Potrebbe interessarti
Focaccia soffice da picnic
Aprile 26, 2026
Nervo vago: il freno naturale dello stress
Aprile 27, 2026

Fermata con “afferramenti, compressioni, percosse, urti e graffi”, e poi morta per la “conseguenza di afferramento” e per “compressione del volto”. Così sarebbe stata uccisa, dal marito Sebastiano Visintin, Liliana Resinovich, scomparsa la mattina del 14 dicembre 2021 e ritrovata senza vita in un bosco 20 giorni dopo. A scriverlo è la Procura di Trieste nella richiesta di incidente probatorio. La riapertura del caso, che inizialmente era stato giudicato come un suicidio, continua a seguire la pista dell’omicidio dopo la nuova autopsia sul corpo della vittima e la superperizia dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, Biagio Eugenio Leone e Stefano Tambuzzi, che invece ha rilevato tutti i tratti dell’omicidio.
Secondo il documento della Procura, Visintin ha seguito la donna “all’interno del parco ex Opp, in prossimità della via Weiss, all’altezza del civico 21», e in seguito l’avrebbe aggredita, uccidendola. Dichiaratosi sempre innocente, ma da due giorni irreperibile per i giornalisti, Sebastiano Visintin, ha ricevuto gli investigatori, poche settimane fa, per una nuova perquisizione: sono stati portati via centinaia di coltelli e altri attrezzi, oltre a un elemento che può essere fondamentale, un maglione giallo e dei guanti che l’uomo, probabilmente, indossava, il giorno della morte della moglie, uccisa sicuramente lo stesso giorno della scomparsa, come dimostra l’autopsia. Che avesse questi indumenti lo dimostra lo stesso video che aveva usato lui come alibi il giorno della scomparsa, in cui si vede l’uomo intento ad andare in bici.

A formalizzare la richiesta al gip, la pm Ilaria Iozzi che vuole cristallizzare la testimonianza di Claudio Sterpin, uomo con cui Liliana aveva una relazione d’amicizia, oggi 86 enne, e con il quale la donna, secondo quanto detto da lui, aveva in progetto di andare a vivere insieme. La sua testimonianza, dopo la riapertura delle indagini ottenuta grazie all’opposizione del gip Luigi Dainotti alla richiesta di archiviazione come suicidio, può essere un pezzo importante del puzzle che sta mostrando passo dopo passo un nuovo quadro e un nuovo presunto assassino, il marito che, secondo la procura, avrebbe ucciso la moglie preoccupato per i risvolti economici che avrebbe potuto avere per lui un progetto di vita insieme tra Liliana e Claudio.
Il nuovo impianto accusatorio vede protagonista Visintin che prima andrebbe a sorprendere la moglie durante la consueta passeggiata mattutina, e poi prenderebbe la sua bici, filmando i suoi giri con una go-pro, a oggi il fragile alibi a cui si è affidato per più di tre anni. La sua immagine, nei documenti in mano alla Procura, sarebbe però stata ritrovata anche dalla telecamera di un autobus in un altro punto della città, di prima mattina, in direzione del percorso che solitamente faceva la moglie per passeggiare.

A Sterpin, uomo che non ha mai creduto alla pista del suicidio, verranno chiesti i dettagli dell’amicizia con Liliana e i progetti futuri che i due avevano.
Intanto le indagini riprenderanno le testimonianze di alcuni sanitari, che lavorano nel parco di San Giovanni di Trieste dove il 5 gennaio 2022 è stato trovato il corpo di Liliana Resinovich: questi avevano sostenuto di aver visto un uomo aggirarsi nella zona nei giorni precedenti alla scoperta del cadavere, un signore con la barba bianca, vestito con abiti scuri e una torcia accesa, che camminava all’alba del 5 gennaio nell’area dove poi sarebbe stato rinvenuto il corpo.
A te l'onere del primo commento..