Da nord a sud dell’Italia centinaia di migliaia di persone contro la guerra in Palestina
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L’Italia si è fermata per la Palestina. Da nord a sud della penisola sono state centinaia di migliaia le persone in corteo, in almeno 80 città, da Catania a Trieste. Nei cortei esponenti dei sindacati, studenti, artisti, politici e cittadini comuni che hannoinvocato lo stop alle armi in Palestina, chiedendo inoltre alle istituzioni di interrompere le collaborazioni con Israele.
Il corteo più grande a Roma, dove hanno partecipato più di 50mila persone, con i manifestanti che si sono radunati in piazza dei Cinquecento per un corteo che ha interessato il centro della città, con il benestare di molti automobilisti che, bloccati sulla tangenziale durante il passaggio dei manifestanti, sono stati ripresi uscire dalle loro macchine per applaudirli, esprimendo così la loro partecipazione alla causa.
Lo sciopero ha coinvolto anche diversi lavoratori pubblici e privati, con disagi nei trasporti per molti cittadini che hanno dovuto fare i conti con cancellazioni di treni e autobus. Le proteste hanno interessato anche scuole e università con gli studenti che hanno bloccato gli ingressi, come accaduto all’università di Torino e in quella di Roma: “Dobbiamo svuotare le aule perché è nelle scuole che si riproduce tutta la società – scrivono i comitati studenteschi in maniera unita – Fermiamo le scuole, fermiamo le città, fermiamo il mondo, perché a Gaza non ci sono più aule, non ci sono più ospedali, non c’è più tempo. Blocchiamo tutto per Gaza, non possiamo più rimandare la costruzione di un mondo decente”.
A Milano la protesta è stata condita da scontri e violenze. La devastazione ha interessato la Stazione centrale, dove è stato divelto il portone di ingresso, mentre alcuni ponteggi sono stati utilizzati per sfondare i vetri. Gli scontri con la polizia di alcuni manifestanti Pro Pal hanno portato a cinque arresti, tra cui ci sono due minorenni.
A essere state arrestate sono due ragazze militanti del centro sociale Lambretta, di 21 e 22 anni, un 37enne incensurato e due minorenni un ragazzo e una ragazza, entrambi di 17 anni. Sono tutti accusati di resistenza aggravata. Sono stati denunciati inoltre per danneggiamento aggravato insieme ad altri tre manifestanti, un minore e due maggiorenni, rilasciati a piede libero a tarda notte dalla Questura. Tra questi, altri due militanti del Lambretta.
Il corteo di Milano ha coinvolto più di 15mila persone. Così come quello di Napoli dove, nel corso della manifestazione, i manifestanti hanno bruciato le foto del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendo a gran voce la cessazione degli accordi tra l’Italia e lo Stato di Israele.
Grandi numeri anche a Bologna dove sarebbero state più di 50mila le persone scese in piazza. Al comune è stata esposta una bandiera palestinese: “In occasione dello sciopero generale per Gaza, e in continuità con le tante iniziative a sostegno del popolo palestinese, il Comune di Bologna espone per la giornata di oggi, 22 settembre, la bandiera della Palestina dalla facciata di Palazzo d’Accursio”, è quanto ha scritto in un comunicato il Comune di Bologna.
Da Milano fino a Palermo, il corteo siciliano ha raccolto più di 15 mila persone, con gente che ha paragonato quella lunga fila ai cortei antimafia degli anni Novanta, quando le strade si riempivano per protestare contro le uccisioni. Il corteo è partito dal Teatro Massimo e quando la testa era già all’ingresso del porto, la coda era ancora in via Cavour. Stesso copione a Catania e a Messina, dove non si sono registrati scontri o disordini.
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