
I Negramaro dicono stop: “una lunga pausa” dopo il tour 2026
“Abbiamo bisogno di respirare per tornare meglio di prima”. Sangiorgi conferma lo “scoop” inserito nel post di annuncio del tour “Una storia ancora semplice”
Come sa ogni buon conoscitore di vini, i migliori sono quelli lasciati a invecchiare nella propria botte di raccolta, per assorbire nel tempo i sapori e le fragranze del legno ed esaltare gli aromi. E ogni buon vino, prima di essere bevuto, va fatto decantare per rivelare tutte le sue potenzialità espressive. E dunque un gruppo musicale che ha preso ispirazione per il suo nome dal vitigno a bacca nera rappresentativo della loro terra, il Salento, non poteva che fare propria questa filosofia dell’attesa.
I Negramaro si fermeranno “per una lunga pausa”, dunque, una volta terminato il lungo tour “live” che nel 2026 li porterà in giro per l’Italia partendo dalla data di Roma, il 20 giugno a Rock in Roma, per concludersi l’8 settembre, al Parco della Musica di Milano. Lo avevano annunciato nel post di Instagram dei giorni scorsi con le date del tour: «Torneremo a suonare dal vivo nell’estate 2026 sui palchi dei principali festival italiani! Un’ultima occasione per vederci dal vivo prima di una lunga pausa e celebrare insieme tutte le nostre grandi hit». La notizia, che all’inizio era passata un po’ sotto silenzio, è stata rilanciata da un’intervista concessa da Giuliano Sangiorgi a Repubblica e pubblicata ieri, venerdì 7 novembre.

Ma niente paura! I fan della band di Copertino, composta oltre che da Sangiorgi in qualità di voce e “frontman”, da Ermanno Carlà, Andrea De Rocco, Andrea Mariano, Emanuele Spedicato e Danilo Tasco, non devono temere scioglimenti o litigi in corso.
La ragione di questo annuncio risiede, anzi, proprio nella lunga, infaticabile e ininterrotta storia del gruppo salentino. Ci pensa proprio Sangiorgi a chiarire il senso di questo stop inatteso: «Non ci fermiamo dal 2017, nemmeno il Covid ci ha bloccati. Ora è il tempo giusto per uno stop. Quanto durerà non lo sappiamo, abbiamo bisogno di un grande respiro. Staremo insieme per parlare, ragionare. Dopo 25 anni sarà un meritato riposo per tornare meglio di prima».
Non ci sono in vista neanche derive soliste alla Riccardo Fogli coi Pooh o alla Damiano coi Måneskin. «Avrei potuto lasciare i Negramaro mille volte, non so nemmeno quante volte me lo abbiano proposto», rivela Sangiorgi ad Andrea Silenzi che ha raccolto le dichiarazioni del cantante, «ma noi siamo un simbolo sociale, una famiglia allargata, che è anche un simbolo culturale». Sangiorgi rivendica, semmai, il diritto suo e degli altri componenti della band alla «piccola esperienza del trascorrere del tempo con gli amici», senza inseguire la frenesia dell’esposizione mediatica e dell’iperproduttività a tutti i costi, un difetto cui la musica e lo spettacolo in genere negli ultimi anni sembrano essersi avviluppati, a scapito delle idee e della profondità del lavoro artistico.

Anche il titolo del tour, Una storia ancora semplice, che richiama l’album e l’omonimo successo del 2012 Una storia semplice, è una sorta di omaggio al loro percorso artistico ma anche alle proprie radici. A testimonianza del fatto che gli elementi “semplici” che hanno caratterizzato il loro incontro e la loro esperienza di questi anni non si sono dissipati e anzi rimangono il loro nucleo ispiratore.
“Creare con lentezza”, dunque, avere il tempo di assorbire sensazioni, apprendere, seguire la propria curiosità, prima di riversare, se sarà il caso e avrà senso, tutto questo in un nuovo progetto musicale.
D’altronde non sono pochi i casi, anche recenti di artisti che sentono il bisogno di staccare prima di tornare più briosi di prima per ricaricare le batterie della creatività, non ultimo il Fiorello che dopo la chiusura di Viva Rai Due aveva salutato il suo pubblico dandogli appuntamento “alla prossima idea” e che poco più di un anno dopo è tornato con il suo nuovo show radiofonico su RadioDue La Pennicanza.
E d’altro canto, la storia artistica dei Negramaro non lascia spazio a rimpianti, con tutti i successi attraversati in questi 25 anni di musica dalla band, da Mentre Tutto Scorre, con cui esordirono a Sanremo nel 2005, a Solo tre minuti, passando per memorabili rivisitazioni di successi del passato come Meraviglioso di Modugno e Un amore così grande di Claudio Villa.
Per i fan, il tour sarà dunque l’occasione di ripercorrere tutti i grandi successi della band e di fondersi con loro in un abbraccio lungo due mesi e mezzo, prima di una pausa di riflessione sentita come necessaria. E che porterà, chissà, forse, a nuovi successi, ma soprattutto a nuove storie semplici, come un bicchiere di buon vino invecchiato e decantato a dovere.


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