Rivista Mio
  • Categorie
    • Copertina
    • Arte e Spettacolo
    • TV
    • Attualità
    • Cucina
    • Fitness
    • Gossip
    • Interviste
    • Moda e Design
    • Oroscopo
    • Salute
    • Viaggi
  • Edicola Digitale
    • Settimanale Mio
  • Link Utili
    • Privacy Policy
    • Termini e Condizioni
    • Dati Personali
  • Contatti
Facebook Twitter Youtube Instagram
Rivista Mio

Come posso aiutarti?

  • Copertina
  • Attualità
  • Interviste
  • Arte e Spettacolo
  • Viaggi
  • Gossip
  • Moda e Design
  • Oroscopo
Rivista Mio
  • Copertina
  • Arte e Spettacolo
  • Attualità
  • Interviste
  • Gossip
  • Viaggi
  • Oroscopo
Overtourism a Venezia: una folla di persone si accalca nei pressi di Piazza San Marco in una giornata estiva di sole. - © Shutterstock
AttualitàViaggi

L’overtourism è davvero un problema?

Concetta Patafi
Concetta Patafi
Luglio 17, 2025

In questo articolo

  • Continua la corsa senza sosta del turismo dopo gli anni del Covid: secondo il "World Tourism Barometer" di UN Tourism, il 2024 ha segnato la definitiva ripresa del settore. L’Europa si conferma la meta più gettonata con 747 milioni di turisti soltanto nel 2024
      • I disagi ambientali e sociali
      • Qual è la situazione in Italia?
      • Le proteste (e le ragioni della protesta)

Continua la corsa senza sosta del turismo dopo gli anni del Covid: secondo il "World Tourism Barometer" di UN Tourism, il 2024 ha segnato la definitiva ripresa del settore. L’Europa si conferma la meta più gettonata con 747 milioni di turisti soltanto nel 2024

Il termine overtourism indica una condizione in cui un luogo, in un determinato momento, riceve un numero eccessivo di visitatori, superando la capacità di accoglienza del territorio. Sebbene non esista una cifra precisa e ufficiale che stabilisca il numero di visitatori consentiti, diversi fattori – economici, sociali e ambientali – indicano quando la presenza turistica diventa insostenibile e peggiora la qualità della vita dei residenti.

È un problema che oggi colpisce molte città europee, e che ha a che fare soprattutto con la grande diffusione degli affitti brevi, ovvero gli appartamenti che vengono messi a disposizione dei turisti per pochi giorni, spesso attraverso piattaforme digitali, in quanto più redditizi rispetto agli affitti a lungo termine.

Questo comporta una diminuzione della presenza di abitazioni a prezzi più bassi e accessibili, e allo stesso tempo causa un aumento generalizzato dei prezzi.

Ma i disagi sono di varia natura: per fare un esempio, lo scorso anno, a Santorini (Grecia) è stato consigliato ai cittadini di non uscire di casa a causa del sovraffollamento: in un solo giorno sono arrivati  ben 11.000 turisti sull’isola, che di suo conta appena 15.000 abitanti!

Un assembramento di persone in un locale sull'isola greca di Santorini. - © Shutterstock
Un assembramento di persone in un locale sull'isola greca di Santorini. - © Shutterstock

I disagi ambientali e sociali

Molti luoghi, diventati mete irrinunciabili semplicemente perché apparsi in film, serie tv, spot pubblicitari o resi virali dai social, rischiano di essere danneggiati dall’eccessivo afflusso di persone. È il caso del Lago di Braies, in Trentino Alto Adige, diventato ormai una destinazione da selfie da parte di parecchi turisti “mordi e fuggi”. Questo tipo di turismo veloce causa un aumento dell’inquinamento, mette sotto pressione gli ecosistemi naturali e genera disagio per le comunità locali.

Lo stesso sta accadendo in Thailandia, dove la massiccia presenza di turisti e il costante afflusso di barche hanno gravemente danneggiato l’ecosistema dell’isola di Phi Phi Leh, in particolare la barriera corallina. L’aumento dei cumuli di rifiuti, la scomparsa della fauna selvatica e la morte dei coralli hanno costretto le autorità thailandesi a chiudere per diverso tempo la spiaggia di Maya Bay al pubblico, resa famosa dal film The Beach con Leonardo DiCaprio, per consentire il risanamento dell’ambiente marino.

Maya Bay, in Thailandia, luogo iconico delle riprese del film "The Beach" con Leonardo DiCaprio. Un luogo solitario e paradisiaco nella pellicola del 2000, affollato di turisti venticinque anni dopo, tanto da costringere le autorità a chiudere la spiaggia per alcuni periodi per favorire il risanamento ambientale. - © Shutterstock
Maya Bay, in Thailandia, luogo iconico delle riprese del film "The Beach" con Leonardo DiCaprio. Un luogo solitario e paradisiaco nella pellicola del 2000, affollato di turisti venticinque anni dopo, tanto da costringere le autorità a chiudere la spiaggia per alcuni periodi per favorire il risanamento ambientale. - © Shutterstock

Qual è la situazione in Italia?

Anche nel nostro Paese l’overtourism è una sfida sempre più seria. A Venezia, dove per ogni residente si contano almeno 21 turisti, continua anche nel 2025 la battaglia per contenere i numeri record dei visitatori giornalieri. Infatti, per cercare di limitare gli impatti negativi, è stato introdotto un ticket d’ingresso giornaliero di 5 euro se pagato entro il quart’ultimo giorno antecedente il giorno di accesso, altrimenti il costo sale a 10 euro. A peggiorare ulteriormente la situazione ha contribuito il recente matrimonio di Jeff Bezos, il fondatore e proprietario di Amazon, e della giornalista Lauren Sanchez. L’intera isola di San Giorgio, di fronte a San Marco, è stata affittata per diversi giorni creando non pochi disagi a causa dell’impatto generato dai jet privati usati dagli ospiti o altri mezzi, come navi ed elicotteri, altamente impattanti per l’ambiente.

Un’altra località simbolo del turismo di massa è quella delle Cinque Terre. Soprattutto durante i mesi estivi le spiagge si riempiono di turisti provenienti da tutto il mondo, molte abitazioni vengono trasformate in bed & breakfast e le strade dei paesini diventano praticamente invivibili. Per far fronte a questa emergenza che ormai va avanti da diversi anni, la Regione Liguria ha deciso di aumentare il costo del biglietto del “Cinque Terre Express”, il collegamento ferroviario che unisce, con tratte molto brevi (dai 4 ai 6 minuti) Monterosso al Mare, Riomaggiore, Vernazza, Corniglia e Manarola, nel tentativo di gestire meglio i flussi di visitatori.

Anche il Sud non è immune al fenomeno. È il caso di San Nicola Arcella, in provincia di Cosenza, una delle mete della Calabria più condivise sui social negli ultimi anni. Secondo il Comune, dal primo giugno al 31 ottobre 2024, l’Arcomagno ha attirato oltre 80.000 visitatori provenienti da tutto il mondo, diventando così uno dei siti più visitati del meridione. Tuttavia, gli enormi gruppi di turisti rischiano di distruggere la biodiversità della zona, tanto che è stato imposto un numero contingentato di ingressi alla spiaggia.

Proteste contro l'overtourism: cartello emblematico per le strade di Barcellona... - © Shutterstock
Proteste contro l'overtourism: cartello emblematico per le strade di Barcellona... - © Shutterstock

Le proteste (e le ragioni della protesta)

Lo scorso 15 giugno molte delle principali mete turistiche del Sud Europa sono state protagoniste di una protesta collettiva contro il turismo di massa, che, secondo molti abitanti, sta svuotando e danneggiando i centri urbani più visitati, oltre a essere la causa di una pesante crisi immobiliare. L’aumento incontrollato degli affitti, la trasformazione degli spazi pubblici in attrazioni turistiche e l’impatto ambientale stanno rendendo impossibile la vita quotidiana per i residenti. Le manifestazioni sono state promosse da decine di organizzazioni sindacali e movimenti locali contrari a un modello economico che, secondo loro, privilegia i turisti a danno degli abitanti delle città. Molte le città spagnole coinvolte, tra cui Barcellona, Ibiza, Malaga, Palma di Maiorca, San Sebastián e Granada, ma anche Parma, Genova e Venezia in Italia, e Lisbona in Portogallo. Gli attivisti sono scesi per le strade “armati” di pistole ad acqua, diventate ormai il simbolo delle proteste contro il turismo di massa in città e hanno urlato cori come “tourists go home” (turisti andate a casa).
L’obiettivo principale non è attaccare i turisti in quanto tali, ma sensibilizzare l’opinione pubblica e i governi su un modello di turismo ormai ritenuto insostenibile.
È necessario quindi adottare politiche pubbliche che mettano al centro la sostenibilità e il rispetto nei confronti dei luoghi ma anche di chi li abita.

Una delle tante forme di protesta verificatesi nell'ultima settimana di giugno nella città di Venezia, teatro delle nozze tra il magnate di Amazon Jeff Bezos e la giornalista Lauren Sanchez: una statua di Bezos con il volto d'oro e il corpo ricoperto di dollari (con l'effigie dello stesso Bezos), lasciata in Piaza San Marco lo scorso 24 giugno. - © Shutterstock
Una delle tante forme di protesta verificatesi nell'ultima settimana di giugno nella città di Venezia, teatro delle nozze tra il magnate di Amazon Jeff Bezos e la giornalista Lauren Sanchez: una statua di Bezos con il volto d'oro e il corpo ricoperto di dollari (con l'effigie dello stesso Bezos), lasciata in Piazza San Marco lo scorso 24 giugno. - © Shutterstock

Tags:

accoglienzaBarcellonafollagreciaItaliamaya bayovertourismripresasantorinisostenibilitàthailandiathe beachtourists go hometuristiveneziaviaggivisitatori

Condividi articolo

A te l'onere del primo commento..

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Mio in edicola

Settimanale mio - rivista digitale online

Leggi anche

Iran, Giorgia Meloni riferisce al senato sulla guerra: “Serve responsabilità”

Iran, Giorgia Meloni riferisce al Senato sulla guerra: “Serve responsabilità”

3
delia duran

Delia Duran, presto mamma: «Il mio amore con Alex Belli è ancora libero»

6
Che tempo che fa

Gelo in diretta a “Che tempo che fa”: Fabio Fazio bacchetta Luciana Littizzetto. C’entra Raf

3

Potrebbe interessarti

Avete solo 5 minuti? Ecco l’allenamento brucia-calorie da fare ovunque
4

Avete solo 5 minuti? Ecco l’allenamento brucia-calorie da fare ovunque

Marzo 13, 2026
Zeppole di San Giuseppe
1

Zeppole di San Giuseppe

Marzo 15, 2026
Perfezionismo tossico: quando il meglio è nemico del bene
4

Perfezionismo tossico: quando il meglio è nemico del bene

Marzo 17, 2026
Che tempo che fa
3

Gelo in diretta a “Che tempo che fa”: Fabio Fazio bacchetta Luciana Littizzetto. C’entra Raf

Marzo 11, 2026
Carica altri

Mio in edicola

Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Pinterest
Telegram
YouTube

Link Utili

  • Termini e Condizioni
  • Privacy Policy
  • Dati Personali
  • Contatti

Menu

  • Categorie
    • Copertina
    • Attualità
    • Arte e Spettacolo
    • Interviste
    • Viaggi
    • Beauty
    • Gossip
    • TV
    • Moda e Design
    • Oroscopo
  • La redazione
  • Edicola digitale
  • Acquista pubblicità
Rivista Mio

Vivere, condividere, scoprire:
ogni storia conta e noi siamo qui per raccontarla

RivistaMio @ Copyright - Edizioni Empire S.r.l. - P.I. 11687510963​

►
I cookie necessari abilitano funzioni essenziali del sito come accessi sicuri e regolazioni delle preferenze di consenso. Non memorizzano dati personali.
Nessuno
►
I cookie funzionali supportano funzioni come la condivisione di contenuti sui social media, la raccolta di feedback e l’attivazione di strumenti di terze parti.
Nessuno
►
I cookie analitici tracciano le interazioni dei visitatori, fornendo dati su metriche come numero di visitatori, frequenza di rimbalzo e fonti di traffico.
Nessuno
►
I cookie pubblicitari forniscono annunci personalizzati basati sulle tue visite precedenti e analizzano l’efficacia delle campagne pubblicitarie.
Nessuno
►
I cookie non classificati sono cookie che siamo in fase di classificazione, insieme ai fornitori dei singoli cookie.
Nessuno