La guerra si allarga, missile iraniano intercettato in Turchia. L’Iran elegge Mojtaba Khamenei, figlio di Ali, Guida Suprema
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Non si fermano le bombe sull’Iran da parte dell’esercito israeliano e statunitense. Nel corso degli attacchi sferrati sono state colpite decine di obiettivi militari, tra cui il quartier generale dei Basij. Lunedì un raid ha preso di mira il palazzo dove era riunita l’Assemblea degli Esperti per eleggere la nuova Guida Suprema.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti comunica che sono 50 mila i soldati assegnati alla guerra contro l’Iran, mentre altri sono in arrivo: «Operazione senza precedenti – si legge – raddoppiati gli attacchi rispetto al 2003 in Iraq».
In Libano si aggrava il bilancio degli attacchi israeliani che hanno causato almeno 56 morti e oltre 335 feriti in due giorni. Uno dei raid odierni dell’Idf ha colpito un hotel alla periferia di Beirut, il Comfort Hotel, nel sobborgo di Baabda, al di fuori delle aree solitamente prese di mira dalle forze israeliane. L’attacco ha provocato ingenti danni materiali e ha ferito almeno cinque persone, tra cui un receptionist che si trova in gravi condizioni.

Intanto, nonostante l’attacco, l’Assemblea è riuscita a eleggere la nuova Guida Suprema: è Mojtaba Khamenei, 56 anni, figlio dell’ayatollah morto negli attacchi dei giorni scorsi, nei quali era stato dato per morto anche lui. Secondogenito di Ali Khamenei, Mojtaba è cresciuto sotto l’ombra dei pasdaran e degli apparati di sicurezza e repressione. A 17 anni, infatti, è entrato nel corpo dei Guardiani della rivoluzione combattendo nella guerra Iran-Iraq in un’unità molto ideologica fondata dal comandante antisemita Ahmad Motevaselian. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha già avvisato che “qualsiasi leader nominato dal regime iraniano per sostituire Ali Khamenei sarà un bersaglio inequivocabile da eliminare”.
L’Iran risponde prendendo di mira le sedi diplomatiche Usa nel Golfo: incendiato il consolato a Dubai mentre sono stati lanciati missili sull’ambasciata a Riad, evacuate anche quelle in Iraq, Bahrein, Giordania e Kuwait. La Francia è intervenuta inviando la portaerei De Gaulle nel Mediterraneo e dispiega mezzi a Cipro. La Spagna invece si sfila: «Non si può rispondere a un’illegalità con un’altra, perché è così che iniziano i disastri dell’umanità», ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez, ribadendo la posizione di Madrid sulla crisi in Medio Oriente. Il premier chiede “la cessazione immediata delle ostilità” e “una soluzione diplomatica e politica”. «La Spagna è un membro pieno dell’Unione Europea, della Nato e della comunità internazionale», ha rilevato Sanchez in relazione alle minacce ricevute ieri dal presidente statunitense Donald Trump di interrompere le relazioni commerciali con Madrid, definita “un terribile alleato”.
L’Iran intanto colpisce anche la Turchia: delle munizioni balistiche sono state sparate dalle truppe iraniane ma sono state neutralizzate dalle unità di difesa aerea e missilistica della Nato nel Mediterraneo orientale, «Un missile balistico, lanciato dall’Iran e individuato mentre si dirigeva verso lo spazio aereo turco dopo aver attraversato lo spazio aereo iracheno e siriano, è stato prontamente intercettato e neutralizzato dagli elementi di difesa aerea e missilistica della Nato schierati nel Mediterraneo orientale», dice il Ministero della Difesa Nazionale turco.

I tempi della guerra si allungano: Israele e Stati Uniti dopo l’avvio dell’operazione chiamata dall’Idf “Ruggito del Leone” (ed “Epic Fury” dagli statunitensi), ma i tempi non sono certi. Per il presidente Usa Donald Trump la missione ha come obiettivo “difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano”. L’inquilino della Casa Bianca si riferisce alla minaccia atomica dell’Iran che però ha risposto in maniera globalizzata, mettendo in pericolo diversi Stati.
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