online o alle casse dei negozi sportivi: sono davvero in grado di migliorare le performance sportive e accelerare il recupero dalla fatica? Servono davvero?
Dopo l’allenamento, il corpo chiede ristoro
Per alcuni di noi è il momento migliore della giornata, quello dell’allenamento. Il cuore accelera e la mente si rilassa. E anche quando si finisce, il beneficio resta. Merito di una bella sudata, delle endorfine rilasciate, dell’aria aperta. Chi fa sport, lo sa: non c’è niente di più appagante della sensazione benefica data dall’attività sportiva, che si tratti di una corsa, una pedalata in bici o una partita di tennis. Ma c’è anche un’altra cosa che dovrebbe essere chiara a chi fa sport: quanto più si chiede al fisico durante l’allenamento, tanto più gli si deve restituire quando lo si termina.

Nel “dopo”, il corpo ha bisogno di ristoro: per lo sportivo è importante reidratarsi, ripristinare il livello idrosalino e recuperare nuove riserve di carboidrati. Come fare? Gli sport drink sono in grado di assolvere a questo compito? A volte non lo sono. Quando serve, bisogna integrare in altro modo.
Ci vuole un corretto stile di vita
Una corretta alimentazione non garantisce automaticamente una buona prestazione sportiva, ma un’alimentazione scorretta e uno stile di vita poco sano compromettono quasi sicuramente i risultati anche dello sportivo più infaticabile. Non è necessario seguire un regime alimentare particolare, ma si deve assumere una dose adeguata di carboidrati, la fonte principale di energia, sia durante l’esercizio sia nella fase di recupero. Che cosa si intende per dose adeguata? Dipende dallo sforzo e dalla durata dell’attività fisica.
Un piano equilibrato

Per facilità vi propongo di seguire la regola dell’ora. Se si pratica un’attività sportiva a livello amatoriale, con una durata di 60 minuti o poco meno, basta avere un piano alimentare equilibrato e bere almeno un litro di acqua al giorno in più rispetto al solito. Se, invece, l’allenamento dura più di un’ora, la sola acqua non è sufficiente, al fisico servono anche i sali minerali. Con un’abbondante sudorazione infatti si perde molto sodio, il principale minerale contenuto nel sudore. Che va reintegrato. Eppure proprio il sodio manca (o è presente in modo inadeguato) nella maggior parte delle bevande per sportivi.
Tanto potassio, ma poco sodio
Tante bevande hanno un buon contenuto di potassio, magnesio e calcio. Ma questi minerali non vengono persi con il sudore. Quello che se ne va invece è il sodio, contenuto nel sale. Nelle bevande per sportivi ne troviamo pochissimo: se si beve una bottiglietta da mezzo litro il contenuto in sodio non è sufficiente a reintegrare la perdita che avviene con un litro di sudore. Non ne basterebbero nemmeno due. Come si può rimediare? Una soluzione potrebbe essere quella di bere un litro di acqua in cui vanno sciolti circa tre grammi di sale. Il sapore francamente è discutibile, ma può essere migliorato con l’aggiunta di succo di arancia o limone.
Occhio agli additivi inutili
Evitate le bevande con coloranti ed edulcoranti: sono inutili, fate attenzione. Le bevande per sportivi non vanno confuse con le bevande energetiche. Queste contengono sempre caffeina (che ha effetto diuretico) e aumentano la disidratazione (al contrario di quelle per sportivi, che devono idratare). I sali minerali sono inesistenti mentre gli zuccheri sono eccessivi: sono inutili per reintegrare le perdite idro-saline.

Contengono troppo zucchero che fa male, tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) è arrivata a suggerire una tassa sulle bevande zuccherate per abbassarne il consumo e ridurre l’incidenza di obesità e diabete di tipo 2. Una bottiglia da mezzo litro di “energy drink” (il formato più diffuso) contiene circa 30 grammi di zucchero. Si tratta di una quantità troppo elevata, se pensiamo che secondo le linee guida dell’OMS gli zuccheri semplici non dovrebbero apportare più del 10% delle calorie totali giornaliere, cioè 50 grammi circa per un adulto.
No allo zucchero

L’attività fisica costante è consigliata proprio per bruciare quelle calorie che spesso si assumono in eccesso mangiando alimenti poco bilanciati, quindi non è affatto necessario reintegrare fonti di energia. L’abitudine di bere bevande dolci, inoltre, è considerata un importante fattore di rischio per il sovrappeso e l’obesità: queste bibite non danno la sensazione di sazietà e non sostituiscono il cibo solido. Senza dimenticare che per l’elevato contenuto in zuccheri possono danneggiare i denti.
Particolari cautele per i più piccoli
I bambini sono più facilmente influenzabili degli adulti, in più convincere un bambino è un investimento per il futuro. C’è poi un altro aspetto piuttosto preoccupante: i ragazzi vedono queste bevande in mano a sportivi, ed è facile per loro pensare: «Se la bevo anch’io divento forte come lui!».
Meglio la frutta

Piuttosto che farci abbindolare da bevande che vanno di moda e dai colori sgargianti, spesso è meglio indirizzarci su altre scelte. Esistono alcuni tipi di frutta e verdura capaci di idratare il corpo in misura 2 volte più efficace rispetto a un bicchiere d’acqua. In tal senso l’anguria è regina, provate i centrifugati, ma anche la macedonia o la frutta spremuta come succo. Una delizia!






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