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Marcella Bella
Interviste

Marcella Bella dopo “Ballando con le Stelle”: «Ho sofferto le critiche, ma difendo tutte le donne»

Sonia Russo
Sonia Russo
Gennaio 19, 2026

In questo articolo

  • L’abbraccio del pubblico le ha dato la carica
  • Solidarietà con Barbara d’Urso
  • Coreografie e... nuove consapevolezze
Dopo la difficile esperienza nel talent di Milly Carlucci, Marcella Bella racconta il suo percorso tra danza, giudizi severi e libertà femminile.

Marcella Bella è tornata sotto i riflettori con una sorprendente esplosione di energia e talento, lasciando il segno anche oltre il palcoscenico musicale. La celebre cantante, che da anni incanta il pubblico con la sua voce inconfondibile, ha recentemente vissuto una nuova e stimolante avventura: la danza. La sua partecipazione a Ballando con le Stelle, conclusasi ormai da un mese, oltre che una parentesi televisiva, è stata anche un vero percorso personale fatto di coraggio, disciplina e riscoperta di sé. Tra applausi, critiche, sfide e legami nati sotto i riflettori, Marcella racconta cosa le ha lasciato questa esperienza e come continua oggi a brillare come donna e artista capace di parlare a tutte le generazioni.

L’abbraccio del pubblico le ha dato la carica

Marcella Bella (73) al photocall del programma Rai "Ballando con le stelle"
Marcella Bella (73) al photocall del programma Rai "Ballando con le Stelle".

Marcella, cosa l’ha spinta a partecipare a Ballando con le Stelle? Non aveva mai ballato eppure è riuscita a proseguire nella gara per diverse puntate…
«Semplicemente, dopo anni che Milly mi chiedeva di partecipare, quest’anno mi è sembrato fosse arrivato il momento giusto. Il 2025 è stato un anno importante in cui sono tornata in gara a Sanremo, ho fatto tanti concerti e avuto molti impegni, ma anche soddisfazioni, che mi hanno dato la spinta giusta per accettare la sfida. A me piace sperimentare, sono curiosa e, non avendo mai ballato ma amando la musica che è la mia vita, mi è sembrata l’occasione per mettermi alla prova a ritmo di ballo. Sono fiera del percorso fatto, che ho portato avanti con tutta me stessa, senza risparmiarmi».

Il suo debutto è stato accolto con entusiasmo dal pubblico: standing ovation, applausi e grande energia. Qual è stata per lei la gioia più grande di quei primi momenti sul palco?
«Una gioia nuova, perché, benché sia a mio agio sul palco, non è mai stato il mio lavoro ballare, e vedere il pubblico reagire così calorosamente mi ha dato una bella carica. Un bell’abbraccio, che mi ha coccolata e aiutata a superare i momenti difficili. Un altro modo di dialogare con chi mi segue da tanto e con chi mi ha scoperta o riscoperta negli ultimi anni».

Selvaggia Lucarelli ha dato giudizi molto diretti sul suo stile e sulla sua immagine. Che idea si è fatta di lei?
«Partendo dal presupposto che è un gioco, sinceramente ho patito quando le critiche non riguardavano il ballo che avevo appena eseguito, ma andavano sul personale con l’obiettivo ovvio e scontato di scatenare sterili polemiche nella speranza che si riaccendesse… l’Etna che è dentro di me. Selvaggia è lì per una ragione, fa il suo mestiere e ci ha provato in tutti i modi. Non ci sono cascata, perché non sono così vulnerabile, sono una persona che si impegna sempre a fondo e con serietà; quindi ho cercato di non farmi trascinare in polemiche inutili ma, al contrario, di sfruttare le critiche per dare ancora di più».

La giuria ha spesso avuto parole severe, ma lei ha dimostrato grande sicurezza e carisma. In alcuni momenti ha sentito che ci fosse una sorta di accanimento nei suoi confronti?
«Ma no, alla fine il programma è seguito per il clima litigarello e si “nutre” anche di questi battibecchi. La giuria tiene alta l’attenzione prendendo di mira, alla fine, un po’ tutti. Certo che quando si è stanchi, provati, dopo una coreografia impegnativa, tenendo conto che non siamo ballerini professionisti, si è più fragili e non sempre è facile mantenere la calma e non reagire. Personalmente, nella mia lunga carriera, dove ho fatto all’inizio anche tanta gavetta, sono abbastanza “allenata” alle difficoltà. Questo mi ha aiutata sicuramente, perché qualche palco importante l’ho frequentato e, grazie all’esperienza, ci ho anche giocato con le provocazioni!».

Solidarietà con Barbara d’Urso

Un momento di complicità tra Marcella Bella (73) e Barbara d'Urso (68) dietro le quinte di "Ballando".
Un momento di complicità tra Marcella Bella (73) e Barbara d'Urso (68) dietro le quinte di "Ballando".

Barbara d’Urso ha parlato di accanimento mediatico. Ha mai condiviso con lei riflessioni simili, sentendo una sorta di solidarietà tra donne?
«Sì, certamente! Abbiamo fatto qualche battuta tra noi, concordando su queste dinamiche. Certo è che Barbara è molto più attrezzata di me a gestire questo tipo di spettacolo, che conosce bene e nel quale si muove con grande esperienza».

La sua partecipazione ha acceso un dibattito sui pregiudizi legati all’età e alla femminilità. Come si sente a essere un esempio di donna matura che osa, si mostra e continua a brillare?
«Ho cercato di difendere tutte le donne della mia età e anche più mature. Talvolta mi è sembrato che si volesse deridere questa categoria. Non si trattava solo di me, ma di tutte noi. Possiamo ballare, divertirci, non devono esserci paletti a riguardo. L’età non è un ostacolo. Con le prese che ho fatto, l’ho dimostrato. La libertà parte dalla testa, parte da noi. Nell’ultimo album e con Pelle diamante, che è diventata un inno, ho voluto dare voce a tutte le donne che hanno il diritto e il dovere verso se stesse, di essere “forti, toste e indipendenti” e brillare di luce propria».

Crede che ci sia ancora una sorta di maschilismo nello showbiz? Lei come ha vissuto questa sfida e cosa le ha insegnato?
«È un dato di fatto che ci sia ancora un po’ di maschilismo in questo ambiente; l’uomo può essere pelato, brizzolato, con la pancetta e magari accompagnarsi con ragazzine, e non ci si turba più di tanto. Nello specifico di Ballando, quando le critiche arrivano da un uomo, sono più prevedibili, ma se è una donna a farle, colpisce duro. Credo che Lucarelli, che stimo da sempre come giornalista e come opinionista, in certe occasioni ci sia andata giù pesante. È stata offensiva non solo nei miei riguardi, ma nei confronti di tutte le donne. Ma ripeto, fa il suo mestiere, sa come sollevare vespai e non disattende mai le aspettative».

Coreografie e... nuove consapevolezze

Giuseppa Marcella Bella (73 anni), detta Marcella, è nata a Catania il 18 giugno 1952. Sorella minore del cantante e paroliere Gianni Bella, ha esordito al Festival di Sanremo nel 1972 con Montagne verdi.
Giuseppa Marcella Bella (73 anni), detta Marcella, è nata a Catania il 18 giugno 1952. Sorella minore del cantante e paroliere Gianni Bella, ha esordito al "Festival di Sanremo" nel 1972 con "Montagne verdi".

La danza richiede vulnerabilità e capacità di lasciarsi andare. Come ha vissuto questa apertura sul palco e cosa le ha regalato dal punto di vista personale?
«Ho imparato ad affidarmi e fidarmi del mio maestro e questo rapporto con lui mi ha permesso di lasciarmi andare. Ho sperimentato una vulnerabilità legata al ballo, che mi ha permesso di scoprire qualcosa di me che ignoravo: ballando ho capito di avere un’agilità e una flessibilità inaspettate. Il palco mi ha regalato questa nuova consapevolezza. Ci ho messo la mia personalità, la mia anima, cercando di interpretare la coreografia, dove ogni passo, anche quello imperfetto, mi ha regalato l’emozione e l’opportunità di esprimere la mia arte in modo diverso».

Il rapporto con il suo maestro Chiquito è stato speciale. Cosa le ha lasciato, non solo come ballerina, ma come donna? La vostra amicizia continuerà anche lontano dalle telecamere?
«Sicuramente, Chiquito è un ragazzo eccezionale che ha saputo contagiarmi con il suo entusiasmo. Professionale e attento, specializzato in acrobatica, è stata una vera guida. La nostra amicizia è stata un bel regalo, un incontro importante con una gran bella persona che stimo, quindi continuerà, come la passione per il ballo che voglio coltivare e spero davvero di farlo con il “mio” maestro».

Lei è nella “Top Five” dei personaggi più cercati su Google nel 2025. È contenta?
«Sono stupita, ma molto contenta! Credo che questo sia il frutto del percorso che negli ultimi anni mi ha vista impegnata anche come autrice, con brani con cui ho cercato di dialogare anche con le nuove generazioni, con chi Marcella Bella non la conosceva e magari non era neanche ancora nato ai tempi di Montagne verdi. Al Festival di Sanremo volevo tornare anche per essere insieme ai giovani, per dialogare e presentarmi in un’altra veste anche alle nuove generazioni. Oggi, grazie a tutto questo, i bambini cantano le mie canzoni, i giovani hanno riscoperto i miei pezzi e questo mi rende davvero molto felice». 

Credit foto di copertina: Paolo De Francesco

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