“Money Road”: la giungla di Sky dove anche un panino ha un prezzo (salato)
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Sopravvivere nella giungla malese con solo riso e fagioli? Si può fare. Farlo senza cedere a un materasso morbido o a un buffet sontuoso? Molto meno facile. Benvenuti in Money Road – Ogni Tentazione ha un Prezzo, il nuovo reality firmato Sky che debutta il 29 maggio su Sky Uno, NOW e TV8. A metà tra esperimento sociale e reality game, lo show promette tensione, emozioni… e un sacco di sudore.
A guidare i concorrenti (e gli spettatori) in questo viaggio selvaggio è Fabio Caressa, volto e voce storica dello sport Sky, qui al suo debutto assoluto nell’intrattenimento. Ma niente paura, il telecronista non ha perso la bussola: «È stato bellissimo, divertentissimo, faticosissimo… ma ho avuto un Dream Team alle spalle. E poi, dopo Pechino Express, avevo un certo allenamento al disagio!», ha detto con la sua verve ironica.

Il meccanismo del programma è tanto semplice quanto crudele: ogni tentazione lungo il percorso, dal cibo ai comfort, ha un prezzo. E quel prezzo lo paga tutto il gruppo. «È come pagare 5.000 euro per un buffet… ma coi soldi degli altri», ha spiegato con candore Ilaria Dalla Tana, CEO di Blue Jasmine che detiene i diritti del format. Risultato? Ogni scelta individuale rischia di diventare un affronto collettivo. Insomma, altro che MasterChef, qui si cucina con la tensione. A partire dalla location selvaggia…
Le ambientazioni ricordano Lost, ma con meno fumo nero e più zanzare. Il format originale, Tempting Fortune, è stato “scaldato” per il pubblico italiano con tocchi narrativi, momenti da cliffhanger e soprattutto… ospiti tentatori. Enzo Miccio, Giorgio Locatelli e Asia Argento compariranno come apparizioni “stranianti” nel bel mezzo della giungla, incarnando il lato più dolce (o più trash!) delle tentazioni. Immaginatevi Locatelli che offre tagliatelle al tartufo a un concorrente affamato da sei giorni. Difficile dire di no.

Antonella D’Errico, EVP Content Sky, ha spiegato così la scelta del format: «Ci interessava la tensione continua tra altruismo e individualismo». E infatti, i dodici concorrenti sono stati scelti per la loro “normalità rappresentativa”: niente influencer o ex naufraghi, ma persone comuni pronte a diventare, loro malgrado, esempi di psicologia applicata in diretta.
Il dilemma esistenziale, però, è essenziale nel gioco: salvare se stessi o il gruppo?
Alla base di Money Road, infatti, c’è una domanda semplice e universale: cosa saremmo disposti a sacrificare per il bene del gruppo? E cosa invece… per una doccia calda? La risposta non è mai scontata. Caressa lo sottolinea: «Qui non c’è giudizio, solo scelte e conseguenze». E in fondo, non è così anche nella vita reale?
Morale della favola? Money Road ci mette davanti allo specchio: sudati, affamati e pieni di dubbi morali. Certo, sarà faticoso per noi scoprire qualche lato inedito della nostra personalità… Ma almeno noi, da casa, possiamo guardare tutto col condizionatore acceso. Gratis!
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