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Dopo lo stop alla puntata di Falsissimo dedicata ad Alfonso Signorini, Fabrizio Corona parla di censura, annuncia ricorso e rilancia la sua battaglia sulla libertà di parola.
«Non è giustizia, non mi fermo». È con queste parole che Fabrizio Corona ha commentato sul suo canale Telegram la decisione del Tribunale civile di Milano che ha accolto la richiesta presentata da Alfonso Signorini, disponendo il blocco dell’uscita del nuovo episodio di Falsissimo. La puntata era incentrata sul conduttore e su un presunto sistema di favori, anche di natura sessuale, in cambio di visibilità e risalto mediatico. Il giudice Roberto Pertile ha ritenuto opportuno ordinare a Corona «di rimuovere immediatamente da ogni hosting provider e da ogni social media a lui direttamente o indirettamente riconducibile, tutti i video nonché tutti i contenuti (testuali, audio e video) precisati nel ricorso» degli avvocati e “comunque aventi a oggetto” il conduttore. Ha inoltre vietato “con qualsiasi mezzo o strumento e su qualsiasi hosting provider” la diffusione di ulteriori materiali riferibili alla sfera privata del giornalista.
La linea della difesa: «Non è censura preventiva»

La decisione verrà impugnata in appello. A chiarirlo è stato l’avvocato Ivano Chiesa, storico difensore di Corona, che ha parlato apertamente di un provvedimento in contrasto con i principi costituzionali. «In Italia c’è la libertà di pensiero e di parola, in qualunque modo venga manifestata. La censura non esiste più dal 1946», ha spiegato il legale, sottolineando come l’ordinamento consenta di intervenire solo ex post, in caso di diffamazione o offesa, e non di impedire preventivamente la diffusione di contenuti. «Altrimenti non siamo in uno Stato di diritto, ma in un altro sistema», ha aggiunto.
Durissimo anche il commento dell’ex re dei paparazzi, che sui social ha parlato di un Paese «dove i potenti si proteggono tra loro e il diritto di cronaca vale solo se non disturba». Secondo Corona, il provvedimento non sarebbe il frutto di una smentita o di una sentenza di merito, ma di una scelta dettata dalla paura che determinate informazioni possano emergere. «Non una condanna. Non una smentita. Solo tanta, ma tanta paura della verità», ha tuonato, infatti. «Se oggi zittiscono me, domani zittiscono voi», ha scritto ancora ai suoi follower sul suo canale Telegram, rivendicando il diritto di continuare a indagare e raccontare fatti che definisce “gravi”.
Una battaglia che va oltre il singolo caso

Nel frattempo, la puntata di Falsissimo prevista per lunedì 26 gennaio resta formalmente in bilico. Potrebbe andare in onda, ma solo dopo una profonda revisione: ogni riferimento ad Alfonso Signorini dovrà essere eliminato dal video destinato a YouTube. Come mostrato dalle Instagram stories pubblicate da Corona nelle ultime ore, il format rischia di dover essere riscritto e rigirato, con un impatto evidente sulla programmazione e sulla struttura narrativa del progetto.
La vicenda, comunque, si inserisce in un contesto più ampio, che riaccende il dibattito sul confine tra diritto di cronaca, tutela della reputazione e libertà di espressione. Per Corona, la questione non riguarda solo Falsissimo, ma un sistema che, a suo dire, interviene per silenziare contenuti scomodi prima ancora che vengano valutati nel merito. «O facciamo rumore o ci seppelliscono nel silenzio che vogliono», ha concluso. Una dichiarazione che segna l’ennesimo capitolo di uno scontro destinato a proseguire nelle aule giudiziarie ma anche nel dibattito pubblico.
La scottante situazione, infatti, sta tenendo con le antenne drizzate migliaia di persone desiderose di scoprire cosa si cela davvero dietro il patinato mondo dello showbiz.
Ultim’ora: "Falsissimo" va in onda, ma cambia rotta

Colpo di scena dell’ultimo minuto: Falsissimo andrà regolarmente in onda, ma con una puntata profondamente rivista. Fabrizio Corona ha annunciato di essersi adeguato al provvedimento d’urgenza firmato dal giudice Roberto Pertile, che gli ha imposto di eliminare tutti i contenuti già pubblicati ritenuti potenzialmente diffamatori nei confronti di Alfonso Signorini e di astenersi dalla diffusione di nuovo materiale sulla vicenda. Gli episodi 19 e 20 sono stati rimossi e archiviati dai profili social di Falsissimo e di Corona (video che, sottolinea l’ex paparazzo, avevano superato complessivamente i 100 milioni di visualizzazioni) con la riserva di una futura ripubblicazione in caso di esito favorevole del ricorso in appello.
Nella puntata di stasera, Falsissimo Ep. 21, non verranno trasmesse chat, foto, video o interviste legate al cosiddetto “sistema Signorini”, ma il racconto si sposterà su quello che Corona definisce il “sistema Mediaset”, con riferimenti a Maria De Filippi, Gerry Scotti, Silvia Toffanin, Marina Berlusconi e Pier Silvio Berlusconi, oltre allo stesso Signorini, senza entrare nella vicenda oggetto del divieto. Corona sul profilo instagram di Falsissimo ha ribadito di considerare il provvedimento un precedente pericoloso per la democrazia e ha annunciato che tutto il materiale oggi non pubblicabile verrà messo a disposizione della Procura, nello specifico «del PM che sta indagando Signorini, il dott. Gobbis, per le sue opportune valutazioni».
La battaglia proseguirà, dunque, nelle sedi giudiziarie e istituzionali.






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