
Gli Usa attaccano il Venezuela e catturano il presidente Maduro. Donald Trump: «Guideremo noi il Paese»
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Attacco a Caracas nella notte di ieri. Donald Trump rivendica l’aggressione dopo le tensioni delle ultime settimane. Preoccupazione per i tanti italiani presenti in Venezuela.
Gli Usa hanno attaccato il Venezuela e catturato il presidente Nicolas Maduro, insieme alla moglie Cilia Flores, mentre i due si trovavano in camera da letto. Entrambi sono accusati di cospirazione per narcotraffico e terrorismo contro gli Stati Uniti. L’annuncio arriva dal presidente americano Donald Trump quando in Italia sono circa le 7 del mattino. A Caracas si sono registrate forti esplosioni: “gravissima aggressione militare” ha detto il governo venezuelano. Le esplosioni hanno colpito località civili e militari negli stati di Miranda, Aragua, La Guaira e nella capitale Caracas.
Il governo venezuelano ha dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale mentre le ambasciate, compresa quella italiana, si sono attivate per soccorrere i cittadini. Lo scoppio arriva dopo settimane di tensione tra i due Stati.
Il Venezuela condanna l'attacco: «Un tentativo di guerra coloniale»

“La Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge, condanna e dichiara alla comunità internazionale la flagrante aggressione militare commessa dall’attuale governo degli Stati Uniti d’America contro il territorio e la popolazione del Venezuela nelle aree civili e militari della città di Caracas, capitale della Repubblica, nonché negli stati di Miranda, Aragua e La Guaira”, ha scritto il ministro degli Esteri venezuelano Yvàn Gil Pinto. Per il diplomatico e politico venezuelano Jorge Arreaza l’attacco rappresenta ”un tentativo di guerra coloniale” per ”forzare un cambio di regime”.
Le accuse di Trump e le intenzioni USA: «Guideremo noi il Venezuela»

Alla base del conflitto le tensioni che hanno portato alla cattura di Nicolas Maduro, presidente venezuelano, che secondo il Presidente USA sarebbe a capo di una vasta rete di narcotraffico. Un’accusa sempre negata da Maduro che rilancia, affermando che Trump abbia mire sulle riserve petrolifere dello stato venezuelano, le più grandi del pianeta.
Per questo motivo, dall’inizio di settembre, l’esercito statunitense ha effettuato più di 30 attacchi contro imbarcazioni sospettate di essere utilizzate per il traffico di droga nei Caraibi e nel Pacifico orientale, uccidendo oltre 110 persone.
Il 10 dicembre 2025 gli Stati Uniti hanno sequestrato la petroliera The Skipper al largo delle coste del Venezuela, sostenendo che fosse utilizzata per trasportare petrolio soggetto a sanzioni, e da allora è in corso un blocco e un’escalation di tensioni legate alle operazioni militari e alle petroliere nella regione.
Durante la conferenza stampa tenutasi al termine delle operazioni militari, Trump è apparso visibilmente provato, con un’espressione stanca e una voce insolitamente roca. Con il procedere delle domande, però, il tono si è fatto più deciso e il Presidente ha pronunciato dichiarazioni destinate a segnare un punto di svolta sul piano politico. Ha annunciato che Washington assumerà la guida del Paese con effetto immediato, senza indicare una scadenza precisa, chiarendo che il controllo statunitense proseguirà finché lo riterrà necessario, dichiarando di di voler mettere le mani sulle più grandi riserve petrolifere del Paese. Nello stesso intervento ha ridimensionato il ruolo della premio Nobel per la pace 2025, María Corina Machado, fino a quel momento considerata la principale candidata a una transizione post-Maduro, e ha invece indicato nella vicepresidente Delcy Rodríguez la figura con cui gli Stati Uniti intendono avviare un dialogo nella fase iniziale del nuovo corso. La Rodriguez, dal canto suo, in un discorso pubblico trasmesso dalla tv di Stato ha dichiarato: «Rilasciate Maduro, è il nostro unico presidente».
L'ambasciata d'Italia a Caracas: «Invitiamo i connazionali a non uscire di casa»

In Italia, intanto, c’è preoccupazione per gli italiani presenti nello stato venezuelano, da tempo terra d’approdo per tanti emigrati: l’Ambasciata d’Italia a Caracas, tramite l’ambasciatore Giovanni Umberto De Vito, ha inviato gli italiani in Venezuela “a non uscire di casa ed evitare gli spostamenti”. Lo ha detto intervenendo a Rai News24. «La situazione è incerta – ha aggiunto – e invitiamo i connazionali a contattare l’ambasciata e i consolati».
«Stiamo seguendo con attenzione gli attacchi a Caracas, sappiamo che sono state prese di mira alcune infrastrutture portuali e aeroportuali, la nostra ambasciata a Caracas è operativa, ci sono tantissimi italiani in Venezuela, Temiamo manifestazioni di piazza, quindi abbiamo dato indicazione di essere prudenti, pare che ci siano anche nelle carceri momenti di tensione”, ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani al Tg2.
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