Sanremo 2026 tra polemiche e colpi di scena: il Festival che divide prima ancora di iniziare
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Dal caso Andrea Pucci alle critiche su Laura Pausini, dalla preventiva rinuncia di Levante all’Eurovision alla polemica su Luca Jurman e Fedez: tutte le controversie che stanno infiammando Sanremo.
Non è davvero Sanremo senza polemiche. Anzi, sembra quasi che il Festival inizi mesi prima della prima nota, tra annunci, smentite, dichiarazioni e post social destinati a incendiare il dibattito pubblico. E così anche il Festival di Sanremo 2026, in onda dal 24 al 28 febbraio (in ritardo rispetto alla tradizione per evitare la sovrapposizione con le Olimpiadi Invernali), non fa eccezione: la gara non è ancora partita e già si è acceso un vortice di questioni spinose, tensioni politiche, chiacchiericcio mediatico e scontri tra artisti, commentatori e partiti. E così l’edizione 2026 si preannuncia come una delle più discusse degli ultimi anni. Ecco cosa sta accadendo…
Il caso Andrea Pucci e lo scontro politico
Al centro della bufera sanremese è finito il comico Andrea Pucci. Era stato annunciato come co-conduttore della terza serata, ma l’attore ha comunicato la rinuncia al Festival dopo giorni di polemiche infuocate. A scatenare la reazione sono state alcune sue battute passate, giudicate omofobe o sessiste da esponenti dell’opposizione, in particolare del Partito Democratico, e da opinionisti come Selvaggia Lucarelli che hanno dissentito pubblicamente dai propri profili social con la scelta del comico per il palco dell’Ariston. Nel mirino anche frasi rivolte in passato alla segretaria del PD Elly Schlein. La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione politica. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso solidarietà a Pucci, parlando di “deriva illiberale” e di un clima di minacce tale da spingere l’artista a fare un passo indietro per tutelare la propria famiglia. Molti, però, si sono schierati contro Meloni, accusata di aver “perso tempo” a commentare vicende televisive, piuttosto che argomenti di altra rilevanza. Il Festival, così, ancora prima di andare in onda, è diventato terreno di scontro tra maggioranza e opposizione.
Laura Pausini tra co-conduzione e critiche social
Laura Pausini è stata scelta come co-conduttrice per tutte e cinque le serate. Una decisione che ha ottenuto molti consensi dal pubblico ma che, al tempo stesso, ha generato diversi malumori sia dentro sia fuori la Rai. Le critiche arrivano da più fronti: c’è chi contesta alcune polemiche social che hanno coinvolto la cantante in Francia per un suo recente brano, chi discute la personalizzazione dell’Inno di Mameli all’inaugurazione delle Olimpiadi e chi, come ancora Selvaggia Lucarelli, ha ricordato la scelta della cantante di non intonare Bella Ciao durante un programma all’estero, ritenendola poco coerente con il ruolo simbolico che Sanremo rappresenta. La presenza di Pausini, artista amatissima e di fama internazionale, diventa così uno dei nodi centrali del dibattito: simbolo di prestigio per alcuni, scelta divisiva per altri.
Levante dice no all’Eurovision per Israele
Un’altra controversia tocca il Festival con inevitabili ripercussioni mediatiche e politiche: Levante ha dichiarato ufficialmente che, in caso di vittoria, rifiuterebbe di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2026. Anche se l’Eurovision è una competizione distinta dal Festival, infatti, il vincitore di Sanremo rappresenta tradizionalmente l’Italia alla manifestazione europea. La cantante ha motivato la sua scelta tirando in ballo ragioni morali e politiche legate alla situazione internazionale attuale. Nello specifico, ha espresso una netta opposizione alla partecipazione di Israele alla gara canora, per via della crisi umanitaria che si sta consumando a Gaza. Levante ha inoltre definito l’Eurovision un evento “molto più politicizzato di quanto si pensi”, dichiarando quindi di non poter far finta di niente di fronte a determinati contesti. Insomma, per l’artista accettare il ruolo di rappresentante italiana entrerebbe in conflitto con i suoi principi.
Luca Jurman vocal coach di Fedez: la polemica sull’autotune
A far discutere è anche la collaborazione tra Luca Jurman e Fedez. Jurman, noto per le sue posizioni critiche sull’uso eccessivo dell’autotune e sulla preparazione tecnica di molti artisti contemporanei, sarà vocal coach e direttore vocale del rapper per Sanremo 2026. Molti suoi sostenitori si sono detti delusi: per alcuni, collaborare con un artista simbolo della scena pop-rap rappresenta una contraddizione rispetto alle sue battaglie pubbliche contro certe derive musicali. Jurman ha voluto chiarire pubblicamente il senso della sua scelta, spiegando che l’obiettivo non è certo legittimare uno strumento che ha sempre criticato, ma provare a cambiarne l’approccio dall’interno. «Il motivo per cui rispondo all’aiuto è per insegnare a evitarlo (l’uso dell’Autotune), o almeno farlo diventare davvero una scelta e non una necessità per nascondere i problemi! Mi sembra chiaro!», ha dichiarato, sottolineando la differenza tra usare un effetto per ragioni artistiche e farne un riparo tecnico. L’ex coach di Amici, inoltre, ha rivendicato una coerenza personale nella decisione di accettare. Di fronte a un artista che, pur avendo successo e visibilità, chiede di migliorare mettendosi in discussione, tirarsi indietro sarebbe stato, a suo dire, sbagliato e “anti etico”.
Il cast dei Big e la polemica sui “figli d’arte”
Come ogni anno, anche l’annuncio dei 30 Big in gara ha sollevato un’ondata di critiche. Il direttore artistico Carlo Conti è stato accusato di aver privilegiato artisti emergenti o idoli dei social a discapito di nomi storici della musica italiana. Conti ha difeso le sue scelte ricordando casi di artisti inizialmente poco noti e poi rivelatisi grandi sorprese come ad esempio Lucio Corsi lo scorso anno. Le polemiche si sono concentrate anche sulla presenza di diversi “figli d’arte”, come Tredici Pietro, LDA e Leo Gassmann, sollevando dubbi sui criteri di selezione. Tra gli esclusi illustri che hanno fatto discutere figurano Anna Tatangelo, Alex Britti, Nina Zilli, Mr. Rain, Jalisse e Nada. A rendere il clima ancora più teso, indiscrezioni su un possibile rischio di squalifica per un brano che non rispetterebbe il regolamento sull’inedito.

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