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Guillermo Mariotto: «“Ballando con le stelle”? Può esistere anche senza me!»
Interviste

Guillermo Mariotto: «“Ballando con le Stelle” può esistere anche senza di me!»

Sonia Russo
Sonia Russo
Gennaio 14, 2026

In questo articolo

      • Guillermo Mariotto torna a parlare con noi di moda, ma ci racconta anche di Ballando con le Stelle.
  • L’abito fa il monaco... e anche la ballerina!
  • Il giudice più longevo di "Ballando con le Stelle"

Guillermo Mariotto torna a parlare con noi di moda, ma ci racconta anche di Ballando con le Stelle.

È un illuminatore di visioni, un costruttore di sogni, uno degli sguardi più riconoscibili della moda italiana. Guillermo Mariotto non disegna soltanto abiti: abita emozioni, le esaspera, le accende. Si muove tra leggerezza e rigore, tra ironia e incisione, tra palcoscenico e atelier. Portavoce internazionale della creatività italiana e voce tagliente nella giuria di Ballando con le Stelle, sa osservare come pochi e restituire ciò che vede con stile e disincanto. Mariotto interpreta, colpisce, veste ruoli e ne svela altri. È un artista che trasforma e un giudice che legge oltre la superficie, tra una coreografia e… un cristallo cucito a mano. Lo abbiamo incontrato dopo che, nelle scorse settimane, durante la serata di gala Anagina gli è stato assegnato un importante riconoscimento per la creatività come ambasciatore del Made in Italy nel mondo. «Provo tanto orgoglio e ho lavorato tanto in questa direzione, ma non credo di essere davvero l’ambasciatore della creatività italiana nel mondo: io mi sento solo un servo umile».

“Let’s make a difference” è stato il tema dell’evento: cosa significa per lei oggi fare la differenza nella moda?
«È una questione di verità, di modo di pensare. C’è una ricerca nel trasformare le cose, nel valorizzare i materiali».

Durante la serata ha presentato la collezione Fall in Love 2026, un viaggio nell’identità femminile tra nostalgia, avanguardia e couture. Cosa spera che resti a chi guarda le sue creazioni?
«Le emozioni femminili. Mi considero un fabbricatore di sogni altrui: voglio rendere le donne felici realizzando i loro desideri con le mie conoscenze, le mie esperienze, le mie capacità. Le donne desiderano rappresentare un ruolo e io vesto quel ruolo: chi sei, chi non sei, quale spazio occupi nella società».

Tra jacquard animalier, laserature futuristiche e l’abito “diamante” con 30mila cristalli, quale capo rappresenta il suo pensiero creativo?
«L’abito diamante, sicuramente. È il sogno di ogni donna averne uno al dito: è un desiderio talmente ricorrente che io ho voluto fare di più e dare loro i diamanti sotto forma di vestito».

L’abito fa il monaco... e anche la ballerina!

Guillermo Mariotto: «“Ballando con le stelle”? Può esistere anche senza me!»
A sinistra, Filippo Zara (28) e Nancy Brilli (61) in tailleur rosso e borsalino; a destra Barbara d'Urso (68) con Pasquale La Rocca (36). [credit: Instagram]

Lei è attentissimo al dettaglio: quali look delle concorrenti dell’ultima edizione di Ballando l’hanno conquistata?
«Partiamo dal presupposto che il look giusto ti rende più sicura di te. Nancy Brilli, infatti, nella serata in cui ha indossato il tailleur rosso e il borsalino, ha ballato al meglio; è stata la sua performance più riuscita: la scelta di quel vestito l’ha resa sicura».

A proposito, lei ha criticato Nancy Brilli, suggerendo che le donne di una certa età dovrebbero evitare di vestirsi di nero. Perché? 
«Perché il nero ti spegne, svela la tua età. Quando i capelli sono tinti è meglio evitarlo. Se, invece, i capelli sono naturali, bianchi, grigi o sale e pepe, va benissimo e, anzi, è molto bello e dà una certa autorevolezza ed eleganza».

Un look che avrebbe rifatto completamente?
«L’abito flamenco di Barbara d’Urso. Il pizzo invecchia, le balze erano scontate».

Parlando di ballo, invece, in quest’ultima edizione chi l’ha emozionata di più?
«Mi ha emozionato più di tutti Andrea Delogu: emana un’energia fortissima. Mi è piaciuta molto anche Francesca Fialdini e una sera ho trovato particolarmente forte Martina Colombari».

E chi, al contrario, non l’ha convinta? 
«Non c’è nessuno che non mi sia piaciuto. Sarebbe scontato fare i nomi di Beppe Convertini o della Signora Coriandoli. Quest’ultima, però, era un discorso a parte mentre Convertini è vero che ha ballato male, ma con una presenza mentale ironica che ha fatto ridere tutti: si è fatto conoscere, ha lasciato il segno ed è andato avanti a lungo per la sua simpatia. Sulla carta anche Marcella Bella sarebbe rimasta in panchina, invece ha tirato fuori una grinta che l’ha portata fino all’ottava puntata». 

Alla fine della gara, ha trionfato Andrea Delogu. Chi altro avrebbe meritato?
«Quella di Delogu è una vittoria meritata. Fialdini si è rivelata una bellissima scoperta, ma anche Fabio Fognini».

L’infortunio di Fialdini ha fatto scalpore… Pare che qualcuno non le credesse e che abbia richiesto le lastre. Secondo lei è stata strategia? 
«No, poverina, si è fatta male davvero. E non le serviva fingere, era già la numero uno».

Il giudice più longevo di "Ballando con le Stelle"

Guillermo Mariotto: «“Ballando con le stelle”? Può esistere anche senza me!»
La giuria di "Ballando con le Stelle" [Photo credit Ufficio Stampa RAI]

Rossella Erra l’ha definita “il più cattivo dei giudici”: si riconosce in questa descrizione?
«Ancora esiste Rossella Erra? (Ride, ndr). No, ma Rossella lo fa per gioco. Nel backstage siamo molto simpatizzanti l’uno con l’altra. È il gioco delle parti, ci sta».

Ma è davvero così cattivo?
«Per strada incontro solo gente affettuosa e quando qualcuno mi fa notare che sono cattivello rispondo che se io fossi troppo buono e buonista, diventerei noioso. Un pizzico di pepe ci vuole nei giudizi».

C’è chi dice che la vera “cattiva” sia stata Selvaggia Lucarelli, soprattutto con Barbara d’Urso. Com’è stato il clima tra loro dietro le quinte?
«Nel backstage non ci si incontra molto. Ma i loro confronti in studio sono sempre molto sinceri. Selvaggia è informata e molto schietta, non inventa: né come giudice, né come giornalista potrebbe farlo e se si impunta su una cosa, è perché crede in ciò che dice. Quella di Selvaggia viene scambiata per cattiveria, ma è solo autenticità. È la stessa cosa che accade a me: anche io sono sincero, e questo a volte è scambiato per cattiveria».

Lei ha definito i loro confronti “un cinema”: cosa intendeva? 
«A volte le parole vengono fraintese o travisate per creare volume. Quel che succede, però, è tutto vero. Tra le due, Barbara è più “attrice” perché quando non sa che rispondere si vede e fa la sua parte: fa le sue faccette, si prende il primo piano e non risponde a Selvaggia».

Le telecamere raccontano tutto?
«Tutto. Io poi non potrei mai mentire. Me lo diceva anche mia madre: mi si legge in faccia».

E c’è qualcuno che ha mentito?
«Tanti, ma non faccio nomi. A differenza di altri, non mi piace innescare polemiche… ».

Guillermo Mariotto: «“Ballando con le stelle”? Può esistere anche senza me!»
Milly Carlucci (71) e Guillermo Mariotto (58) [credit: Kikapress]

Tirando le somme, la ventesima edizione di Ballando, finita ormai da qualche settimana, che edizione è stata?
«Ho trovato un cast riuscitissimo. Personaggi strutturati e difficili da smontare, ma che nel tempo si sono trasformati: Martina Colombari sembrava una bambola di legno e ora è una gazzella che vola; Fabio Fognini giocava, poi ha capito di essere capace, si è preso sul serio ed è diventato subito un candidato al podio».

Di solito dopo un po’ i programmi stancano. Dopo vent’anni, è successo anche a Ballando con le Stelle?
«Assolutamente no! È diventato come Sanremo, si è istituzionalizzato. Basti pensare che una settimana dopo che finisce un’edizione, ci chiedono già quando torneremo in onda. Con i social, poi, è sempre trend topic».

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