
La Mostra di Venezia perde il cinema: la cacciata delle star per far spazio agli influencer
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La Mostra del Cinema di Venezia fa discutere per un tappeto rosso sempre più commerciale: sacrifichiamo l’arte per qualche video su Tik Tok?
La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è da sempre la culla del glamour, il luogo magico dove è possibile veder sfilare i più grandi nomi del cinema mondiale. Anche l’edizione di quest’anno non ha fatto eccezione. I vari photocall e le premiere serali presso le sale del Lido hanno visto sfilare icone mondiali della cultura pop confermando come la Laguna resti ancora l’epicentro del cinema mondiale grazie alla presenza di star del calibro George Clooney, Robert Pattinson e Orlando Bloom e tantissime altre stelle acclamate dal pubblico come Rooney Mara e Jonathan Bailey. Il glamour internazionale ha brillato anche con la supermodella Alessandra Ambrosio e l’icona rock Noel Gallagher, mentre la coppia formata da Brooklyn Beckham e Nicola Peltz ha illuminato i premi collaterali, regalando al festival un’atmosfera da notte degli Oscar in Laguna. Tra i volti internazionali della cinematografia più attesi c’era anche la splendida Nina Dobrev, celebre star della serie di culto The Vampire Diaries. L’attrice è arrivata al Lido incantando i presenti e prestandosi con il sorriso a favore di flash dei fotografi, ma la sua sfilata si è trasformata in pochissimi istanti nel caso mediatico del Festival.
Nina Dobrev allontanata: il cinema cede il passo al marketing

Il sogno veneziano si è interrotto bruscamente quando la security ha letteralmente cacciato Nina Dobrev dal red carpet. L’attrice era sul tappeto rosso da pochissimo tempo quando gli addetti alla sicurezza l’hanno costretta ad accelerare il passo per abbandonare la passerella: per rispettare la scaletta, è stata la motivazione ufficiale. Una scena surreale che ha scatenato le proteste dei fotografi e l’incredulità della stessa Dobrev che non ha trattenuto una smorfia di sorpresa (e contrarietà al tempo stesso).
Un episodio (di cui avremmo fatto a meno) che evidenzia una triste realtà: gli attori non sembrano più godere della massima attenzione, sostituiti da un meccanismo sempre più commerciale che sacrifica l’arte per fare spazio agli influencer. Molti hanno criticato l’organizzazione della Mostra di Venezia, facendo notare l’assurdità di concedere pochissimi istanti a una stella del cinema internazionale per dare invece ampio spazio e tempo a influencer e creator digitali meno noti.
Anche quest’anno, infatti, la quota influencer è stata altissima: Valentina Cabassi, ad esempio, ha catturato l’attenzione dei media con un sofisticato look maschile arricchito da un originale papillon di strass. Anche Marta Losito ha calcato ufficialmente il tappeto rosso in occasione della premiere del film Mr., dedicando il giusto tempo alle pose per i fotografi accreditati mentre la giovanissima creator Lisa Luchetta ha fatto il suo ingresso ufficiale concedendosi una sfilata completa sul red carpet principale. Presente sulla croisette anche la coppia di creator Raissa e Momo che ha sfilato insieme, alternando momenti di complicità a pose ufficiali davanti ai flash delle agenzie stampa.
Che le webstar abbiano comunque grande risonanza (e grande spazio) sul tappeto rosso di Venezia non è certo una novità se si pensa alle derive degli anni passati, come la plateale proposta di matrimonio (fake) messa in scena da Alessandro Basciano per l’ormai ex compagna Sophie Codegoni proprio sul prestigioso tappeto rosso della Mostra.
Il caso Natalia Paragoni: la forza della normalità contro la cattiveria social

A onor del vero, però, quest’anno neppure agli influencer è andata del tutto benissimo, sebbene per motivi decisamente diversi e legati alla ferocia dei social. Basti pensare a Natalia Paragoni, presente a Venezia nonostante la sua durissima battaglia contro il linfoma di Hodgkin. Nonostante i pesanti cicli di chemioterapia che l’hanno costretta a rasarsi, Natalia ha preso parte alla kermesse bellissima, raggiante e fiera anche con i capelli a zero. Sfoggiando con orgoglio la sua testa scoperta, ha lanciato un meraviglioso messaggio di speranza, forza e normalizzazione per tutte le donne che lottano quotidianamente contro la malattia. Eppure, la risposta di una parte del web è stata spietata: l’influencer è stata incredibilmente accusata di voler strumentalizzare e spettacolarizzare il suo tumore, scatenando l’indignazione generale e la ferma difesa di colleghi e personaggi dello spettacolo come Elena Santarelli che è intervenuta pubblicamente per risponderle duramente e difendere Natalia: «Fossi una tua amica – ha scritto a un hater – dopo aver letto quello che hai scritto me ne guarderei bene dal parlare ancora con te, puoi anche pensarlo ma scriverlo sotto il post di una ragazza che sta lottando dimostra poca empatia… o forse zero».
Il declino culturale di un tappeto che era d'oro

Il red carpet di Venezia si ritrova così a uno snodo cruciale, specchio perfetto di una società che corre troppo veloce, per andare non si capisce bene in quale direzione. Se da un lato la “fretta burocratica” allontana le vere star del cinema per fare spazio a fredde logiche commerciali, dall’altro la passerella diventa il riflesso di una società spezzata: da una parte la forza di chi, come Natalia Paragoni, usa la propria visibilità per portare un messaggio di reale umanità, dall’altra la tossicità di un pubblico social ormai anestetizzato dall’invidia. Il rischio concreto è che il Festival perda definitivamente la sua anima artistica, trasformando quello che era il tappeto rosso più elegante del mondo in un mero set fotografico intercambiabile per i trend di Instagram e TikTok.
Questo scenario ci impone una riflessione che va oltre il semplice gossip da Festival. Fino a che punto è giusto sacrificare il talento e il cinema in nome dei numeri, dei clic e delle sponsorizzazioni? Ma soprattutto, cosa dice di noi, come pubblico, la facilità con cui giudichiamo e condanniamo la vulnerabilità di una persona? Forse, la sfilata più difficile non è quella sotto i flash dei fotografi, ma quella che affrontiamo ogni giorno online, dove l’empatia sembra essere diventata l’abito più raro da trovare.

Giulia De Lellis e l'abito "centrino"
Tra le influencer più fotografate dell'edizione c'è stata, come sempre, Giulia De Lellis. Questa volta l'influencer ha catturato l'attenzione dei critici di moda sfoggiando sul red carpet un abito bianco battezzato "Lucilla". La particolarità? Il vestito è stato realizzato dalla designer Diana Qerimi riciclando e unendo i vecchi centrini fatti a mano all'uncinetto dalla nonna scomparsa e dalla bisnonna dell'influencer. Un omaggio familiare e sentimentale che ha commosso il pubblico che lo ha considerato un gesto dolcissimo, nonostante la voce fuori coro di qualche leone da tastiera che, inevitabilmente, ha ironizzato sullo stile "salotto della nonna" prestato all'alta moda veneziana.





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