
Addio a Pippo Baudo, i vip piangono il re della televisione italiana
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Pippo Baudo è morto a 89 anni. Il re dei presentatori lascia un vuoto immenso nel mondo dello spettacolo. Da Sanremo a Domenica In, la sua carriera ha segnato la storia della tv. L’omaggio commosso dei vip.
Pippo Baudo, simbolo indiscusso della televisione italiana, si è spento ieri sera a Roma all’età di 89 anni. Ricoverato al Campus Biomedico, il conduttore è morto serenamente, circondato dagli affetti più cari e con il conforto dei sacramenti. La notizia, appresa dall’Ansa e confermata dal suo legale e amico Giorgio Assumma, segna la fine di un’epoca: quella della tv generalista che lui, più di chiunque altro, ha saputo interpretare e guidare. Re del piccolo schermo, ha condotto tredici edizioni del Festival di Sanremo e programmi storici come Canzonissima, Fantastico e Domenica In, diventando un punto di riferimento per generazioni di artisti e spettatori.
Dalla festa di Pingitore agli ultimi anni difficili

La sua ultima apparizione pubblica risale a settembre 2024, alla festa per i 90 anni di Pierfrancesco Pingitore. Pur in sedia a rotelle, Baudo aveva sorriso tra amici e colleghi, brindando con l’ironia che non lo aveva mai abbandonato. Già allora le sue condizioni di salute destavano preoccupazione, aggravate da un incidente domestico nel dicembre 2024, quando cadde nella sua casa romana riportando fratture a ginocchio e spalla. Dopo un periodo di riabilitazione era tornato nella sua abitazione, sempre più lontano dalla scena pubblica. Negli ultimi anni si erano rincorse più volte voci infondate sulla sua morte, alle quali Pippo rispondeva con la sua proverbiale ironia: «Ogni volta che qualcuno annuncia la mia morte, mi allunga la vita».
Il cordoglio dei vip: “Un maestro per tutti”

Renzo Arbore, legato a lui da un’amicizia profonda, ha raccontato l’ultima telefonata con Pippo, avvenuta poche settimane fa: «È stato piuttosto sbrigativo, abbiamo capito che non stava bene. Speravamo di vederlo ancora, ma è arrivata la terribile notizia». Arbore lo ricorda come un compagno di vita e di televisione, con cui condivideva passione e rigore: «Non parlavamo mai di ascolti, ma solo di programmi di qualità».
La notizia della morte di Pippo Baudo ha scosso il mondo dello spettacolo e non solo. Da Laura Pausini, che lo ha definito «il mio secondo papà», ad Anna Tatangelo che lo ricorda come il primo a credere in lei, fino a Simone Cristicchi che sottolinea come il suo intuito abbia cambiato la vita a tanti artisti. Serena Autieri lo ha definito «luce e guida», mentre Alessandro Gassmann ha parlato di «fine di un’epoca fatta di garbo e cultura».
Le parole più toccanti arrivano da Mara Venier, in lacrime al Tg1: «Gli devo tutto, era un uomo libero e coraggioso». Gianni Morandi lo ricorda come colui che lo aiutò nei momenti più difficili, mentre i Pooh sottolineano il ruolo determinante che ebbe nella loro carriera. Da Jovanotti a Gigi D’Alessio e Gianna Nannini, da Gerry Scotti a Carlo Conti, tutti concordano: Baudo non era solo un conduttore, ma un maestro, un inventore di televisione, un uomo che ha saputo dare spazio ai giovani e costruire spettacolo con eleganza e passione. Giorgia, sua pupilla, citando il suo celebre tormentone “L’ho inventato io”, ha scritto: «Ci hai inventati tu… siamo tutti tristi oggi». Anche Alba Parietti ha espresso il suo dolore: «Con te si chiude un’epoca. Sei stato il più grande… il maestro di tutti… una montagna impossibile da scalare».
Colleghi e amici: affetto e gratitudine

Tra i tanti volti dello spettacolo che hanno voluto ricordarlo c’è anche Massimo Di Cataldo, che ha espresso gratitudine per il grande contributo di Baudo al mercato discografico; ha infatti scritto: «Ciao Pippo, grazie per quello che hai fatto per la musica e anche per me».
Massimo Lopez ha affidato al cuore il suo addio: «Sei stato un grande uomo, un grande amico, un grande conduttore… ti pensavamo immortale e invece lasci un vuoto immenso dentro di me». Commosso anche Giancarlo Magalli, che ha detto: «Ti ho voluto bene come un fratello… e te ne vorrò sempre». Con la voce incrinata dall’emozione, Tullio Solenghi lo ha definito: «Un compagno di giochi, un fratello maggiore… è qualcosa che porto con me».
Il ricordo di Katia Ricciarelli

Tra le tante voci che si sono levate in queste ore non poteva mancare quella di Katia Ricciarelli, compagna di vita di Baudo per oltre vent’anni. L’ex moglie, raggiunta da Rainews24, ha confessato con dolore: «Sono sconvolta… quando ho perso mia mamma mi sono sentita sola, ora con la morte di lui mi sembra proprio… basta!». Ricciarelli ha parlato di un senso profondo di solitudine e di rammarico: «Molti avrebbero dovuto rispettarlo di più, non aveva attorno le persone giuste, era circondato da chi voleva tenerlo all’oscuro di tante cose…».
Sposati dal 1986 al 2007, i due non si frequentavano più da anni, ma il legame non si era mai spezzato: «Non si possono dimenticare 18 anni insieme. Quando ci siamo rivisti all’Arena di Verona ci siamo abbracciati e non c’era bisogno di parlare, era come se ci fossimo incontrati il giorno prima».
La soprano ha ricordato il loro matrimonio come «un matrimonio d’amore» e ha ribadito la sua ammirazione per l’uomo e per il professionista: «Indipendentemente da come è andata a finire, io ho sempre detto che Pippo era stato il numero uno, una persona straordinaria dal punto di vista professionale. Quando sarà per me, spero di ritrovarmi con Pippo per farci quattro risate».
Infine, alla domanda su quale fosse il personaggio a cui Baudo fosse più legato, Ricciarelli ha risposto con semplicità: «Non credo ce ne fosse uno in particolare, ne ha fatti talmente tanti che si sentiva il fautore della carriera di tutti. Era una persona sempre disponibile con i giovani, un grande uomo, lo sappiamo tutti». Parole che restituiscono l’immagine di un uomo non solo amato, ma anche capace di segnare intere generazioni con la sua genialità.
L’ultimo saluto al “presentatutti”

Anche le istituzioni hanno espresso il loro cordoglio. Giorgia Meloni ha ricordato come «il suo volto e la sua voce hanno accompagnato intere generazioni», il presidente Sergio Mattarella ha ricordato il suo «garbo e la straordinaria capacità di interpretare i gusti degli italiani», mentre la Rai ha parlato di «un pezzo di cuore che se ne va». Per questo la Rai ha aperto il suo palinsesto con un’emozionante edizione straordinaria del Tg1, seguita da una puntata speciale di Techetechetè intitolata “Ciao Pippo”. La programmazione di oggi (17 agosto) è interamente dedicata a lui: speciali su Tg1, Estate in Diretta, Techetechetè, l’ultima intervista a Pierluigi Diaco, Tg2, Blob, Mixer e un film su Rai 3.
I vertici Rai, del resto, lo celebrano come “una parte fondamentale della Rai”, capace di nobilitare il nazionalpopolare con intelligenza e leggerezza. Pippo Baudo, insomma, lascia un vuoto enorme, ma anche un’eredità irripetibile: la sua voce, la sua eleganza e la sua capacità di unire il Paese resteranno per sempre nella memoria collettiva.


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