In questo articolo
Il Festival di Sanremo continua imperterrito la sua corsa fino alla finalissima di sabato. La terza serata ha dato modo agli ultimi quindici BIG di esibirsi e la vocal coach Silvia Chiminelli ha commentato le loro performance. Ecco la sua personale pagella, tra top e flop.

Michele Bravi
«Il brano ha una sua identità interessante e una scrittura che meriterebbe un’esecuzione vocalmente più libera e ampia. Nei momenti in cui è richiesto maggiore slancio espressivo, però, l’emissione tende a chiudersi: il suono risulta ingolato e la proiezione viene ottenuta più attraverso una spinta di gola che tramite un reale sostegno respiratorio. La qualità leggermente “graffiata” non appare come una scelta stilistica naturale, ma come conseguenza di una compressione dell’emissione. Il risultato è un suono sporco e affaticato, che limita l’apertura espressiva del brano. Sarebbe molto interessante ascoltare questa canzone con una voce più aperta, sostenuta e libera, capace di crescere in intensità senza perdere qualità timbrica. E sarebbe interessante sentirlo cantare con la sua vera identità».

Mara Sattei
«Si percepisce che ci sia ancora margine di crescita nella consapevolezza tecnica dello strumento vocale. Probabilmente sarebbe utile approfondire alcuni aspetti di base del funzionamento della voce, perché una maggiore comprensione del meccanismo respiratorio e delle risonanze potrebbe portare a un’evoluzione significativa del suono. L’emissione tende a risultare piuttosto nasale, non tanto come scelta stilistica, quanto come conseguenza di una chiusura nella parte posteriore del cavo orale, che le fa perdere anche identità. Questo limita l’apertura dei suoni, riduce la rotondità timbrica e incide anche sulla chiarezza della dizione, con alcune parole che perdono definizione. Con un lavoro mirato sull’apertura degli spazi interni, sulla gestione del fiato e sull’articolazione, la voce potrebbe acquistare maggiore ampiezza, chiarezza e libertà espressiva».

Arisa
«Voce divina, leggermente affaticata in alcuni passaggi; all’inizio ha perso il controllo di una nota, ma è un dettaglio trascurabile. Lei è molto naturale e ha un’identità artistica molto a fuoco. Anastasi non delude mai: bella canzone».

Luchè
«Lo trovo un po’ in difficoltà: canta su poche note e fatica a gestirle. Va bene, perché il rap ha le sue regole, ma ci si deve chiedere: che cultura stiamo proponendo al pubblico? Non sono contro il rap in sé, ma siamo italiani e il rap non è parte della nostra tradizione storica. Se lo interpretiamo, almeno facciamolo con consapevolezza e impariamo da chi lo sa fare bene per cultura».

Samuray Jay
«Canzone ruffiana, la sentiremo tutta l’estate, ma lui fatica a gestire la voce e avrebbe bisogno di un lavoro tecnico approfondito. Fa riflettere come sia possibile confrontare sullo stesso palco artisti con livelli di preparazione artistica così differenti».

Serena Brancale
«Le note centrali sono belle; gli acuti non riesce a gestirli, li passa in falsetto e non in voce piena come dovrebbero essere. Mi aspettavo di più».

Malika Ayane
«Bella la canzone, lei è una leonessa impeccabile, gli acuti sono precisi, l'interpretazione travolgente. Stessa cosa di Ermal Meta, ma al femminile».

Sal Da Vinci
«Respiri rumorosi, sbagliati e incontrollati, che danno una sensazione di affaticamento. L’interpretazione appare molto aggressiva: confonde la grinta con la tensione eccessiva, aprendo la bocca al punto da rendere difficile il sostegno dei suoni, che finiscono per essere spinti con troppa forza».

Tredici Pietro
«Nelle canzoni si sente che ha respirato musica fin da piccolo, ma anche lui canta con forza e sforzo».

Francesco renga
«Ha tanta padronanza nella voce, una tecnica che gli consente di gestirla. Bravo!».

Sayf
«Vediamo come cresce artisticamente...».

Raf
«Bella canzone, cantata bene. Anche lui però l’ho sentito un po’ vocalmente stanco. Fa parte dell’essere umani e ci sta anche l’emozione».

Eddie Brock
«C’è un uso costante di un volume eccessivo sotto sforzo che limita la modulazione e la capacità di esprimere sfumature interpretative».

Maria Antonietta & Colombre
«Belle le voci, la canzone è carina. Promettono bene e hanno un ampio margine di crescita artistica».

Leo Gassmann
«Trovo ci sia ancora del lavoro da fare sulla voce, che a volte risulta poco pulita e proiettata».

A te l'onere del primo commento..