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Ritorno a scuola 2025/26: ecco cosa cambia
Attualità

Ritorno a scuola 2025/26: tutte le novità

Sonia Russo
Sonia Russo
Settembre 9, 2025

In questo articolo

  • Calendario scolastico 2025/26: le date di riapertura
  • Stop agli smartphone
  • La nuova Maturità: competenze e crescita personale
  • Riforma del voto di condotta: responsabilità al centro
  • Sanzioni e sospensioni educative: verso la responsabilizzazione
  • Tutela del personale scolastico: sicurezza e rispetto garantiti
    • Decreto Scuola PNRR: rigore e innovazione
    • Nuovi programmi dal 2026/27: storia, identità e lingue classiche
La riforma della scuola tra rigore, inclusione e futuro. Ecco tutte le novità, dalla Maturità agli smartphone.

Ci siamo, la campanella sta per suonare in tutta Italia! Il nuovo anno scolastico, però, non è solo il ritorno in aula, ma un vero e proprio punto di svolta per la scuola italiana. Le riforme approvate nel 2025, tra decreti ministeriali e il Decreto Scuola PNRR (DL 45/2025), ridisegnano il sistema educativo, introducendo cambiamenti significativi che toccano voto di condotta, Maturità, uso degli smartphone, sicurezza del personale scolastico e innovazione didattica. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha voluto mettere l’accento su tre parole chiave per definire la nuova scuola: merito, responsabilità e legalità. L’obiettivo? Formare cittadini consapevoli, capaci di rispettare le regole e contribuire al bene comune.

Gli studenti, i docenti e le famiglie, allora, sono chiamati a trasformare le nuove norme in occasioni di crescita, valorizzando competenze, responsabilità e cittadinanza attiva. La sfida è complessa, ma se il sistema riuscirà a coniugare davvero legalità, merito e centralità della persona, la scuola potrà tornare a essere laboratorio di formazione per cittadini liberi e consapevoli.

E allora, vediamo cosa cambia…

Calendario scolastico 2025/26: le date di riapertura

Ritorno a scuola 2025/26: ecco cosa cambia
La campanella suonerà in manierà scaglionata in tutta Italia.

Le scuole riapriranno in date scaglionate: l’Alto Adige ha anticipato a ieri, 8 settembre, Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto e Trento il 10, mentre la gran parte delle regioni inizierà il 15 settembre. Calabria e Puglia chiuderanno la sequenza il 16 settembre. Il Ministero conferma l’obbligo di almeno 200 giorni di scuola effettiva e le principali festività nazionali. Le autonomie regionali e scolastiche consentono flessibilità, bilanciando esigenze locali e unità del sistema nazionale.

Stop agli smartphone

Dal 2025/26 il divieto di cellulare in classe, finora in atto solo nella scuola primaria e in quella secondaria di primo grado, si estende anche alle scuole superiori. La circolare ministeriale n. 3392 del 16 giugno 2025 vieta qualsiasi uso dello smartphone durante l’orario scolastico, anche per fini didattici. Ogni istituto dovrà stabilire regole interne e sanzioni disciplinari, con misure preventive contro cyberbullismo e violazioni della privacy. L’obiettivo è rafforzare attenzione, relazioni e capacità cognitive degli studenti, distinguendo tra uso educativo e uso dispersivo della tecnologia.

La nuova Maturità: competenze e crescita personale

L’Esame di Stato si rinnova per valorizzare non solo le conoscenze, ma anche la crescita complessiva dello studente. Le prove scritte privilegeranno il problem solving e le competenze trasversali, mentre la seconda prova dello scientifico diventerà interdisciplinare. Il percorso triennale peserà maggiormente nella valutazione complessiva e i PCTO (cioè i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento, quelli che una volta si chiamavano alternanza scuola-lavoro) saranno riconosciuti nel punteggio finale. Il colloquio orale diventerà multidisciplinare e “dirimente”, nel senso che avrà un peso decisivo nell’esisto dell’Esame di Stato, mentre il silenzio deliberato durante l’esame potrà comportare la bocciatura, salvo blocchi emotivi giustificati.

Riforma del voto di condotta: responsabilità al centro

Ritorno a scuola 2025/26: ecco cosa cambia
Più tutele e più controlli per una scuola che punta alla responsabilizzazione dei ragazzi.

Il voto di condotta assume un ruolo centrale: nelle medie influisce sull’ammissione alla classe successiva, nelle superiori un 5 comporta bocciatura automatica, un 6 richiede una prova di cittadinanza attiva. Anche nella Maturità la condotta incide sui crediti scolastici. L’obiettivo è educare alla cittadinanza e responsabilizzare gli studenti, trasformando il comportamento in elemento formativo e premiante.

Sanzioni e sospensioni educative: verso la responsabilizzazione

Le sospensioni cambiano volto: brevi periodi prevedono elaborati o attività riflessive, sospensioni fino a 15 giorni si trasformano in progetti di cittadinanza solidale, mentre quelle più lunghe prevedono attività riparative in collaborazione con enti locali. L’approccio si ispira alla giustizia riparativa: non punire per escludere, ma rieducare e reintegrare, rafforzando il senso di comunità e responsabilità civica.

Tutela del personale scolastico: sicurezza e rispetto garantiti

Per la prima volta, le aggressioni a docenti e dirigenti sono punite con arresto obbligatorio in flagranza e pene più severe. La norma non si applica ai minori, ma ha valore educativo: difendere il personale significa garantire a tutti gli studenti un ambiente sicuro e rispettoso. La scuola diventa così una comunità protetta, dove il rispetto delle regole è fondamentale.

Decreto Scuola PNRR: rigore e innovazione

Il DL 45/2025 affronta in modo organico più fronti: contrasto ai diplomifici, riforma degli istituti tecnici, reclutamento dei docenti, valorizzazione dei dirigenti scolastici, edilizia e welfare scolastico, sostegno economico agli studenti e promozione degli ITS Academy. L’obiettivo è creare un sistema autorevole, inclusivo e innovativo, in linea con gli obiettivi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e con la sfida di costruire cittadini competenti e responsabili.

Nuovi programmi dal 2026/27: storia, identità e lingue classiche

Le nuove Indicazioni nazionali entreranno in vigore solo dal 2026 per primaria e secondaria di primo grado. Centrale sarà lo studio della storia nazionale, la grammatica, la scrittura e la memoria, con il ritorno del corsivo e l’esercizio della memorizzazione di poesie. Il latino potrebbe diventare materia obbligatoria, ma servirà una legge parlamentare. L’obiettivo è coniugare radici culturali, competenze linguistiche e senso di identità.

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